Il Trump Trade arricchisce Wall Street e alimenta l’instabilità finanziaria
Il Trump Trade, le scommesse finanziarie sui post social di Donald Trump, sono un vantaggio per gli speculatori e un pericolo per la stabilità
Boursicoteur è una parola francese difficile da tradurre. Qualcosa a metà tra speculatore e traffichino, qualcuno poco esperto di mercati finanziari ma che cerca di saltare sull’occasione per portare a casa un qualche profitto. La scorsa settimana Les Echos ha dedicato un articolo a queste figure, spiegando come «vanno matti per il Trump Trade». Di cosa si tratta? Detta in parole semplici, le dichiarazioni di Donald Trump – in particolare tramite il suo social network Truth Social – generano spesso ricadute sui mercati finanziari. Diversi investitori dilettanti cercano di approfittarne seguendo di volta in volta il settore interessato.
Le scommesse su immobiliare, petrolio, dazi e intelligenza artificiale
Un esempio tra i tanti è il brusco aumento di acquisti di titoli di società immobiliari, produttori di materiali da costruzione e dintorni, subito dopo che il Presidente USA ha dichiarato che il rilancio del settore immobiliare era la sua priorità. Ma lo stesso si potrebbe dire per i titoli petroliferi dopo l’operazione in Venezuela o in molti altri casi. Un settore guardato con particolare attenzione è quello dell’intelligenza artificiale, secondo molti analisti già al centro di una possibile bolla finanziaria.
Recentemente è addirittura nato un Trump trade tracker, un sito che analizza le possibili ricadute sull’economia e i mercati delle quasi-quotidiane dichiarazioni del Presidente USA sul porre o rimuovere dazi su determinati prodotti o Paesi.
Il problema non è solo il fatto che dei semi-dilettanti decidono i propri investimenti sulla base dei post di Trump. La vera questione è quanto tutto questo generi ulteriore instabilità in un mercato già fortemente sbilanciato su operazioni speculative, e in una fase di forte liquidità sui mercati. La stessa amministrazione Trump ha infatti promosso sgravi fiscali per le classi più abbienti. È noto che in proporzione i ricchi consumano una parte minore del loro reddito, il che si traduce in maggiori risorse da dedicare all’investimento – o alle scommesse – sui mercati finanziari.
Perché giocare al Trump Trade arricchisce Wall Street e alimenta l’instabilità finanziaria
Per questo tutta una serie di soggetti che ruotano intorno a Wall Street stanno traendo vantaggio dalle operazioni di questi speculatori improvvisati. Pensiamo ad esempio di chi vende allo scoperto, vale a dire degli attori specializzati nello scommettere sul calo di un titolo o di un indice. Chi specula al ribasso trova oggi molto più facilmente una controparte disposta ad acquistare. Parliamo proprio di chi decide dove investire seguendo l’onda delle dichiarazioni di Trump e non i fondamentali dell’economia.
Analogamente, queste masse di capitali speculativi e spesso in contro-tendenza rispetto al mercato sono un’ottima notizia per chi realizza operazioni ad alta frequenza (high frequency trading), per gli hedge fund e per altri soggetti a vocazione fortemente speculativa. Più i boursicoteurs si lanciano sulla base di notizie apparse su un social, alimentando il Trump Trade, più i professionisti si leccano i baffi. Il risultato complessivo potrebbe però essere un’ulteriore instabilità finanziaria e un ulteriore aumento della volatilità. Non sembra esattamente quello di cui ha bisogno in questi giorni il mercato finanziario globale.




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