Booq, la biblioteca sociale di Palermo che costruisce futuro e democrazia

Booq è la bibliofficina che ha trasformato una biblioteca in uno spazio di costruzione di futuro

© booq

Questa storia dal futuro racconta di un gruppo di persone che ha trasformato un’istituzione che sembra parlare solo di conservazione e passato – la biblioteca – in un luogo di costruzione di futuro e democrazia: si chiama booq. È una storia ambientata a Palermo, e comincia nel 2014.

Come nasce Booq: la biblioteca sociale dal basso a Palermo

Me l’ha raccontata Giuliana Zaffuto: «Eravamo un gruppo di persone che si conosceva da tempo e faceva, in qualche modo, politica in città dalla fine degli anni Novanta. Avevamo condiviso le battaglie universitarie, quelle per l’accoglienza, l’attivismo cittadino, il G8 di Genova, il Forum per la Pace. Insieme, in un gruppo più ampio, avevamo gestito per più di dieci anni l’occupazione di uno spazio che vedeva la partecipazione di persone che andavano dagli adolescenti dei licei agli adulti». L’esperienza di quell’occupazione, mi ha detto Giuliana, era terminata da un po’. Ma un nucleo di persone aveva continuato a incontrarsi, confrontarsi, immaginare tanti futuri possibili per Palermo.

Nel 2014 è nata una nuova occupazione: uno spazio abbandonato del Comune, in pieno centro storico. «Era uno spazio – ricorda Giuliana – con una vocazione culturale che abbiamo voluto rispettare. Come prima cosa ci abbiamo installato la collezione di libri che avevamo conservato dalla precedente occupazione. Così nasce il primo nucleo di booq».

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© booq

Biblioteca e democrazia: un presidio culturale aperto a tutte e tutti

Giuliana per formazione è una bibliotecaria, ha studiato biblioteconomia e ci tiene a sottolineare quanto sia importante il valore sociale delle biblioteche: «Qui al Sud, sicuramente a Palermo, si crede che siano solo luoghi dove conservare la memoria, preservare i beni culturali, ma le biblioteche possono essere centri propulsivi, possono garantire socialità gratuita. Sono luoghi in puoi incontrarti senza dover consumare. Dove trovi libri, da noi anche oggetti – su questo ci arriviamo – in un sistema di prestito che garantisce a tutte e tutti l’accesso ai beni, a prescindere dalle condizioni sociali». Era questa, mi ha raccontato, l’idea che avevano in testa quando hanno cominciato a costruire booq.

«Abbiamo messo a sistema le tante competenze diverse che avevamo, abbiamo scritto un progetto che l’impresa sociale Con i bambini ha scelto di sostenere». E così una cordata di associazioni ha messo in piedi nella Kalsa, il quartiere nel cuore del centro storico di Palermo, una serie di attività e servizi per i bambini della fascia 0-6 anni. «Nasce la biblioteca, noi ci costituiamo come associazione e questo ci consente di chiedere in concessione al Comune uno spazio, che diventa la nostra sede ufficiale». Tra una pratica burocratica e l’altra, nel frattempo, siamo arrivati al 2020. Booq apre i battenti.

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© booq

Sale lettura per adulti e bambini: un accesso libero alla cultura

Lo spazio è costituito da due sale lettura, una destinata alle bambine e ai bambini e una utilizzata dal pubblico adulto. La sala per gli adulti, spiega Giuliana, contiene una collezione in continuo aggiornamento di volumi di politica, pedagogia, storia dei movimenti, antropologia e discipline umanistiche. Ma anche di materiali, non solo libri, di memoria delle attività e delle battaglie in città.

Accanto a questa, c’è la sala nata come 0-6 ma poi estesa alle bambine e ai bambini di tutte le età: «La nostra idea è lasciare autonomia nel rapporto con il libro. Abbiamo testi diversi per diverse esigenze, scaffali aperti e arredi bassi, arredi gioco che possono trasformarsi in sedie: i bambini amano giocarci. Ci sono collezioni dedicate a ragazze e ragazzi; testi in alta leggibilità in diverse lingue, fumetti. Qualsiasi età tu abbia puoi scegliere e prendere liberamente il tuo libro. Abbiamo voluto creare uno spazio che fosse più neutro e comodo possibile, con tanti cuscini e pouf, volevamo fosse accogliente».

Spazi condivisi, cucina e biblioteca degli oggetti: il modello booq

Oltre alle sale dedicate alla lettura, che sono al primo piano, booq ha altri due spazi al pianterreno. Il primo è una grande sala comune, la sala ristoro, dove è possibile iscriversi alla biblioteca, formalizzare i prestiti, c’è una cucina autogestita e diverse postazioni studio o lavoro. È la stanza della socialità, mi spiega Giuliana. Accanto alla quale c’è l’ultimo ambiente: «Ormai sta esplodendo!». Giuliana lo definisce “biblioteca delle cose”. «Qui puoi prendere in prestito oggetti, attrezzi e materiale vario. C’è di tutto, dagli accessori per il campeggio a quelli per lo sport, dai giochi di società allo scaffale del fai da te. Che senso ha acquistare oggetti che userai raramente? Se devo usare il trapano una volta l’anno, meglio prenderlo in prestito!». Non è solo una trovata ecologica, ma anche un ottimo strumento di supporto sociale per le fasce più svantaggiate. «E – sottolinea Giuliana – insegna il valore della condivisione».

In questo spazio, mi racconta, sono conservati anche i moduli mobili del progetto di Biblioteche senza frontiere a Palermo, che aveva portato in città una mediateca mobile dedicata ai minori stranieri non accompagnati. «Sono moduli molto belli, hanno le ruote, sono apribili e contengono cassetti con libri, prodotti tecnologici e giochi in diverse lingue. Noi li usiamo nel nostro grande giardino». Gli spazi comuni, spiega, sono messi a disposizione, condividendo le spese di gestione, anche con altre associazioni che ne dovessero aver bisogno. Ma in generale booq è uno spazio attraversato e apprezzato da tante persone, anche molto diverse tra loro.

«Siamo in centro storico, vicino al mare e alla zona monumentale e turistica, ma anche vicino agli uffici. Ma è ancora un centro storico popolare. Questo ci costruisce un pubblico vario. C’è chi viene per le presentazioni dei libri, chi perché è un posto gratuito in cui entrare e poter stare. Ci sono i bambini che vengono per le attività educative e i settantenni che vengono per gli incontri con gli autori. Ci sono le famiglie, portate dai bambini, ma anche gli adolescenti, che lo usano come spazio sicuro in cui stare tranquilli, usare il wifi o i nostri tablet». Ma ci sono anche utenti abituali che usano gli spazi per studiare o lavorare, le attività delle associazioni, le visite scolastiche. Insomma lo spazio e ben vissuto e ci sono giorni in cui è attraversato anche da cento persone.

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© booq

Booq Palermo: incontro, partecipazione e cultura gratuita per il futuro

«Se dovessi raccontarti booq con un’immagine o un evento – riflette Giuliana – ti parlerei del nostro compleanno. È l’occasione con cui, ogni anno, riflettiamo su tutti i significati che diamo e le attività che facciamo nel nostro spazio. Non a caso, quella che era una sola giornata di festa si è trasformata in tre giorni: ci serve tempo per tutto». Giuliana mi snocciola un’infinità di appuntamenti che vanno dalla presentazione della rivista agli incontri pedagogici, dall’assemblea di bambine e bambini del quartiere ai concerti serali. Ci sono le attività di gioco, creatività e giocoleria, ci sono le famiglie che partecipano allo sportello solidale. Tutte le persone che in qualche modo attraversano booq si incontrano e ne scoprono o incontrano aspetti che in genere non toccano.

La dimensione dell’incontro è centrale, costituente dell’altro aspetto raccontato all’inizio dell’intervista: la biblioteca è uno spazio di democrazia. Per questo booq è una storia dal futuro. «Viviamo in una società in cui l’idea di incontrarsi liberamente, per le idee, la cultura, i diritti, al di là dei momenti di attivismo o mobilitazione non è vista come una possibile attività quotidiana. Noi invece abbiamo voluto rovesciare questa idea: il nostro spazio è aperto, ogni giorno, in maniera gratuita. Chiunque può venire, prendere un libro o stare all’interno dei locali». E il futuro si costruisce anche così: dal cuore del centro storico di Palermo, in uno spazio che appartiene a chiunque voglia attraversarlo, che non chiede nulla in cambio.


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