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Ambiente

Fioramonti a gamba tesa su Eni: deve smetterla con il petrolio

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«L’Eni è una grande risorsa per il paese ma a patto che non si faccia più nessuna esplorazione e si investa in maniera radicale nella riconversione totale verso le rinnovabili, l’idrogeno e le nuove frontiere della decarbonizzazione». Lo afferma a Valori.it il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, incontrato a Madrid in occasione della Cop25.

Riconvertire, dunque, è la parola d’ordine “ed è quello che fanno le grandi compagnie che vengono dal fossile e si rendono conto che quello è un mercato morto”.

Finora, sottolinea Fioramonti, «nessuno nel governo italiano, che io sappia, ha mai detto una cosa del genere perché si tende a dire che una grande azienda è un asset sulla base di quello che è stato fatto in passato e non sulla base di quello che riuscirà a fare in futuro».

Secondo Fioramonti, è importante dire stop alle esplorazioni: «bisogna tracciare una linea, quello che c’è c’è e non si fa un metro in più. Su questo spero ci sia concordia (nel governo, ndr) ma non mi è ancora chiaro».

Quanto alla riconversione radicale, secondo il ministro dell’Istruzione, bisogna «accelerare mese per mese” perché “abbiamo 10 anni per risolvere il problema. Io voglio sapere che nel 2025 il petrolio sarà un centesimo nelle attività di Eni e nel 2030 saremo completamente verdi». C’è bisogno, dunque, conclude Fioramonti di «qualcosa di davvero innovativo e coraggioso e non di un piano plurigenerazionale perché questo tempo non c’è».

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