GB, bonus e pari opportunità, i sindacati fanno leva sui fondi pensione

I rappresentanti dei lavoratori vogliono far leva sulle quote di capitale da loro controllate tramite i fondi pensione per imporre cambiamenti nella corporate governance delle ...

  «Inietteremo una dose di realismo nei board delle grandi aziende». Con questo obiettivo il gruppo di pressione inglese Trade Union Share Owners, sostenuto dai sindacati TUC, Unison e Unite, ha deciso di rilanciare una richiesta di profondo rinnovamento nelle politiche aziendali delle imprese britanniche. A cominciare dalla lotta alle remunerazioni eccessive e dall’imposizione delle pari opportunità tra uomini e donne nei board. 

Frances O’Grady, segretario generale di TUC, ha spiegato che «mentre le famiglie fronteggiano con fatica enorme il peggior calo dei loro redditi nella storia, gli alti dirigenti continuano a scampare all’austerity intascando bonus milionari. È ora di introdurre un’overdose di realismo: faremo leva sul potere dei fondi pensione per cambiare le cose». Un rapporto sulla corporate governance di qualche mese fa, firmato da MM&K, rivelò che mentre le remunerazioni dei dirigenti delle aziende quotate nell’FTSE 100 erano cresciute del 12%, quelle degli impiegati erano aumentate solo dell’1%.

«Ci batteremo anche per l’ingresso delle donne nei posti di comando – ha spiegato il segretario generale di Unite, Len McCluskey – e utilizzeremo le quote di capitale in possesso dei fondi pensione per farci valere». Il gruppo Trade Union Share Owners controlla infatti fondi per un valore complessivo di circa 1 miliardo di sterline