Amazon sbarca nella distribuzione alle librerie. Tremano gli editori indipendenti

Arriva Amazon business: maxisconti e gestione centralizzata degli ordini, 800mila titoli subito disponibili, consegna a un giorno. Gli editori indipendenti attendono la legge sulla lettura

Di Nicola Borzi
Marcos Y Marcos, il suo fondatore, Marco Zapparoli, è presidente dell’Associazione degli editori indipendenti (Adei)

La voce girava da tempo, e da giorni Valori.it ne ha chiesto la conferma o la smentita ufficiale. Dopo una settimana di pressioni, Amazon ha confermato: oggi, 22 luglio, è stato ufficialmente presentato Amazon Business per le Librerie, un nuovo servizio che la multinazionale dell’e-commerce propone come “pensato esclusivamente per i rivenditori di libri”.

L’ingresso del gigante di Seattle nei canali della distribuzione libraria era in qualche modo una mossa attesa, ma soprattutto temuta: non solo dai concorrenti, ma anche dai piccoli editori che in questi giorni sono già sulla corda, in attesa del varo della legge sulla vendita dei libri e sulla scontistica applicata.

Le caratteristiche dell’offerta

Come da stamattina spiega la stessa Amazon sul suo sito italiano, da oggi ai librai sarà “possibile registrarsi gratuitamente su Amazon Business. Entro sette giorni dalla conferma del proprio account Amazon Business, una volta verificato che il richiedente è effettivamente un rivenditore di libri, la libreria riceverà via email l’invito a registrarti gratuitamente al servizio Amazon Business per le Librerie, con cui è possibile beneficiare di una selezione di circa 800mila titoli immediatamente disponibili, sconti fino al 35% sui libri di varia e fino al 12% sui testi scolastici e di resi gratuiti fino a 120 giorni. Si potrà inoltre usufruire di tutti i benefici dell’account aziendale, come l’impostazione di procedure di approvazione degli ordini, limiti di spesa personalizzati e la gestione semplificata delle fatture”.

In realtà il catalogo a disposizione è di oltre 15 milioni di titoli, con consegna gratuita entro un giorno incluso il sabato. Gli ordini potranno essere realizzati via file Excel utilizzando il sito amazonlibrerie.it.

Cosa cambia per il settore

Secondo l’ultima indagine sul mercato dell’editoria libraria in Italia, relativa al 2018, la libreria resta il canale di vendita privilegiato dai lettori e dai giovani: è qui che lo scorso anno si sono rivolti il 69% degli acquirenti. Cresce il peso delle librerie online, che rappresentano il 24% degli acquisti di libri, rispetto al 3,5% del 2007, mentre la grande distribuzione copre il 7% delle vendite (era il 17,5% nel 2007, l’8,7% nel 2017). Cresce (anche se più debolmente rispetto agli anni 2010-2016) il mercato degli e-book, che ha raggiunto quota 67 milioni di euro, pari a circa il 5% del mercato della “varia”.

Ma l’ingresso di Amazon nella distribuzione dedicata al canale delle librerie impatterà soprattutto sui distributori: oltre alle catene in franchising o gestite direttamente dalle maggiori case editrici, come Feltrinelli, Giunti, Mondadori e Rizzoli, c’è Messaggerie, che gestisce anche i marchi. Fastbook, PDE e Opportunity.

Se si considera che il costo della distribuzione incide tra il 45 e il 55% di un libro cartaceo, di cui la metà circa resta al libraio, si capisce che l’ingresso di Amazon (e dei suoi sconti) nel canale delle librerie è un colpo non indifferente per la concorrenza nel settore.

Una sorta di “dumping” che potrebbe mettere fuori gioco i distributori esistenti, consentendo al gigante dell’e-commerce di occupare ulteriori spazi di mercato.

Una volta presidiato il canale, Amazon potrebbe avere sufficiente potere negoziale per decidere non solo le politiche di distribuzione, ma anche quelle editoriali, grazie alla mole di informazioni sui consumi culturali estratte dalla massa dei big data che produce e analizza. Il rischio è che le librerie si trasformino in meri centri di consegna dei plichi di Amazon, come pure che venga scardinata l’attività dei piccoli editori.

I timori dei piccoli editori

La mossa di Amazon era preventivata e temuta dai piccoli editori. Sandro Ferri, fondatore insieme a Sandra Ozzola delle Edizioni E/O, nei giorni scorsi ha indirizzato agli iscritti all’Associazione degli editori indipendenti (Adei) una lettera di questo tenore: «Cari amici, con la sua proposta di presentarsi come grossista-distributore con vantaggiose condizioni economiche alle librerie, ancora una volta Amazon tenta di sedurre gli operatori del mondo del libro che in realtà da anni cerca pervicacemente di annientare perseguendo il suo obiettivo monopolista e totalitario. Spero che i librai che ogni giorno soffrono per la concorrenza impari di Amazon – sconti non sostenibili, vantaggi fiscali, gigantismo – non si faranno convincere».

E continua: «Mi sorprende al contempo il silenzio dei grandi gruppi editoriali che non reagiscono a questi attacchi che finiranno per travolgere anche loro. Perdonatemi una citazione “esagerata” dall’Apocalisse di Giovanni, ma secondo me ci sta: “Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo”. Viva la legge del libro, la proposta di legge lettura, i librai e l’associazione editori indipendenti!».

La locandina del film “C’è posta per te”. Nella pellicola Meg Ryan gestisce una piccola libreria per bambini. Tom Hanks è il proprietario della più importante catena di librerie di Manhattan, la Fox.

L’Adei sulla nuova legge: «Dal far west a poche regole all’italiana»

Sul tema della proposta di legge sulla lettura e del peso crescente di Amazon, l’11 luglio Marco Zapparoli, fondatore di Marcos Y Marcos e presidente dell’Associazione degli editori indipendenti (Adei), ha diffuso un lungo intervento agli associati di Adei. Ne sintetizziamo qualche passaggio: «L’attuale legge che disciplina il commercio dei libri ha segnato un passaggio dal far west a un mondo di regole minime. Ma sono regole lasche, tipicamente all’italiana, formulate in modo da permettere rovinose eccezioni.  Questa legge finalmente ci sarebbe. Non è perfetta. Ma è una legge vera. Per la prima volta, prevede regole che evitino di consegnare il mercato nelle mani di pochi, per non dire di uno».

«Cari colleghi continua Marco Zapparoli – ci siamo resi conto che queste regole lasche, questo continuo negare l’evidenza porta tutti, editori, librai, collaboratori, e tutto l’indotto, sull’orlo del baratro?»

E ancora «Che senso ha proclamare che “questa legge penalizza le famiglie”? Forse perché le novità non verrebbero più offerte da Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ubik con il 15% – agli altri difficilmente è possibile – il giorno in cui vengono proposte al mondo? Perché le vetrine delle catene cesserebbero di essere tappezzate da cartelli “sconto 25%, sconto 30%? Perché Amazon può permettersi di vendere 20 euro di libri offrendo un buono da 9 euro in altri beni? Ricordiamo che gli sconti non vengono cancellati. Vengono finalmente disciplinati!

Non era immaginabile già qualche anno fa che l’obiettivo di Amazon era un altro, che non è forse neppure fare il distributore, ma raccogliere e classificare gli indirizzi di chiunque e rivendergli alle proprie condizioni quello che crede?

Il progetto di legge pone un primo argine a una evidente asimmetria operativa. Osa proporre primi provvedimenti per evitare il cross-merchandising che permette al grande rivenditore di sfilare a tutti il mercato. Adei – e con Adei le due Associazioni dei librai, Ali e Sil – è fermamente convinta che questa legge sia utile”, conclude Zapparoli.

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