In Europa potrebbero sparire le carte di credito (se lo volesse Trump)

Secondo un rapporto Bce il 61% dei pagamenti europei con carte di credito è in mano a Visa e Mastercard, che volendo potrebbero bloccarli

Il monopolio degli Stati Uniti sulle carte di credito europee © 2Ban/iStockPhoto

Non solo Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, che si è vista negare l’apertura di un conto corrente per volontà degli Stati Uniti. Nel caso Donald Trump una mattina si svegliasse storto, cosa che purtroppo capita spesso, i cittadini dei Paesi europei da un giorno all’altro potrebbero trovarsi impossibilitati a utilizzare carte di credito. Queste infatti fanno affidamento per due terzi ai due grossi monopolisti dei circuiti internazionali di pagamento, che sono americani. Le due multinazionali, Visa e Mastercard, ovviamente non dipendono dal governo degli Stati Uniti, ma non ne sono nemmeno così ostili. E sempre più spesso abbiamo visto come le piattaforme del tardo capitalismo finanziario agiscono per fare piacere al King Trump.

In Europa il 54% dei pagamenti senza contante avviene con carte di credito

Chiaramente la situazione è molto più complessa di così. La giurista e ricercatrice Francesca Albanese non ha potuto aprire un conto bancario, neppure con Banca Etica, perché risultava inserita nelle liste sanzionatorie statunitensi dell’Ofac (Ufficio di controllo dei beni stranieri). In questo caso l’apertura di un conto avrebbe pregiudicato la possibilità di operare alla banca, che si sarebbe vista bloccare tutte le attività. Il problema, come ha spiegato Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica, è che «le liste Ofac, pur essendo emanate da un organismo  statunitense, condizionano l’intero sistema finanziario globale». E il primo punto è proprio che possono portare «all’esclusione dai circuiti internazionali di pagamento». E qui torniamo al nostro problema.

Come spiega un rapporto della Banca centrale europea (Bce), l’intero sistema bancario europeo quando si tratta di appoggiarsi ai circuiti internazionali di pagamento delle carte di credito fa affidamento alle due multinazionali americane: Visa e Mastercard. Secondo i ricercatori, sui 70 miliardi di euro che nel 2023 sono stati movimentati in Europa fuori dal circuito dei contanti, ben il 54% sono state transazioni fatte attraverso le carte di credito. A cui va aggiunto un 15% delle carte di debito che, non sempre ma spesso, utilizzano gli stessi circuiti. Mentre il 22% di questi pagamenti senza contanti avviene attraverso bonifici e il 7% attraverso monete digitali.

E il 61% delle carte di credito si appoggia ai circuiti controllati da Visa e Mastercard

Bene, fino a qualche anno fa c’era nei movimenti delle carte di credito europee c’era un sostanziale bilanciamento tra l’utilizzo dei circuiti internazionali monopolizzati da Visa e Mastercard e dei circuiti interni e nazionali. Mentre nel 2022 ben il 61% dei pagamenti avvenuti attraverso carte di credito sono stati fatti attraverso i circuiti controllati dalle multinazionali statunitensi. Lo stesso vale anche per i sistemi di pagamento digitale come Google Wallet, Apple Pay o Samsung Pay. Tanto che lo stesso rapporto della Bce scrive: «La posizione oligopolistica delle due principali società americane, Visa e Mastercard, può essere motivo di preoccupazione».

Oltretutto esistono solo sistemi di pagamento nazionali alternativi. Ma non esiste un unico sistema integrato di pagamento europeo. Questo vuol dire che, nel caso Visa e Mastercard bloccassero i loro circuiti in Europa, si potrebbe forse continuare a comprare qualcosa all’interno del proprio Paese. Ma di sicuro non si potrebbero più fare pagamenti transfrontalieri con le carte di credito. Ora, come detto prima è difficile (ma non troppo) che da un giorno all’altro Donald Trump chieda a Visa e Mastercard di sospendere i loro circuiti in Europa. Ma se volesse potrebbe farlo, per tutta una serie di leggi che glielo permettono, come scrive il rapporto della Bce.

Una soluzione alternativa potrebbe essere l’euro digitale

Inoltre, c’è pure un precedente. Nel 2022 Joe Biden ha infatti sospeso i circuiti di Visa e Mastercard in Russia. C’era una guerra e c’erano sanzioni internazionali, ci mancherebbe. Ma anche tra Stati Uniti e Europa c’è una guerra aperta, seppur ideologica e commerciale. La soluzione? Sperare che Trump non si svegli con il piede storto. Oppure cominciare a integrare davvero l’Europa, anche nelle carte di credito, attraverso un circuito di pagamento elettronico continentale. E introdurre finalmente l’euro digitale. Come richiesto anche qualche settimana fa da decine di economisti e accademici con una lettera aperta. E come spieghiamo nel dossier realizzato lo scorso marzo da Valori.

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