Più vicina la trasparenza sul clima per le grandi aziende della California

Falliti i tentativi di fermare le due leggi che impongono alle grandi aziende della California di rendicontare impatti e rischi legati al clima

Il governatore della California Gavin Newsom © Office of the Governor of California/Wikimedia Commons

Seppure con un iter lungo e farraginoso, inframmezzato anche da alcuni macroscopici passi indietro, le grandi imprese europee da tempo sanno di dover rendicontare anche le proprie performance ambientali, sociali e di governance (Esg). Dall’altro lato dell’Oceano, questo sistema è ancora in gran parte da costruire. Ci prova la California, con due leggi – firmate nell’ottobre del 2023 dal governatore Gavin Newsom – che impongono alle grandi aziende più trasparenza in materia di clima. E che si apprestano a entrare in vigore, dopo aver resistito a vari tentativi di affossarle per via legale.  

Clima e grandi aziende: cosa dicono le due leggi della California

I testi sono due. Il Climate Corporate Data Accountability Act impone alle aziende con un fatturato annuo superiore al miliardo di dollari di rendicontare ogni anno le proprie emissioni di gas serra. Si inizia con quelle dirette (Scope 1) e legate all’energia acquistata (Scope 2) per poi passare alle più complesse da misurare, quelle generate nella catena del valore (Scope 3). Il conteggio va sottoposto alla validazione di un organismo indipendente accreditato e va poi comunicato al pubblico in modo comprensibile. Nomi del calibro di Ikea Usa, Apple, Patagonia e Microsoft hanno espresso sostegno per la misura, che si applicherà a oltre 5.300 società.

Il Climate-Related Financial Risk Disclosure Program, invece, richiede alle aziende di pubblicare, ogni due anni, un report dettagliato sui rischi che affrontano a causa dei cambiamenti climatici e sulle strategie di mitigazione e adattamento che hanno adottato. Rischi sia fisici sia di transizione. I primi sono legati all’impatto di uragani, ondate di calore, innalzamento del livello dei mari e così via; i secondi alle evoluzioni di leggi e condizioni di mercato. Visto che la soglia di applicazione è più bassa (500 milioni di dollari di fatturato), si amplia il perimetro delle aziende coinvolte: sono più di 10mila.

Il tentativo (andato a vuoto) di fermare le leggi in tribunale

Quando ha apposto la sua firma sulle due leggi, il governatore della California Gavin Newsom – tra i volti più noti del Partito democratico – si è affrettato a esprimere le proprie perplessità. Sia sulle scadenze («probabilmente irrealizzabili»), sia sui protocolli di rendicontazione, sia sull’«impatto in termini di costi». Da allora, la US Chamber of Commerce – la principale organizzazione che rappresenta gli interessi delle grandi aziende e delle lobby economiche a livello federale – ha provato a più riprese a bloccarle per vie legali. Prima con un ricorso che si appellava al Primo emendamento, poi con obiezioni di incostituzionalità ed extraterritorialità, infine con la richiesta di un’ingiunzione preliminare. Ma in tutti i casi – il più recente a metà agosto 2025 – il giudice federale Otis Wright II ha respinto i ricorsi.

Nel 2024 il Parlamento californiano aveva ipotizzato di rinviare l’entrata in vigore delle leggi. Ma alla fine ha solo concesso più tempo – fino a luglio 2025 – per definire i regolamenti attuativi. Si va avanti, dunque. Con tempistiche che, dopo tanti tira e molla, diventano pressanti. Lo conferma il California Air Resources Board (Carb), l’organismo statale che si occupa di qualità dell’aria e cambiamenti climatici. La rendicontazione delle emissioni inizia già nel 2026 e si riferisce all’anno fiscale precedente. Per agevolare il lavoro a chi non è ancora pronto, però, si comincia con Scope 1 e Scope 2, più facili da misurare. Passando allo Scope 3 nel 2027. Inoltre, il primo anno le aziende si possono basare sulle informazioni che già possiedono e non rischiano sanzioni immediate. Entro il 1° gennaio 2026 devono pubblicare anche i primi report sui rischi finanziari legati al clima.

Nessun commento finora.

Lascia il tuo commento.

Effettua il login, o crea un nuovo account per commentare.

Login Non hai un account? Registrati