Ambiente

Fioramonti: «Riconversione totale per Eni. Il petrolio va abbandonato»

Alla Cop25 di Madrid il ministro dell'Istruzione Università e Ricerca ha parlato del futuro della compagnia italiana. E della fine dell'oro nero

Di Andrea Barolini, inviato a Madrid
Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti alla Cop25 di Madrid © Andrea Barolini

«L’Eni è una grande risorsa per il Paese se opererà una riconversione totale di tutti gli asset produttivi. È necessaria una moratoria di tutte le nuove ricerche di fonti fossili. Ed è necessario un piano radicale che possa dimostrare in che modo l’azienda possa restare un asset strategico nel Ventunesimo secolo», a spiegarlo è stato il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, a margine di un intervento alla venticinquesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop25, in pieno svolgimento a Madrid.

Secondo il membro del governo Conte l’Eni dovrà dunque operare un cambiamento radicale, anche per via del fatto che «gli “stranded assets” prima o poi diventeranno un problema per tutte le grandi compagnie petrolifere».

Il petrolio che hanno in pancia non sarà più una risorsa, ma un costo. Quindi io mi preoccupo per l’economia italiana e per un colosso che si potrebbe trovare, di qui a 20 anni, nelle condizioni di non riuscire a sostenere il proprio debito».

«Quello delle fonti fossili è un mercato morto»

«È per questo fondamentale – ha aggiunto il ministro – che si utilizzi questo tempo che ci resta per un cambiamento drastico. Occorre investire in modo radicale nella riconversione totale verso le rinnovabili, l’idrogeno, le nuove frontiere della decarbonizzazione. Quello del fossile è un mercato morto».

Fioramonti ha quindi concluso sottolineando come «finora, che io sappia, nessuno nel governo italiano lo ha detto. Perché si tende a spiegare che una grande azienda è un asset sulla base di quello che ha fatto in passato e non tenendo conto di ciò che potrà fare in futuro».

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