Territori e imprese: progresso o declino? Torna il Festival dell’economia critica
Il 9 e 10 ottobre a Milano 21 incontri, ingresso libero, con ospiti come Cecilia Rikap, Charles Sabel e Chris Smalls. Valori è media partner
In breve
- Il 9 e 10 ottobre la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ospita a Milano la terza edizione del Festival dell’economia critica, con 21 incontri a ingresso libero.
- Curato dall’economista Emanuele Felice, il festival indaga il rapporto tra imprese, istituzioni e territori, tra crisi climatica, Big Tech, guerre e disuguaglianze.
- Valori è media partner: la redazione modera la tavola rotonda di apertura e gli incontri su divari territoriali e steward ownership, il direttore Andrea Barolini interviene sulla finanziarizzazione.
Le imprese possono ancora essere un motore di progresso per i territori in cui operano? Oppure sono diventate soprattutto uno strumento per estrarne valore? È la domanda al centro della terza edizione del Festival dell’economia critica, in programma il 9 e 10 ottobre 2026 a Milano. La sede è quella della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in viale Pasubio 5. Il titolo scelto quest’anno è «Territori e imprese: progresso o declino?».
Il festival è curato da Emanuele Felice, economista dell’università Iulm. Le prime due edizioni hanno indagato il conflitto tra profitto e cambiamento e il nuovo equilibrio tra Stato e mercato. Il 2026 sposta lo sguardo sul ruolo delle imprese nello sviluppo economico, sociale e democratico. Sullo sfondo, la crisi climatica, l’innovazione tecnologica, le tensioni geopolitiche e le disuguaglianze. A confrontarsi saranno studiose e studiosi, istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile. L’ingresso è libero, ma la prenotazione è consigliata. Gli incontri serali sono trasmessi in streaming sul sito e sulla pagina Facebook della Fondazione.
Gli incontri di Valori al Festival dell’economia critica
Valori è media partner del festival, insieme a Il Fatto Quotidiano e Radio Popolare. La manifestazione è realizzata anche in partnership con NaturaSì e con la Fondazione Finanza Etica, che edita Valori.
Venerdì 9 ottobre alle 9.30, in Sala polifunzionale, Claudia Vago modera la tavola rotonda di apertura, «La nuova economia è un’impresa». Partecipano Corrado Paternò Castello, cofondatore e amministratore delegato di Boniviri, Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì, e Inigo Albizuri del gruppo cooperativo Mondragon. Con loro anche Roberta D’Ancona di Edison e Madeleine Péron dell’Observatoire des Coûts Sociétaux de l’Alimentation.
Alle 14.15, in Sala di lettura, la giornalista di Valori Rita Cantalino modera l’incontro «Come si riducono i divari territoriali?». Ne discutono Gianfranco Viesti dell’Università di Bari, Luca Bianchi dello Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) ed Emanuele Felice.
Sabato 10 ottobre alle 10.45, in Sala polifunzionale, Claudia Vago torna a moderare con «Ripensare la proprietà delle aziende: la steward ownership». È un modello in cui il controllo dell’impresa resta a persone legate alla sua missione, e gli utili non possono essere distribuiti liberamente ai soci. Intervengono Riccardo Torelli dell’Università Cattolica, Fabio Brescacin e Alexander Kuhl, cofondatore di Purpose. [link interno: articolo Valori sulla steward ownership]
Alle 12, in Sala di lettura, il direttore di Valori Andrea Barolini partecipa all’incontro «La finanziarizzazione e i suoi derivati». Con lui Mauro Magatti dell’Università Cattolica, Alessandro Volpi dell’Università di Pisa e Annalisa Rosselli di Tor Vergata.
Da non perdere, alle 14, anche «Un’altra finanza è possibile». Tra gli ospiti c’è Federica Ielasi, vicepresidente di Banca Etica e coautrice del [nono Rapporto sulla finanza etica in Europa](link interno). Con lei Mario Calderini del Politecnico di Milano e Silvia Sacchetti dell’Università Ca’ Foscari.
Il programma di venerdì: imprese pubbliche, Big Tech e pace
Dopo la tavola rotonda di apertura, la giornata prosegue con un confronto sul ruolo delle imprese pubbliche e uno sulle politiche industriali. Alle 16.45 la domanda è «Chi controlla le Big Tech?». Rispondono, tra gli altri, Cecilia Rikap, dello University College London e autrice di The Rulers, e Dario Guarascio, autore di Imperialismo digitale.
La sera è dedicata ai dialoghi. Alle 18 Catia Bastioli di Novamont, Francesco Caio e l’imprenditrice francese Julia Faure si chiedono cosa chiedano le imprese allo Stato, con Fabrizio Barca del Forum Disuguaglianze e Diversità. Alle 19.15 Charles Sabel, della Columbia University, discute di sviluppo territoriale con Filippo Barbera e Lidia Greco. Chiude alle 20.30 «Economia di guerra o economia di pace?», con l’economista Mario Pianta e la moderazione di Giovanna Botteri. A seguire, la proiezione di Everyday in Gaza, cortometraggio di Omar Rammal prodotto da WeWorld e vincitore del David di Donatello 2026.
Il programma di sabato: transizione, disuguaglianze e lavoro
Sabato si comincia alle 9.30 con «Chi guiderà la transizione ecologica?». In mattinata anche due focus internazionali: le nuove rotte economiche verso l’Asia centrale e le politiche industriali della Cina. Nel pomeriggio Massimo Florio presenta le tesi del suo Il Capitale contro lo Stato, mentre in parallelo si parla di imprese che operano oltre la logica del mercato. Alle 16.30 Cahal Moran, della London School of Economics, discute con Oxfam Italia di come si diventa, al tempo stesso, sempre più ricchi e sempre più poveri.
In serata il politologo Amitav Acharya ragiona sul futuro dell’Occidente dopo la globalizzazione. Alle 19 Cédric Durand, teorico del tecnofeudalesimo, dialoga con Emanuele Felice sull’ordine economico che verrà. La chiusura, alle 20, è affidata a Chris Smalls, fondatore dell’Amazon Labor Union, primo sindacato riconosciuto in un magazzino Amazon negli Stati Uniti.
Il programma completo è disponibile sul sito della Fondazione Feltrinelli.

Nessun commento finora.