Debito pubblico, cancellarne una parte diminuirebbe le diseguaglianze

C'è grossa crisi, la rubrica di Andrea Baranes che vi spiega perché dovete interessarvi di finanza. Prima che la finanza si interessi di voi

La pandemia ha portato a un aumento del debito pubblico, così come a un aumento delle diseguaglianze. Esiste una qualche correlazione tra i due andamenti? Una ricerca appena pubblicata evidenzia proprio tale correlazione, andando a studiare i legami tra l’aumento dei debiti e la quota di ricchezza nazionale che va al lavoro. Uno dei modi di suddividere il PIL, ovvero la ricchezza generata in un anno, è infatti tra quota che va al lavoro (wage share) e quota che va ai profitti (profit share). Un aumento della seconda rispetto alla prima significa una fetta più grande per rendite e dividendi destinati in misura maggiore alle fasce più ricche, il che si traduce in una crescita delle diseguaglianze.

Secondo la ricerca, l’impatto complessivo di un aumento del debito pubblico va in questa direzione, ovvero penalizza la quota di ricchezza che va al lavoro. La cosa interessante è però che parliamo dell’effetto cumulativo di due fenomeni contrapposti. Da un lato il servizio del debito, ovvero il pagamento degli interessi sui titoli pubblici, ha un impatto fortemente negativo. Dall’altro però, la creazione di maggiore deficit va nella direzione opposta.

Un risultato in linea con quanto ci si potrebbe attendere. Se lo Stato contrae debito per investimenti e per migliorare i servizi pubblici, i benefici maggiori andranno alle fasce più deboli, riducendo le diseguaglianze. L’effetto opposto si registra però per il pagamento di interessi, che sottrae risorse alla spesa pubblica e finisce nelle tasche di chi maggiormente ha investito in titoli di Stato, ovvero in misura più che proporzionale per le fasce più abbienti.

Da queste brevi considerazioni si ripropone una domanda fondamentale. Considerando soprattutto il periodo eccezionale legato alla pandemia, è possibile intervenire in una direzione (Stato che si indebita per investimenti, economia e servizi essenziali) senza pesare nell’altra (maggiori interessi sul debito)? In altre parole, è possibile pensare a misure di politica monetaria per ridurre gli interessi da pagare sul debito senza impedire agli Stati di sostenere le fasce più deboli e in difficoltà?

La risposta è positiva. È possibile pensando a meccanismi che prevedono di cancellare parte dei debiti pubblici o anche solo di ridurre gli interessi da pagarci sopra. Ne abbiamo parlato qui, chiamando in causa le banche centrali. Ora uno studio conferma quanto un simile intervento potrebbe fare per ridurre le diseguaglianze e per convogliare risorse dove servono davvero.