Valori e i critici vincono: il governo riscrive il condono pro-evasori

Sulla "pace fiscale" l'esecutivo Lega-M5S pare ripensarci. Ma intanto fra gli emendamenti al decreto entrano discutibili proroghe ai concessionari autostradali

Di Andrea Di Stefano
I due vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini durante la cerimonia di giuramento del gabineetto Conte al Quirinale

Il testo del decreto legge, definito “pace fiscale” dagli uffici marketing della maggioranza Lega-M5S, cambia nuovamente. E salta, almeno per ora, la dichiarazione integrativa che come denunciato da Francesco Dal Santo e Alessandro Santoro favoriva i veri evasori a discapito di chi aveva dichiarato tutti i redditi ma non aveva versato le imposte dovute (tutte o in parte).

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Nel nuovo testo, che dovrebbe essere ora passato al vaglio delle commissioni competenti del Senato, non c’è traccia della vecchia impostazione secondo le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte davanti a Palazzo Chigi il 16 novembre.

Dichiarazioni alla stampa del premier Conte sulla nuova versione del condono fiscaleLa ‘dichiarazione integrativa speciale’ prevista originariamente, frutto di una lunga mediazione tra i due azionisti di governo, consentiva di dichiarare fino al 30% in più di imposte, con un tetto massimo complessivo di 100mila euro di imponibile per anno d’imposta su 5 anni (quindi teoricamente fino a 500mila euro).

L’obiettivo era quello di permettere di sanare Irpef, Irap, ritenute e contributi, non solo non versati ma anche non dichiarati, pagando solo una quota delle tasse dovute: il 20% anziché le relative aliquote (per l’Irpef, ad esempio, fino al 43%).

Viene introdotta la possibilità di sanare gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi pagando 200 euro per ogni anno (misura dalla quale il Governo stima di incassare 1 mld €. Altro che i 20 miliardi annunciati dal ministro Salvini). Resteranno in piedi le altre sanatorie, dalla rottamazione-ter alle liti fiscali. Così come rimarrà la norma sul saldo e stralcio ma solo delle minicartelle.

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La ben più vasta operazione sui debiti di maggiore entità, promossa dal sottosegretario Armando Siri, non compare infatti tra le novità dell’accordo che ingloba invece materie che con il fisco hanno poco a che fare.

Tante novità e migliaia di emendamenti

Su spinta della Lega, arriverà una tassa dell’1,5% sui money transfer, così come entrerà nel testo della conversione in legge del decreto il rinnovo del bonus bebè. Saranno detassate le sigarette elettroniche, mentre il Movimento 5 Stelle ha annunciato la detassazione dei “metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari”. Dal vertice non sono emerse novita’ sulle Bcc, anche se il tema resta centrale. Nulla, però, sembra blindato e definito.

Sono, infatti, moltissime le incognite che gravano ancora sull’iter del DL Fiscale dopo la riunione notturna del 15 novembre che ha prodotto la svolta sulla dichiarazione integrativa speciale: gli emendamenti depositati da parlamentari e senatori della maggioranza sono oltre tremila a cui si aggiungono quelli delle opposizioni.

Concessioni autostradali, il relatore M5S le proroga

Il relatore del provvedimento, il senatore M5S Emiliano Fenu, ha per esempio presentato un emendamento all’art.21 per la proroga delle concessioni autostradali scadute all’entrata in vigore del DL Fiscale.

Il testo depositato prevede che in attesa delle future gare per la riassegnazione della concessione, il vecchio concessionario possa proseguire con le attività “di progettazione e la realizzazione” di interventi “necessari a garantire il mantenimento e l’aumento degli standard di sicurezza” dell’infrastruttura, previa stipula di un “atto aggiuntivo” che ne fissi i criteri.

Il concessionario stipula anche un atto economico aggiuntivo che, però, sarà la base della futura gara, a cui potrà partecipare che la società uscente. Un provvedimento molto discutibile che depotenzia pesantemente il ruolo dell’asta competitiva, lasciando al concessionario e al concedente il compito di definire la base della futura concessione a trattativa privata.

Ma quali sono i tratti scaduti o scadenti entro l’approvazione del provvedimento?

  • L’autostrada A3 del Mediterraneo (scaduta dal 2012 con concessionario Atlantia),
  • la Torino-Ivrea e la Torino-Piacenza (scadute nel 2016 e 2017, con concessionario il Gruppo Gavio, e con gravissimi problemi di manutenzione),
  • la A22 del Brennero (scaduta nel 2014, di grande interesse per la Lega che sta trattando un accordo di governo in Alto Adige con la Svp e oggetto dell’inchiesta di Report)
  • e le Autovie Venete (controllata e gestita da Friulia, finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia, oggi governata da un fedelissimo di Matteo Salvini, Fedriga).

 

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