Palantir, dalla Palestina agli ospedali britannici grazie al sistema Epstein

Palantir fornisce i dati raccolti in Palestina al servizio sanitario britannico grazie ad accordi firmati nell’ambito del sistema Epstein

Una sede di Palantir Technologies © hapabapa/iStockPhoto

In questa centrifuga impazzita che sono le relazioni di potere del tardo capitalismo c’è un filo nero che collega Silicon Valley, grande finanza, politici di destra e sinistra, teatri di guerra e sterminio in Palestina. E molto spesso su questo filo nero si legge a chiare lettere il nome Palantir Technologies. L’azienda americana specializzata nella raccolta e nell’analisi dei big data fondata nel 2003 dal miliardario estremista di destra Peter Thiel. Oggi Palantir vale circa 300 miliardi di dollari. Negli ultimi anni ha firmato contratti con tutti i maggiori governi dei Paesi in orbita Nato. O loro alleati. Con fabbricanti di armi, eserciti, polizie nazionali e locali. Tra cui la milizia bruna dell’Ice. Con i sistemi penitenziari di mezzo mondo. E con l’Nhs, il servizio sanitario pubblico britannico, su cui torneremo.

Spesso, sullo stesso filo nero che collega la Silicon Valley allo sterminio in Palestina, accanto al nome di Palantir appare il nome di Jeffrey Epstein, una delle persone con cui Peter Thiel si è scambiato più email e messaggi da quando il finanziere è stato arrestato fino alla misteriosa morte in carcere. A dimostrazione che il sistema Epstein, al di là delle orrende e abominevoli violenze sulle donne, non deve essere raccontato come la cospirazione di una misteriosa setta di vampiri, cannibali e licantropi, ma come un razionale sistema di potere che collega tra loro politici e finanzieri, banche e industria degli armamenti. Un sistema di potere il cui cuore di tenebra sono gli algoritmi che raccolgono in continuazione i nostri dati e poi li elaborano, per la loro gloria e la nostra sconfitta.

Palantir, le guerre della Nato e lo sterminio in Palestina

Fin da subito gli algoritmi di Palantir sono stati addestrati nei teatri di guerra. In Iraq e in Afghanistan. Poi in Ucraina, con il sistema di intelligenza artificiale Skykit che analizza i droni e i social media. E diventa paradigma del doppio livello su cui si combatte oggi la guerra: armi letali e controllo dell’informazione. Non poteva quindi mancare la Palestina, dati gli stretti legami politici e la stessa apocalittica e reazionaria visione del mondo che accomuna la Silicon Valley e il governo israeliano. Palantir ha annunciato la partnership con Israele nel gennaio 2024. E proprio in quei giorni l’ad Alex Karp ha dichiarato a Bloomberg che i loro prodotti erano molto richiesti in Israele già dal 7 ottobre 2023.

Il contenuto di questa partnership e la tecnologia che la riguarda sono segreti. Ma diverse testate hanno ipotizzato che l’Idf utilizzi sistematicamente almeno tre software. “Where’s Daddy?”, che traccia gli individui presi di mira fino alle loro case, dove intere famiglie possono poi essere bombardate. “Lavender”, che assegna ai residenti di Gaza un punteggio numerico sulla probabilità che facciano parte di un gruppo armato e li contrassegna come potenziali bersagli. E “Habsora” (il vangelo), che automatizza l’elaborazione dei dati di sorveglianza e genera elenchi di obiettivi da assassinare. Palantir ha negato tutto, sostenendo che questi software fossero già di proprietà del Idf. Ma il suo nome appare diverse volte nel rapporto della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese.

Come si passa dallo sterminio palestinese al servizio sanitario britannico

Qualche giorno fa l’ex Ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha raccontato di come le tecnologie militari utilizzate da Palantir durante lo sterminio palestinese hanno stretti rapporti con l’industria ospedaliera. «Raccogliere i dati delle persone in un teatro di guerra è fondamentale per le strutture ospedaliere, come accade con il servizio sanitario britannico che acquista proprio questi dati per organizzarsi in caso di emergenze. Questo non è immorale, è qualcosa peggio di immorale», ha affermato Varoufakis. Ma la realtà, se possibile, è ancora più immorale di quella raccontata da Varoufakis. I primi accordi economici tra Palantir e Nhs (il servizio sanitario britannico), per un valore di 330 milioni di sterline, risalgono al 2023.

Secondo il Guardian, questo accordo permetterebbe al Nhs di ottenere informazioni mediche dai social media, dalle geolocalizzazioni dei dispositivi e dalle schede sim. E già questo sarebbe illegale, oltre che immorale. Ma c’è di più. Nel 2025 il governo del Regno Unito ha siglato un altro contratto con Palantir, per il Ministero della difesa, del valore 240 milioni di sterline. Bene, tutti questi contratti sono stati firmati da quando è primo ministro il laburista Keir Starmer. Esponente della deriva reazionaria della socialdemocrazia occidentale cominciata negli anni Novanta, Starmer è entrato in contatto con Palantir tramite Peter Mandelson. E qui si apre una voragine, si precipita nel buco nero.

Palantir, la destra della sinistra e gli affari immorali del sistema Epstein

Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, è da più di un quarto di secolo il grande burattinaio del New Labour. È quello che lo ha spostato sempre più a destra, per la gioia anche di molti esponenti del Pd nostrano. È quello che ha fatto fuori Jeremy Corbin con accuse di antisemitismo poi rivelatosi false. Mandelson è anche un lobbysta, che tramite la sua Global Counsel aveva rapporti di affari con Palantir. E pare che in proprio in questa veste abbia messo in contatto il primo ministro Starmer con loro. In incontri segreti su sono aperte diverse inchieste. Ma soprattutto Mandelson è stato appena arrestato per i suoi rapporti con Jeffrey Epstein, il miglior amico di Peter Thiel, il fondatore di Palantir.

L’accusa, per Mandelson, è di avere dato a Epstein informazioni riservate sull’economia e sul comparto militare britannico. Ecco quindi che, oltre all’immoralità di utilizzare dati raccolti sullo sterminio del popolo palestinese per potenziare gli algoritmi del servizio sanitario britannico, si scopre che questo giro di affari fa parte dell’immensa cospirazione del capitale che ruota intorno alla figura di Jeffrey Epstein. Un sadico violentatore e un pedofilo. Ma anche il centro nevralgico di un potere economico e politico, di estrema destra quanto socialdemocratico, che si alimenta su guerre e genocidi. Dulcis in fundo, come rivela Sbilanciamoci, in Italia Palantir ha siglato nel 2023 una partnership con il Policlinico Gemelli, uno dei più importanti ospedali romani.

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