Ma io cosa posso fare per costruire l’Economia di Francesco?

In occasione di "Economy of Francesco" (19-21 novembre 2020) viene pubblicato un documento collettivo per costruire un'economia diversa. Una risposta all'appello di Papa Francesco

"Verso l'Economia di Francesco. Ma io cosa posso fare?" è un documento frutto di un lavoro collettivo. La risposta alla chiamata di Papa Francesco per un'economia diversa © PATCHARIN SAENLAKON /iStockPhoto

«Costruire un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda». Sono le parole pronunciate da Papa Francesco Il 1° Maggio 2019. Un invito che aveva rivolto ai giovani di tutto il mondo.

In risposta a quell’appello è stato organizzato “The Economy of Francesco”, l’evento che si tiene dal 19 al 21 novembre, ad Assisi e in 120 Paesi del mondo. E in risposta a quello stesso invito è nato il documento “Verso l’Economia di Francesco. Ma io cosa posso fare?”, frutto di un lavoro collettivo promosso e coordinato dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dai Francescani del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi, dalla Fondazione Finanza Etica e dalla Tavola della Pace in collaborazione con la Task Force dell’Onu per l’Economia Sociale e Solidale e l’International Labour Organization (ILO).

«Questo documento è frutto di un lavoro collettivo, che ha preso avvio il 21 febbraio scorso ad Assisi presso il Sacro Convento di San Francesco, con la partecipazione di lavoratori, studenti, ricercatori, sindaci e assessori, responsabili di governo, religiosi, economisti, dirigenti di istituzioni, organizzazioni e associazioni, imprenditori, banchieri e volontari». Così ha presentato il documento padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco.

Un’economia concreta

«L’economia non è una cosa astratta, al di sopra di noi o al di fuori della nostra portata – si legge nella premessa del documento – È costituita da tutte le attività di produzione e gli scambi di beni e servizi che possono essere negoziati, ceduti o comprati. Noi tutti siamo “attori economici”, attraverso le decisioni che prendiamo ogni giorno, a volte liberamente, a volte spinti dalla necessità. Quindi, abbiamo tutti un ruolo da giocare nel riprogettare il modo in cui viviamo, produciamo, scambiamo e consumiamo – come individui, imprenditori, amministratori, o responsabili politici a qualunque livello».

«E dunque, tutti ci dobbiamo chiedere: ma io, cosa posso fare?
– si legge ancora del documento – Per rispondere seriamente a questa domanda c’è bisogno dell’impegno, dell’ingegno, della creatività e del coraggio di tutti e ciascuno». Ed ecco nascere l’idea di un documento a più mani.

«Questo documento è il primo frutto di questo lavoro collettivo. Mette in luce esperienze vissute nei cinque continenti dalle quali si può imparare e trarre ispirazione».

Esperienze da 5 continenti

Il documento, redatto da Jean Fabre, membro della Task Force dell’Onu per l’Economia Sociale e Solidale, mette in luce esperienze concrete vissute nei cinque continenti dalle quali si può imparare e trarre ispirazione. 

E così nel documento si trovano esperienze come le Community Land Trusts (Società fiduciarie di gestione comunitaria di terreni) negli Usa, il Sardex in Italia, le Cooperative abitative in Svizzera, i Centri di Scambi di Servizi (“Accorderies”) in Canada e in Francia, Libera e GOEL sempre in Italia. E moltissimi altri esempi di un’economia diversa.

Il ruolo degli enti locali

«Il nostro obiettivo è aiutare le persone, i gruppi di cittadini, le associazioni, gli imprenditori e gli Enti Locali a capire cosa possono fare», ha dichiarato il coordinatore del progetto Flavio Lotti.

«Abbiamo anche scelto di offrire agli Enti locali alcuni elementi di riflessione sulle iniziative che possono intraprendere per sviluppare l’Economia di Francesco sul proprio territorio – si legge sempre nel documento – Gli Enti locali possono giocare un ruolo determinante poiché, da un lato l’economia a livello macro-territoriale dipende dall’intera gamma di scelte e decisioni politiche fatte a livello locale e dall’altro, le città svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere connessioni, creatività, innovazioni e servizi. Inoltre molte decisioni possono e devono essere prese nelle città dove si trovano a vivere le persone.

Solo l’inizio

«Questo documento non pretende di essere esaustivo – spiega ancora Flavio Lotti – Anzi, è un invito alla riflessione, alla creatività e alla collaborazione. L’abbiamo concepito come l’inizio di un brainstorming che pur coinvolgendo già molte persone, organizzazioni e istituzioni deve diventare ancora più esteso e coinvolgente. Per rispondere ai gravi problemi legati all’economia, resi ancora più gravi dalla pandemia di Covid-19 che sta aumentando le disuguaglianze sociali, abbiamo bisogno di buone idee e di capire come metterle in pratica in modo che ciascuno possa realizzarle ovunque sia necessario. Tutti i contributi sono benvenuti».

Idee, proposte e riflessioni possono essere inviate al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani via della Viola 1 (06122) Perugia tel. 075/5722479 – fax 075/5721234

[email protected] – www.cittaperlapace.it