Per il rapporto Uefa crescono i ricavi, ma in realtà aumentano le perdite
L'ultimo rapporto Uefa evidenzia nel calcio europeo perdite complessive per oltre 1 miliardo di euro al netto delle tasse, e dei debiti
«I ricavi dei club calcistici europei sono destinati a superare per la prima volta la soglia dei 30 miliardi di euro. Ma l’aumento dei costi fa sì che questi ricavi da record non si traducano automaticamente in redditività». A dirlo è il nuovo rapporto Uefa The European club finance and investment landscape 2024-2025. L’analisi dello stato economico e finanziario del calcio continentale si basa sulle dichiarazioni di oltre 700 squadre in tutto il continente.
I ricavi complessivi, va detto, superano i 30 miliardi, in continua crescita rispetto ai 28,6 della stagione precedente. E ai 13 miliardi di dieci anni fa. Ma va anche detto che la stragrande maggioranza di questi ricavi è prodotta dai 25 club più importanti. Poco più del 3% del totale quindi. E inoltre, come butta lì lo stesso rapporto Uefa, va anche aggiunto chee questi ricavi non significano guadagni. Le perdite complessive superano infatti 1,1 miliardi di euro, al netto delle tasse.
Il rapporto Uefa e le perdite dei grandi club europei
L’aumento dei ricavi secondo l’analisi del rapporto Uefa è dovuto innanzitutto dall’aumento dei ricavi commerciali, cresciuti del 10%. E che hanno superato i 10 miliardi di euro, ovvero un terzo dei ricavi totali. È il nuovo trend calcistico di cui abbiamo già parlato su Valori. Raccontando come per il Liverpool lo scorso anno gli introiti maggiori non siano arrivati da partite o trofei, ma dai concerti di Taylor Swift. Sono aumentati anche i guadagni dalla vendita dei biglietti e dai premi ricevuti dalla Uefa per le partecipazioni ai tornei continentali. E anche qui ci si riferisce a una cinquantina di club privilegiati, i cui guadagni non trascinano per nulla in alto le altre squadre. E infine sono aumentati i ricavi dal calciomercato, con i trasferimenti dei calciatori che in totale hanno portato 6,2 miliardi di euro nelle casse dei club.
Al contrario, le perdite sono dovute principalmente all’aumento costante degli stipendi, non solo per i calciatori ma anche per i dipendenti. Spese che assorbono oltre il 65% dei ricavi dei club. Sono aumentate anche le spese operative al netto degli stipendi, che sono arrivate a incidere addirittura per il 36% sui costi dei club. Per capirci quelle del Chelsea, su cui torneremo, incidono per il 51% sulle spese totali. Poi, secondo il rapporto Uefa, sono aumentati in maniera drammatica gli oneri finanziari, che per la maggior parte hanno a che fare con investimenti, interessi o ristrutturazioni dei debiti. E così, a fronte dei due terzi dei club che hanno i conti in regola, alla fine le perdite complessive sopravanzano di oltre un miliardo i ricavi. Il tutto al netto delle tasse. E dei debiti.
I club sono utilizzati sempre più come veicoli finanziari, ma su questo la Uefa tace
Il rapporto Uefa si focalizza poi sulle proprietà finanziarie dei club, da cui emerge un nuovo trend. Il numero di acquisizioni nel calcio europeo da parte di fondi d’investimento è diminuito per il terzo anno consecutivo, con 29 club che hanno cambiato proprietario rispetto ai 48 del 2022. Ma questo è dovuto al fatto che «il capitale privato sta accedendo sempre più al calcio attraverso partecipazioni di minoranza, capitale strutturato e credito privato, riflettendo una separazione tra impiego di capitale e controllo». L’idea, come raccontato più volte su Valori, è che basti una partecipazione di minoranza nei club per utilizzarli come veicoli per la speculazione immobiliare attraverso la costruzione di nuovi stadi.
E a proposto di fondi e squadre di calcio, veniamo al caso del Chelsea. È successo infatti che sia stato proprio il rapporto Uefa ad annunciare per il Chelsea una perdita complessiva di quasi 390 milioni di euro per la stagione 2024-2025. Tra le squadre con le perdite più elevate figura poi all’ottavo posto lo Strasburgo. La squadra francese dal 2023 è di proprietà di BlueCo, il veicolo finanziario creato da Clearlake Capital e Todd Boehly nel 2022 proprio per acquistare il Chelsea. E come abbiamo raccontato BlueCo negli ultimi anni si è reso protagonista di spese assurde: quasi 2 miliardi sul mercato per giocatori spesso inutili. E soprattutto di operazioni di maquillage finanziario oltre ogni limite del ridicolo, come vendere a se stesso le cose che aveva già, di modo da aggiustare i bilanci. Ma sulla bolla finanziaria il rapporto Uefa, al solito, non ha nulla da dire.




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