Uno schema Ponzi dietro la strage di Crans-Montana?
Si ipotizza che i Moretti, proprietari del locale della strage di Capodanno a Crans-Montana, siano al centro di un oscuro schema finanziario
Potrebbe esserci uno schema finanziario opaco dietro le attività di Jessica e Jacques Moretti, i proprietari della discoteca andata a fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Lo ipotizza un rapporto confidenziale del Mros, l’ufficio svizzero di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, rivelato dal quotidiano francese Le Parisien. Secondo gli investigatori svizzeri, i soldi con cui il locale Le Constellation è stato aperto potrebbero provenire «da un sistema finanziario criminale paragonabile a uno schema Ponzi».
La tragedia di Crans-Montana
Le Constellation si trova nel comune svizzero di Crans-Montana, nel francofono Canton vallese. La notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026 un incendio ha avuto origine, probabilmente, dalle scintille di alcune decorazioni poste sui tappi di bottiglie di champagne e finite sulla schiuma fonoassorbente del tetto. Il bilancio finale è stato di 41 morti e 116 feriti, in gran parte minorenni.
Jessica e Jacques Moretti, proprietari del locale, sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. L’accusa è quella di non aver messo in sicurezza la sala. Anche alcuni dipendenti pubblici sono indagati per non aver vigilato adeguatamente. Jaques Moretti ha precedenti per truffa e sfruttamento della prostituzione. Le indagini sono ancora in corso.
Tra orologi, pistole e presunti schemi Ponzi
Di responsabilità dei proprietari si è parlato fin dalle prime ore dopo la tragedia. Parallelamente all’indagine volta ad appurare cause e colpe dell’incendio, però, sono partiti vari accertamenti di natura fiscale e finanziaria. A fine febbraio la polizia svizzera ha condotto una perquisizione nello chalet della coppia a Lens. Tra gli oggetti rinvenuti una pistola Glock, la ricevuta dell’acquisto della schiuma insonorizzante che avrebbe fatto da combustibile dell’incendio e diversi orologi di lusso. Un dettaglio, quest’ultimo, importante. Secondo la stampa locale, Jacques Moretti avrebbe detto agli inquirenti di non possedere beni di valore.
Ad attirare l’attenzione è stato soprattutto il rapporto del Mros. Gli esperti finanziari parlano di gestione sleale, falsificazione di documenti e frode assicurativa. La tesi è che i coniugi non possedessero il denaro necessario a dare inizio alla loro attività imprenditoriale (dal 2015 hanno acquisito, oltre a Le Constellation, altri due locali). Per rimediare, avrebbero ottenuto prestiti con garanzie fasulle. Ad esempio, si parla una casa in Corsica presuntamente ereditata e usata come garanzia che, invece, sarebbe stata a sua volta acquistata con un mutuo. Lo schema Ponzi, dal nome dell’italiano che lo ha reso popolare, è uno schema finanziario truffaldino in cui l’organizzatore raccoglie continuamente nuovo denaro per finanziare le proprie attività, senza poterlo restituire come promesso. Il Mros ipotizza che i coniugi Moretti abbiano costruito qualcosa di simile.
Da dove viene il denaro dei coniugi Moretti?
C’è di più. Gli investigatori parlano di movimenti bancari anomali e di un possibile riciclaggio di denaro – il processo attraverso il quale soldi provenienti da attività criminali vengono “puliti” investendoli in imprese lecite. Una delle ipotesi, su cui però non ci sono prove, è che possa essere coinvolta la criminalità organizzata corsa. La coppia, pur vivendo in Svizzera, è infatti originaria dell’isola francese.
Gli incendi, poi, sono apparsi nella vita dei Moretti già prima della tragedia di Crans-Montana. Un loro locale, Le Vieux Chalet, andò a fuoco nel 2023, mentre Le Constellation era già stato colpito dalle fiamme nel 2024. Niente vittime per fortuna, ma importanti premi assicurativi incassati all’epoca. E, come scrive il giornale svizzero Blick ripreso dal francese Sudoest, «l’analisi dei conti mostra che questi importi non sono serviti prioritariamente alla ricostruzione, ma piuttosto a coprire spese private, come il pagamento di tasse e premi di assicurazione malattia o la stipula di un leasing per auto di lusso».
La Svizzera è nota per le sue politiche fiscali favorevoli a chi vi porta capitali e per la grande riservatezza del suo sistema bancario. Caratteristiche che, in passato, l’hanno resa il rifugio perfetto per chi era interessato a nascondere la provenienza del proprio denaro. Il caso Moretti, ora, riapre il dibattito sulla solidità delle regole di Berna.




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