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TTF, governi divisi sull’utilizzo dei proventi

Il ministro dello Sviluppo francese Pascal Canfin ha spiegato che la proposta di Parigi di destinare una quota degli introiti alla lotta alla povertà e ...

  Gli undici Paesi europei che hanno aderito alla cooperazione rafforzata con l’obiettivo di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie non concordano sull’utilizzo delle risorse che ne deriveranno. A rivelarlo è stato ieri il ministro dello Sviluppo francese Pascal Canfin: Parigi – ha spiegato – ha proposto di destinare una parte significativa degli introiti al sostegno allo sviluppo economico, soprattutto nei Paesi poveri. Ma l’idea avrebbe ottenuto solamente una minoranza di consensi. 

«Il governo tedesco è diviso sulla questione, gli austriaci piuttosto ostili, i Belgi favorevoli e molti Paesi non hanno preso ancora una posizione», ha dichiarato Canfin parlando davanti alla Commissione Affari europei dell’Assemblea Nazionale. 

Il ministro transalpino ha ribadito la volontà della Francia di insistere, ricordando che «la tassa sulle transazioni è stata immaginata per finanziare beni pubblici mondiali come la lotta alla povertà o quella al cambiamento climatico. Sarebbe quanto meno paradossale se nel momento in cui l’imposta diventa realtà, da essa non ne derivasse neppure un euro per i Paesi del Sud del mondo». Basterebbe d’altra parte anche una piccola quota per generare aiuti significativi: la tassa sulle transazioni dovrebbe garantire, secondo le stime della Commissione di Bruxelles, tra i 30 ed i 35 miliardi di euro all’anno.