TTF, gli attivisti a Renzi: «Perché non rottami la speculazione?»

La campagna che da anni si batte per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie chiede al governo italiano di battere un colpo. La posizione ...

Alla vigilia del nuovo incontro tra i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea, la Campagna che da anni si batte per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie si mobilita nuovamente. «L’impegno assunto da undici Paesi dell’area euro per l’introduzione di questa misura fiscale sembra fortemente minacciato da un pericoloso stallo negoziale dovuto alle divergenti posizioni degli Stati membri, ancorati ad interessi di settore su cui fanno leva le ingenti pressioni delle lobby finanziarie. Di fronte a tale scenario, le Robin Hood Tax Campaigns denunciano con una dichiarazione congiunta la mancanza di coraggio dei governi europei», spiegano i militanti in un comunicato diffuso questa mattina.

Il rischio, infatti, è che il negoziato sulla TTF arrivi ad un’impasse. Oppure che la sua applicazione venga resa annacquata, se non del tutto inefficace. Ciò, in particolare, nel caso in cui non si disegni «un modello di imposta con ampia base imponibile, applicabile quindi ad un vasto spettro di strumenti finanziari (in particolare ai derivati, attualmente al centro di un acceso dibattito tra gli Stati membri) e in grado di contrastare il cosiddetto high frequency trading», sottolineano gli attivisti.

Secondo questi ultimi, dunque, non è immaginabile una tassa che non colpisca i prodotti derivati, che costituiscono il cuore della speculazione : «L’Europa non ha rappresentato l’origine della crisi finanziaria globale, eppure ne ha duramente subito le conseguenze e sembra aver dimenticato rapidamente la lezione. Come Campagna ZeroZeroCinque riteniamo che l’eccesso di finanziarizzazione si combatta anche attraverso l’introduzione di una TTF, che aumenti il costo relativo del trading ad alta frequenza e dell’attività speculativa rispetto alla vera vocazione del sistema finanziario, che è quella di garantire supporto all’ economia reale», ha spiegato Leonardo Becchetti, docente di Economia all’università Tor Vergata di Roma e portavoce della ZeroZeroCinque.

In particolare, ci si domanda quali siano i reali obiettivi del governo italiano in materia. Il timore è che l’occasione della presidenza di turno dell’Italia possa essere completamente perduta. «In tempi non sospetti – prosegue il comunicato – in una precedente edizione della Leopolda, il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva inserito la TTF tra i punti del suo Wiki-PD. Oggi, invece, contatiamo un apparente disimpegno  nel processo di implementazione di tale misura fiscale che  mal si concilia con la visione di un governo che si presenta come innovatore e progressista . Eppure una TTF europea, se ben costruita, potrebbe contribuire ad una maggiore giustizia fiscale e sociale , generando in Europa un “tesoretto” da oltre 30 miliardi di euro che porterebbe risorse per la lotta alla povertà e per il contrasto ai cambiamenti climatici». 

«È inaccettabile l’assenza di una reale e coraggiosa volontà politica di rottamare la finanza speculativa. I governi, ancora una volta, stanno cedendo alla pressione delle lobby finanziarie con il rischio che il progetto di TTF possa arenarsi o realizzarsi in modalità insufficienti per poter perseguire le sue finalità. Si gioca una partita decisiva, che ci dirà se il bene comune e la volontà dei popoli europei prevarrà sullo strapotere delle lobby: il governo italiano e i governi europei dimostrino da che parte stanno», conclude Becchetti.