Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male

Perché le teorie del complotto su Jeffrey Epstein servono a proteggere la banca e il sistema economico che lo ha sostenuto

© Yau Ming Low/iStockPhoto

La voce di Francesca Albanese è diventata nota a tutti con l’inizio dell’invasione israeliana a Gaza. E proprio per avere fatto sentire la sua voce, a Francesca Albanese è stato impedito di aprire un conto in banca. Non può aprirlo in nessun Paese del mondo, perché risulta inserita nelle liste sanzionatorie statunitensi, che condizionano l’intero sistema finanziario globale. Se una banca aprisse ora un conto a Francesca Albanese rischierebbe una serie di sanzioni che potrebbero arrivare fino all’esclusione dai circuiti internazionali di pagamento. Ovvero alla morte della banca stessa.

Di Jeffrey Epstein invece conosciamo tutti il volto. Dopo che il Dipartimento di giustizia americano ha rilasciato oltre tre milioni e mezzo di documenti conosciuti come Epstein Files, la sua faccia è dappertutto. Di Jeffrey Epstein sappiamo che era un finanziere statunitense. E conosciamo anche la vicenda giudiziaria che lo vede colpevole di alcuni tra i più sordidi e vili reati che si possano commettere. Come il traffico sessuale di persone minorenni, invitati con l’inganno nella sua isola e messi a disposizione di politici, industriali, banchieri, celebrità e potenti assortiti che per anni hanno abusato di loro.

La storia della banca che ha sostenuto Jeffrey Epstein

Ma se di Jeffrey Epstein conosciamo il volto e i terribili reati, di lui non conosciamo una vicenda che potrebbe sembrare laterale. E che invece è tanto curiosa quanto illuminante sull’intera vicenda. Una vicenda che non riguarda solo lui, ma buona parte dei potenti coinvolti nei suoi squallidi abusi. A differenza di Francesca Albanese, a cui è impedito aprire un conto in banca, a Jeffrey Epstein non solo venivano aperti contri bancari con estrema facilità. Ma venivano anche erogate linee di credito e accessi speciali ai circuiti internazionali normalmente accessibili a pochi.

Il sistema di violenze e abusi, il traffico di influenze e la rete di favori messa in piedi da Jeffrey Epstein non sarebbe stata possibile senza l’aiuto delle banche. E di una banca in particolare, di quello stesso Paese che nega la possibilità a Francesca Albanese di aprire un conto. Questa banca, come segnala un’inchiesta del New York Times, è Jp Morgan. Il che ci fa pensare che volete aprire un conto in qualsiasi parte del mondo, è meglio che non siate giuristi di fama internazionale o relatori speciali delle Nazioni Unite. Ma se invece siete stupratori di minorenni, alcune delle più importanti banche del mondo saranno ben felici di darti il benvenuto!

Ringraziamo per la partecipazione Leonardo Bianchi, giornalista esperto di estrema destra e complotti che sul significato delle presunte cospirazioni internazionali ha scritto un libro e conduce un podcast su Internazionale.

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