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Corporate tax, la storica e insufficiente decisione del G7

17:05
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Sabato 5 giugno i ministri delle finanze dei 7 Paesi più industrializzati (G7) erano riuniti a Londra. E in quell’occasione hanno raggiunto un accordo per una tassa minima globale per le multinazionali. Un passo importante nel contrasto all’elusione fiscale delle grandi aziende multinazionali, cioè la pratica di “ottimizzare” il proprio carico fiscale spostando i profitti in giurisdizioni dalla fiscalità agevolata.

Nei mesi scorsi l’amministrazione americana si era detta favorevole alla definizione di un’aliquota minima globale per la tassazione delle grandi aziende internazionali. Biden e la sua segretaria al Tesoro, Janet Yellen, avevano ipotizzato un’aliquota del 21%. In sede di G7, poi, l’accordo è stato raggiunto sul 15%.

Gabriel Zucman, giovane economista francese, allievo di Thomas Piketty, docente a Berkeley e esperto di paradisi fiscali ha commentato con queste parole:

L’accordo al G7 è storico, inadeguato e promettente, tutto nello stesso momento. Storico, perché per la prima volta ci si accorda su un’aliquota minima. Inadeguato, perché il 15% è decisamente troppo poco. Promettente, perché nulla vieta che si possa arrivare presto al 25%.

Sulla corporate tax è mancata l’ambizione dei leader europei

Molti osservatori hanno sottolineato come l’aliquota del 15% sia troppo bassa, sostanzialmente allineata a quelle di Paesi come Irlanda e Svizzera, cioè a quelli che per alcuni vanno considerati alla stregua di paradisi fiscali. L’amministrazione Biden proponeva – e applicherà – un’aliquota del 21%. Ma ai leader europei è mancata l’ambizione. E forse il coraggio. Così l’accordo è stato raggiunto su una quota molto più bassa.

Per capire di quali cifre parliamo, è utile consultare il rapporto intitolato “Collecting the tax deficit of multinational companies: simulations for the European union” redatto dallo European Tax Observatory diretto dallo stesso Zucman. L’istituto di ricerca indipendente, ospitato dalla Paris School of Economics, mostra che, per il nostro Paese, con un’aliquota del 15% l’extra-gettito per il 2021 ammonta a 2,7 miliardi di euro. Che sarebbero 7,6 miliardi con un’aliquota del 21% e di 11,1 miliardi con il 25%.

Come si applica la corporate tax? In  quale modo aiuterà a combattere l’elusione fiscale? Sarà possibile alzare l’aliquota per raggiungere, almeno, il 21%? Ne abbiamo parlato con Tommaso Faccio, segretario generale della Commissione indipendente per la riforma della tassazione delle imprese internazionali, ICRICT , docente di Diritto tributario alla Nottingham University Business School e uno dei soci fondatori di Tax Justice Italia.