Reddito di cittadinanza, l’aliquota al 100% che lo rende un boomerang

La versione italiana di reddito di cittadinanza sottrarrà un euro di sussidio per ogni euro ottenuto lavorando. Che effetti avrà tale scelta?

Di Luciano Canova*
Il celebre Quarto Stato, dipinto dal pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo. L'idea gli venne dopo aver assistito ad una manifestazione di protesta di un gruppo di operai nel 1891.

Prevedere forme di sostegno alle fasce più deboli della popolazione per ridurre le disuguaglianze è tema di assoluta attualità. E non a caso la maggior parte degli Stati avanzati hanno introdotto forme di reddito minimo.

Una forma di contrasto al rischio di povertà ed esclusione sociale. Per redistribuire risorse, rendere effettivo il godimento dei propri diritti e cercare di allontanare i rischi di lavori sottopagati.

Tasso di popolazione a rischio povertà negli Stati Ue. Dati 2016
Tasso di popolazione a rischio povertà negli Stati Ue. Dati 2016. FONTE: EUROSTAT

Imprevisti perversi

Ma l’effetto boomerang è sempre dietro l’angolo. Molto infatti dipende da come una norma è scritta. I sospetti accomunano numerosi economisti. «Se non è accompagnato da riforme strutturali del sistema fiscale e del welfare, rischiano di diventare altro capitale al servizio della finanza, amplificando la dipendenza dei cittadini dai prodotti finanziari» spiegava ad esempio  l’economista brasiliana, Lena Lavinas nel dossier sul reddito minimo pubblicato da VALORI ad agosto.

E, a proposito di effetto boomerang, cosa accade se, come nella versione italiana presentata nella Nota di aggiornamento del DEF licenziata dal governo Conte a fine settembre, si prevede un’aliquota marginale al 100% per chi ottiene un lavoro mentre gode del reddito di cittadinanza? Un problema probabilmente sottovalutato dagli estensori del provvedimento. Dei possibili rischi e conseguenze parla la nuova puntata di “#Legonomics – l’economia spiegata con i Lego“.

Reddito di cittadinanza – Legonomics ep2

«Qualcuno potrebbe cercare un lavoro che non risulti nelle transazioni ufficiali. Se noi pensiamo a un sistema come quello italiano dove l'economia sommersa vale il 14% del Pil, le possibilità dell'accoppiata reddito di cittadinanza e lavoro nero non son certo basse».

Posted by Valori.it on Monday, October 22, 2018

 

* L’autore è PhD in economia e divulgatore scientifico. Collabora con il Master MEDEA (Management ed Economia dell’Energia e dell’Ambiente) della Scuola Enrico Mattei. Tra i suoi libri: “Scelgo, dunque sono. Guida galattica per gli irrazionali in economia” (ed. Egea, 2016) e  “Pop Economy – #Gamification – #Crowfunding – #Big Data” (Hoepli, 2015).

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