GOEL Bio, il modello funziona. E da oggi confeziona gli agrumi biologici

La cooperativa anti 'ndrangheta GOEL apre un nuovo impianto di confezionamento. Un ulteriore tassello nella strada per un'economia giusta e sana

Di Corrado Fontana
agrumi e arance da agricoltura biologica e lavoro legale - fonte Goel Bio - 8

Un grande passo per la cooperativa GOEL Bio ma anche un piccolo – e preziosissimo – passo per un modello di economia territoriale che promuove etica, legalità e agricoltura biologica. Questo rappresenta la notizia che arriva dalla Locride, terra bellissima di Calabria, dove il gruppo cooperativo nato per opporsi alle logiche criminali della ‘ndrangheta, inaugura il suo primo stabilimento per il confezionamento degli agrumi biologici.

L’impianto, acquisito tramite un’asta pubblica con un investimento di 120mila euro, si trova in contrada Socrà, a Caulonia Superiore (Rc), e sarà l’unico del suo genere attivo nella costa jonica meridionale calabrese. Con una superficie di circa 700 metri quadrati e altri 3300 di area esterna, dedicati alla gestione della logistica, potrà diventare un’infrastruttura fondamentale per tutti i produttori bio dell’area.

Inaugurazione centro di confezionamento per agrumi bio di Caulonia, 29-3-2019 – FONTE: Goel Bio

Sarà affidato alla cooperativa sociale Arca della Salvezza. Il centro è infatti disponibile anche al lavoro per conto terzi, e potrà quindi dare un’ulteriore spinta non solo a chi lo gestisce e alla rete della cooperativa agricola, nel chiaro intento di «incrementare l’agrumicoltura biologica del territorio», ci dice Valeria Bellantoni di GOEL.

GOEL Bio, modello anti ‘ndrangheta dichiarato e condiviso

Del resto, GOEL e GOEL BIO si stanno affermando sempre più come un modello imprenditoriale e agricolo efficace. La cooperativa riunisce agricoltori calabresi che utilizzano il metodo biologico certificato per produrre, ma va ben oltre. I soci aderenti non solo si dichiarano esplicitamente in opposizione alla criminalità organizzata ma «partecipano di un percorso di riscatto e di cambiamento della regione intera». Un percorso che passa anche attraverso i numeri e il consolidamento di una massa critica simbolo ed esempio di legalità.

Attualmente le imprese socie di GOEL Bio sono 29. E coltivano le tipicità del territorio: prevalentemente agrumi (arance, limoni e bergamotto, particolare di quest’area), nonché la cipolla e il peperoncino. Prodotti di qualità ma anche di quantità, se si pensa che i dati della media produttiva potenziale raggiungono quasi 25mila quintali l’anno per gli agrumi e un’ammontare equivalente di litri di olio d’oliva biologico. Non solo. Perché alcuni frutti della terra vengono  trasformati per diventare marmellate e vellutate. Contribuendo così a far crescere il fatturato dell’intero gruppo GOEL, stimato oggi intorno a 8,4 milioni di euro l’anno, fonte di occupazione stabile per 215 persone.

Arance a 40 centesimi: giusto prezzo per un reddito equo e lotta al caporalato

Cifre interessanti, anche se forse ciò che maggiormente caratterizza il patto sottoscritto dagli agricoltori soci è la decisione di adottare un giusto prezzo di conferimento del prodotto. Una scelta che consente sostenibilità economica e sociale in cui è compreso il rispetto dei disciplinari biologici per la coltivazione (con controlli a sorpresa), e l’attenzione a evitare episodi di caporalato all’interno delle aziende. Pena pesanti sanzioni che possono arrivare fino all’espulsione dell’agricoltore dalla cooperativa per danno di immagine.

Arresti e denunce per regione – FONTE: IV rapporto Agromafie e Caporalato, Flai Cgil

E così, mentre «il prezzo medio delle arance in Calabria può variare tra 5 e 15 centesimi al chilo – spiega ancora Bellantoni – GOEL BIO, con un prezzo di conferimento fissato a 40 centesimi di euro, paga ai suoi soci conferitori il prezzo più alto mai pagato agli agricoltori calabresi per le arance biologiche. Un giusto prezzo necessario per poter reggere i costi di una produzione condotta senza sfruttare il lavoro oppure cedere al ricatto dei capibastone, che con metodo mafioso ti spingono a dover rinunciare alla tua impresa e alle terre».

Lavoro irregolare e caporalato – FONTE: IV rapporto Agromafie e Caporalato, Flai Cgil

Succhi e cosmetici, si apre anche la via dell’economia circolare

E se dagli agrumi deriva la maggiore ricchezze per l’economia locale, presto tale patrimonio verrà consolidato attraverso gli scarti della filiera agricola principale. Con il recupero e il riutilizzo di foglie e bucce, GOEL ha infatti deciso di iniziare ad estrarre oli essenziali in laboratorio. Sostanze preziose e richieste dall’industria, da cui ricavare dei prodotti cosmetici in parte destinati a prodotti venduti con marchio Yamamay e in parte grazie a una linea cosmetica a marchio proprio di prossima uscita.

Agrumi e arance da agricoltura biologica e lavoro legale – FONTE: Goel Bio

Una logica che viene perseguita anche puntando sulla frutta esteticamente meno appetibile per la vendita al dettaglio, eppure assolutamente buona. Frutta che verrà perciò valorizzata producendo succhi in un impianto già acquistato e presto in funzione. Creando così nuova occupazione e ulteriori sbocchi imprenditoriali per le aziende agricole del territorio.

La rete della legalità premia e protegge chi è contro la ‘ndrangheta

Attraverso il proprio prodotto, GOEL bio cerca quindi di trasmettere il concetto che l’adozione di principi di etica, legalità e sostenibilità sociale (attraverso le cooperative che fanno inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati) è una via efficace e redditizia. E che funziona se riduce i passaggi, e quindi i costi d’intermediazione, e coinvolge tutti i processi della filiera. Tuttavia svolge anche un’altro ruolo significativo per i suoi membri.

Gli imprenditori che sono stati vessati e hanno subito intimidazioni di stampo mafioso hanno trovato in GOEL Bio e in GOEL una rete di protezione fortissima, capace di rispondere in modo compatto sul profilo mediatico. Ad esempio con le Feste della ripartenza, format di sostegno alle aziende colpite da aggressioni che rendiconta pubblicamente l’impatto positivo e “ricostituente” della comunità locale e nazionale dopo ogni aggressione o attentato. Permettendo alle vittime di essere inoltre premiati dal mercato.

«Così è accaduto ad esempio allo chef che è stato minacciato di morte che, in questo periodo dell’anno, che non è un periodo di alta affluenza per la nostra zona, sta lavorando moltissimo. Perché, attraverso GOEL, non solo chi denuncia reagisce, ma in qualche modo viene promosso dalla collettività».

In questo modo, l’adesione virtuosa alla legalità viene trasformato in uno strumento di marketing efficace in termini di redditività.

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