Francia, grandi aziende: giù i titoli in Borsa, su i salari dei manager

Stipendi e bonus degli alti dirigenti delle quaranta principali società quotate nel CAC40 di Parigi sono arrivati a toccare una quota media di 4, 2 milioni di ...

  Nonostante la crisi, e nonostante alcuni tentativi del governo di Parigi di limitare bonus e salari d’oro, le remunerazioni degli alti dirigenti delle aziende francesi continuano a salire. Gli stipendi percepiti da amministratori delegati, presidenti e consiglieri delle società quotate nell’indice CAC40 (che raggruppa le quaranta principali realtà del Paese) dopo un’impennata registrata nel 2010 hanno continuato a salire, seppur leggermente, anche lo scorso anno. 

Ad indicarlo è uno studio di Proxinvest, centro di ricerca specializzato nella governance d’impresa, che sottolinea come le remunerazioni – comprensive di salari fissi, bonus, azioni gratuite, opzioni e indennità – siano arrivate a toccare una media di 4, 2 milioni di euro all’anno (contro i 4 milioni del 2010). «Eppure nello stesso periodo l’indice ha perso in Borsa il 17% del suo valore», ha osservato Loïc Dessaint, direttore di Proxinvest. 

Tra i supermanager che vantano stipendi d’oro ci sono i numeri uno di aziende come Renault, LVMH, L’Oréal. «La politica di remunerazione nelle grandi imprese francesi manca di trasparenza e spesso si basa su obiettivi di breve termine. Sarebbe invece assolutamente necessario calcolare salari e bonus sulla base di almeno tre anni completi», sottolinea ancora lo studio. 

Va sottolineato, tuttavia, come il dato medio francese – che è pari a 240 volte il salario minimo garantito per legge – sia solamente sesto in Europa. Più dei dirigenti transalpini guadagnano infatti i loro omologhi in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Svizzera e anche Italia