Alta velocità, nuovo allarme dalla Corte dei Conti francese

La Corte transalpina punta il dito contro le previsioni relative ai margini operativi delle linee, sistematicamente troppo ottimistiche.

Di Andrea Barolini


  La previsioni relative ai margini operativi delle linee ferroviarie francesi ad alta velocità sono state sistematicamente sopravvalutate. Un eccesso di ottimismo che ora pesa sui conti della SNCF , la società pubblica incaricata da una parte dello sfruttamento commerciale dei servizi ferroviari, dall’altra della manutenzione della rete.  

Ad affermarlo è la Corte dei Conti francese, che presenta ufficialmente oggi un rapporto (i cui contenuti sono stati anticipati dalla stampa transalpina) nel quale punta il dito contro l’Alta velocità, ricordando come nel 2013 il margine operativo delle linee veloci sia sceso all’11, 4 %, contro il 14, 2 % registrato nel 2011. 

In particolare, a fare storcere il naso sono state le previsioni, sistematicamente troppo ottimistiche, sulla capacità delle linee di generare margini. È il caso della AV Nord, che raggiunge un misero 3% contro il 12, 9% previsto. Ma anche della AV del Mediterraneo, che tocca un 4, 1%, cifra due volte più bassa rispetto a quanto ipotizzato inizialmente. È sulla base di tali constatazioni che la Corte ha citato anche la costruzione della linea che da Bordeaux punta verso la Spagna e il TAV Torino-Lione. 

Nei giorni scorsi, il primo ministro Manuel Valls (forse volendo in qualche modo “prevenire” le reazioni alle conclusioni della Corte dei Conti) aveva fatto sapere di considerare «un progetto-faro» il nuovo collegamento ferroviario tra il Piemonte ed il Rhône-Alpes: «Va sostenuto, perché è un’opportunità eccezionale, sia sotto l’aspetto delle grandi sfide economiche che di quelle ambientali». 

 

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