“Quota 100”, il sistema previdenziale che indebita i nostri figli

Il governo vuole introdurlo. Ma potrebbe provocare un aumento di 100 miliardi di euro del debito pensionistico, sulle spalle delle generazioni future

Luciano Canova
Luciano Canova
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100 miliardi di euro di aumento del debito pensionistico, sulle spalle delle generazioni future. È questo l’effetto collaterale della cosiddetta “quota 100”, il sistema previdenziale che il governo vorrebbe introdurre. Si potrà andare in pensione con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi (per fare un esempio in cui la somma tra l’età e gli anni di contributi versati è, appunto, 100)

«Il sistema previdenziale è a rischio». È l’allarme lanciato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. In una audizione alla Commissione Lavoro della Camera ha dichiarato: «Si aumenta la spesa e si riducono i contributi, non bastano due giovani neo assunti per pagare la pensione di uno che esce» .

Boeri ha anche segnalato che l’introduzione delle nuove norme porterà «già nel 2021 a un incremento di 1 punto di Pil della spesa pensionistica». Spesa che è già a livelli record: l’Italia spende il 16,3% del Pil per le pensioni, il doppio della media Ocse, dietro solo alla Grecia.

La spesa pensionistica in Europa (% del Pil). Fonte Eurostat, 2014

 

Proprio alla “quota 100” è dedicata la nuova di #Legonomics, la videorubrica di Luciano Canova.

https://www.facebook.com/Valori.it/videos/352513418658520/

* L’autore è PhD in economia e divulgatore scientifico. Collabora con il Master MEDEA (Management ed Economia dell’Energia e dell’Ambiente) della Scuola Enrico Mattei. Tra i suoi libri: “Scelgo, dunque sono. Guida galattica per gli irrazionali in economia” (ed. Egea, 2016) e  “Pop Economy – #Gamification – #Crowfunding – #Big Data”(Hoepli, 2015).