Stop alle pubblicità di combustibili fossili e carne: Amsterdam guida la corsa

Amsterdam è la prima capitale a vietare la pubblicità di combustibili fossili e carne negli spazi pubblici. Altre città potrebbero imitarla

Nei luoghi pubblici di Amsterdam non ci potranno più essere pubblicità di carne e combustibili fossili © jan van der Wolf/iStockPhoto

Se la pubblicità del tabacco è vietata a causa degli acclarati danni alla salute che esso provoca, perché è invece permessa quella dei prodotti legati ai combustibili fossili, che sono la prima e principale causa, anche qui acclarata, del collasso climatico? Bisogna partire da questa domanda per capire le ragioni del movimento #BanFossilAds che nei Paesi Bassi, dov’è particolarmente forte, a fine gennaio ha ottenuto un enorme successo.

Niente più pubblicità di combustibili fossili e carne ad Amsterdam

Amsterdam è appena diventata la prima capitale al mondo a mettere al bando la pubblicità dei combustibili fossili e della carne. Il divieto, sancito dal Regolamento locale generale, scatta dal 1° maggio 2026 e riguarda varie categorie di prodotti considerati particolarmente inquinanti: viaggi aerei, crociere, automobili con motori a benzina e diesel e, appunto, carne. Le campagne pubblicitarie dovranno scomparire da strade, stazioni della metropolitana, treni, tutte le aree accessibili al pubblico. Lo ha deciso il consiglio comunale di Amsterdam, su iniziativa del partito GroenLinks (Sinistra Verde).

Insieme a L’Aia e Utrecht, Amsterdam diventa così la nona città olandese a introdurre nel proprio ordinamento giuridico, tramite regolamento o ordinanza, il divieto della pubblicità dei combustibili fossili. Fondamentale è stata la sentenza con cui, ad aprile 2025, un tribunale olandese ha respinto il ricorso presentato dall’industria del turismo contro l’analoga misura in vigore a L’Aia. Il tribunale aveva invece autorizzato i Comuni a vietare pubblicità dannose per la salute delle persone e per il clima: era la prima volta al mondo che un tribunale esaminava un divieto di pubblicità comunale.

Cosa cambia rispetto al divieto di pubblicità fossili introdotto sempre ad Amsterdam nel 2020

Amsterdam aveva fatto notizia già nel 2020 come prima città al mondo a vietare la pubblicità sui combustibili fossili. Ma l’approccio aveva basi giuridiche più deboli, per cui si era rivelato inefficace. Anche in seguito, infatti, la città aveva continuato a essere “inquinata”.

Spiega la differenza a Valori Rémi ter Haar, campaigner di Reclame Fossielvrij, l’organizzazione che promuove il fossil free advertising in Olanda e mantiene il database globale sui gruppi, le campagne, i divieti legati alla pubblicità fossile. «Il ban del 2020 prevedeva l’eliminazione graduale della pubblicità sui combustibili fossili dai nuovi contratti. Ma i contratti hanno in genere una durata decennale, per cui le pubblicità sarebbero scomparse solo dopo il 2030 o anche più in là», sottolinea. «Inoltre, il divieto era limitato in pratica alle stazioni della metropolitana e, anche lì, applicato solo in alcuni casi. Mentre ora è stato adottato con una legge locale, con una definizione chiara, e varrà per l’intera città».

L’inatteso sostegno dell’industria pubblicitaria

Forse potrà sorprendere qualcuno, specie in Italia, ma la decisione di Amsterdam è stata accolta con favore anche da molti esponenti del settore pubblicitario. In vista del voto del Consiglio comunale di Amsterdam, infatti, un centinaio di rappresentanti di agenzie pubblicitarie avevano sottoscritto una lettera di sostegno. Il testo sottolinea che la pubblicità dei combustibili fossili negli spazi pubblici va vietata proprio perché «plasma i desideri, influenza i comportamenti e normalizza ciò che è considerato desiderabile».

Esprime grande soddisfazione la capogruppo del Partito per gli Animali ad Amsterdam, Anke Bakker: «L’industria della carne non è solo una delle principali fonti di inquinamento, ma è anche fondamentalmente non etica, Ogni offerta “a basso costo” ha come prezzo anni di sofferenza e miseria per gli animali. Amsterdam non ha nulla da guadagnare nel promuovere un’industria che provoca solo sofferenza animale e danni climatici».

L’esempio di Amsterdam può fare scuola anche nel resto d’Europa

Nel 2024 è stato lo stesso segretario generale dell’Onu, António Guterres, a esortare tutti i Paesi a vietare la pubblicità delle aziende produttrici di combustibili fossili. Si calcola che siano ormai più di una cinquantina nel mondo le città che si sono impegnate in questa direzione. Ora l’esempio di Amsterdam potrebbe innescare un effetto domino.

Tra 2021 e 2022 in Europa decine di organizzazioni avevano lanciato una Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per vietare le pubblicità fossili che, però, si era fermata a 353.103 firme. Non aveva raggiunto quindi l’obiettivo del milione, necessario per obbligare la Commissione europea a pronunciarsi. Federico Spadini di Greenpeace Italia, che era fra le organizzazioni promotrici, ci tiene però a sottolineare che in otto Paesi, tra cui l’Italia, il numero minimo di firme richieste era stato raggiunto (l’Ice ne chiede almeno sette).

Nel nostro Paese, l’associazione Cittadini Sostenibili è impegnata da tempo a supportare lo sviluppo di divieti alle pubblicità fossili. «I Comuni italiani possono ispirarsi a quanto appena fatto da una capitale europea come Amsterdam», dice il presidente Andrea Sbarbaro. «Siamo a disposizione per supportare i consiglieri e i decisori locali, di qualsiasi partito e schieramento politico, che vogliano proporre nel proprio Comune l’adozione di divieti o restrizioni sulle pubblicità inquinanti».

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