Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa e potrebbe contenere dati o informazioni relative a fonti/reference dell'epoca, che nel corso degli anni potrebbero essere state riviste/corrette/aggiornate.

Change Manager

Un profilo di innovatore sociale targato UK. Per innovare nel settore pubblico servono acrobati, anche in Italia.

Quando gli antichi romani conquistarono la Britannia, costruirono una città sul primo crocevia che dal London Bridge conduce a Portsmouth. Successivamente la città divenne un centro politico per il popolo sassone, ospitando la pietra delle incoronazioni: Kingstone upon Thames. Quello che gli antichi non potevano prevedere è che questo distretto oggi si candida ad essere un centro per l’innovazione sociale nella pubblica amministrazione e nel rapporto di questa con i cittadini.

La Contea del Surrey è una delle più grandi autonomie locali in Inghilterra, serve una popolazione di oltre un milione di abitanti con un bilancio di 1 miliardo e mezzo di sterline e Shift Surrey è il suo "design hub" nato per progettare e migliorare i servizi pubblici. L’innovazione degli enti locali, qui, viene sviluppata per mantenere e ottimizzare i servizi per tutti i residenti nonostante la crisi finanziaria. Un esempio sono le politiche di mobilità intelligente e l’introduzione dei Co-Wheels Car Club.


La contea è alla ricerca di un Change Manager, una nuova figura professionale incardinata nell’ente locale ma capace di costruire il cambiamento dall’interno. Studiando il profilo del candidato si scoprono le caratteristiche di un innovatore sociale. La job description disciplina le responsabilità del Change Manager: convincere le persone e gli amministratori locali a sperimentare nuovi approcci, ispirare il cambiamento, guidare la trasformazione di concetti e idee in pratiche sperimentabili. I requisiti del candidato sono di tipo relazionale: essere un comunicatore qualificato e avere esperienza nel coinvolgimento, nella persuasione e nella negoziazione con stakeholder differenti per ottenere nuovi prodotti o servizi. Un carattere solido, inoltre, aiuta a rafforzare la necessità di un cambiamento, a pensare in modo critico e autonomo e a stimolare gli altri in modo costruttivo. Anche le caratteristiche dei campi creativi, la curiosità, la voglia di fare, non mancano nel profilo del candidato ideale, che deve gestire le relazioni politiche, la credibilità dei progetti, le relazioni con gli stakeholder locali.

 

Tra le tante qualifiche e abilità presenti nella job description, quello che colpisce non è solo la capacità di gestire una vasta gamma di flussi di lavoro o di accettare la sfida del cambiamento dei servizi pubblici, quanto la dose di coraggio per sfidare lo status quo riuscendo comunque a mantenere un profilo "familiare" sia nei confronti dell’ente pubblico che dei cittadini. Il Change Manager avrà uno stipendio tra le 40 e le 50 mila sterline all’anno e potrà assumere due membri nel suo staff oltre ai gestori dei singoli progetti di cambiamento. Qui il modulo per candidarsi!

Il profilo del Change Manager ricorda quello di un acrobata, molto simile a quanto offre il panorama italiano, oggi concentrato sull’innovazione degli enti pubblici in ottica smart city, ma che sconta un rapporto conflittuale tra i cosiddetti innovatori e la pubblica amministrazione. Lo sa bene il terzo settore italiano costretto a trasformare in virtù la necessità di essere flessibile ed elastico, inventando soluzioni creative "a basso consumo" per muoversi in un contesto istituzionale percepito come lontano e a volte persino ostile. Dalle battaglie per i diritti delle persone con disabilità, al 5 per mille, dalla legge sull’impresa sociale alla chiusura dell’Agenzia per le Onlus, si finisce spesso per rivendicare l’alterità e la separatezza dal settore pubblico come un elemento di sana distinzione, sebbene molte delle iniziative sociali siano pubbliche, orientate cioè a costruire nuove policy.

 

Questa posizione separatista sembra comunque produrre degli effetti positivi: si diffondono iniziative autonome e reti orizzontali, si producono aggregazioni formali e informali di attori aperti al perseguimento di strategie comuni, si progettano ibridi per servizi pubblici, si costruiscono e si sperimentano luoghi di fiducia attraverso la condivisione di spazi, si rigenerano spazi urbani, nell’attesa che anche le istituzioni pubbliche partecipino al cambiamento assumendo i nuovi acrobati al loro interno.

English version here