«L’Ue rischia di dover risarcire la Grecia per i danni dell’austerity»

L'ex Relatore speciale Onu per il diritto all’alimentazione, De Schutter: Atene potrebbe chiedere indennizzi per i danni provocati dall’austerità. Appellandosi al Trattato Ue

Di Andrea Barolini
Una manifestazione contro l'austerità in Grecia © Des Byrne/Wikimedia Commons

I danni causati al popolo e allo Stato in Grecia dall’austerità sono troppo grandi per non chiamare in causa responsabilità da parte dei vertici europei. Il 40% della popolazione rurale della nazione è ormai sulle soglie della povertà. E queste persone è giusto che possano ambire ad ottenere un risarcimento.

De Schutter cita il Trattato Ue, che prevede risarcimenti per danni causati dalle istituzioni europee

A chiederlo non è l’ala sinistra di Syriza, partito al governo ad Atene che ha sempre chiesto un alleggerimento delle politiche rigoriste. Né il capo del governo Alexis Tsipras. Bensì il belga Olivier De Schutter, docente di diritto internazionale con un passato nelle Nazioni Unite. Che tuttavia avverte: «Il problema è identificare chi è stato direttamente colpito dalle misure di austerità. E che potrebbe tornare utile in tribunale».

Grecia, cronistoria di un dramma economico e sociale

Nel corso di una conferenza, il giurista ha citato in particolare l’articolo 340 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Che recita: «In materia di responsabilità extracontrattuale, l’Unione deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni. In deroga al secondo comma, la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni».

«Il diritto all’alimentazione ignorato da chi ha concepito le politiche di austerità per la Grecia»

In parole più semplici, secondo De Schutter la norma «indica molto chiaramente che i danni causati per colpa dalle istituzioni europee devono essere indennizzati. So che c’è chi sta pensando ad un’azione del genere. Si tratta di persone che mi hanno contattato per fornire consigli in merito».

Il docente belga si è quindi concentrato su un aspetto in particolare. Dal 2008 al 2014, infatti, è stato Relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione. Un rapporto pubblicato il 20 novembre – intitolato “The struggle for food sovereignty in the age of austerity in Greece” – ha concluso che le politiche imposte in Grecia hanno rappresentato una violazione delle norme internazionali.

In particolare, De Schutter ha affermato – secondo quanto riferito dal quotidiano online Euractiv – che il diritto all’alimentazione è stato ignorato quando le politiche di austerità sono state concepite e applicate in Grecia.

grecia austerità
Un murale contro l’austerità dipinto ad Atene © Villiamcurtis/Wikimedia Commons

Secondo il rapporto, ad essere stata colpita è soprattutto la popolazione rurale. Basti pensare che nel periodo 2008-2013 la disoccupazione è cresciuta dal 7 al 25%. E che il reddito procapite è sceso, nello stesso periodo, del 23,5%. Inoltre, l’insicurezza alimentare è raddoppiata tra il 2008 e il 2016.

I piccoli agricoltori e la popolazione rurale i più colpiti dalle politiche rigoriste

Non stupisce, in questo senso, che il settore agricolo della Grecia abbia patito particolarmente l’austerità. Tra il 2010 e il 2013 i prezzi delle derrate sono aumentati fortemente. I piccoli agricoltori, in particolare, hanno patito il forte incremento di tasse e contributi. Nonché quello dell’Iva.

Secondo Harry Konstantinidis, dell’università del Massachusetts, coautore del testo, il comparto era già in difficoltà. E con il rigore draconiano è crollato. «Il diritto all’alimentazione è un diritto umano. Ed è stato gravemente compromesso durante la crisi».

Il docente ha citato i dati Eurostat, secondo i quali la quota di popolazione in condizioni di insicurezza alimentare era del 7,6% nel 2009. Ed è arrivata al 13,2% nel 2017. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto Konstantinidis – è comprendere quali attori debbano essere ritenuti responsabili di questo fallimento».

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