La morte al lavoro di Milano Cortina 2026

La morte di un lavoratore ci ricorda che ai Giochi di Milano Cortina 2026 manca non solo la trasparenza ma anche il rispetto dei dritti umani

La morte dietro le luci di Milano cortina 2026 © MARIO AIRAGHI/iStockPhoto

Morire di freddo ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, con la temperatura che scende sotto lo zero nel gabbiotto, riscaldato a malapena da una stufa, del palazzetto del ghiaccio di Cortina. Un cantiere ancora aperto, come si vede da questo video. Morire di stenti e di fatica ai Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, per colpa di turni massacranti di dodici ore consecutive, e nessun riposo da oltre due settimane. Bisogna fare in fretta, manca un mese alla Cerimonia di apertura e nonostante le spese più che triplicate i lavori sono in alto mare, dovevano essere in alta montagna. Morire di lavoro con un contratto precario, interinale, rinnovabile mensilmente, per la gloria dello spirito olimpico di Milano Cortina 2026.

Milano Cortina 2026: aumentano i costi, manca la trasparenza

Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, è morto la notte del 8 gennaio di freddo, di fatica, di lavoro, nel gabbiotto del palazzetto del ghiaccio di Cortina. Per la costruzione dell’impianto la spesa prevista era di 180 milioni di euro; secondo la Confcommercio di Milano la spesa probabile sarà di 280 milioni «con un rincaro del 40/50% rispetto alle stime originarie del progetto dovuto all’aumento del costo delle materie prime e della manodopera». Nella manodopera evidentemente non sono calcolati i lavoratori, ma solo le agenzie private che somministrano i contratti di lavoro. È il sistema di appalti e subappalti, che interessa non solo le infrastrutture ma anche i lavoratori, per cui tutti scaricano i barili e nessuno ha mai responsabilità.

I Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 dovevano costare 1 miliardo, secondo la Legge di bilancio del 2020 del governo rossoverde Conte bis. Oggi la Simco (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.) dice che i costi saranno di 3,4 miliardi. Ma forse saranno anche di più visto che «il piano di aggiornamento è fermo ad agosto 2025 a seguito dell’evoluzione dei progetti». Se il prospetto delle spese redatto da Simco è fermo allo scorso agosto, i comunicati stampa di Simco sull’avanzamento dei lavori sono fermi addirittura all’ottobre 2024. Nessuno si muova, c’è tempo, manca ancora un mese. O forse la realtà è che tutti questi lavori, tutte queste spese, non riguardano i Giochi olimpici.

Secondo il rapporto di Libera l’87% dei fondi è destinato a opere di legacy

Grazie all’ultima edizione di Open Olympics 2026, il rapporto di monitoraggio dei lavori olimpici redatto da Libera e da altre venti associazioni pubblicato a dicembre, scopriamo infatti che oltre due terzi delle spese per Milano Cortina 2026 è per le opere connesse: di questi il 68% è assorbito da 45 opere stradali per un costo che supera i 2 miliardi e 816 milioni di euro totali. Strade che verranno, un giorno, a Giochi finiti. Perché anche due terzi del centinaio di progetti olimpici non riguarda le gare ma la legacy: l’eredità. Opere che saranno finite nel 2033, nulla a che fare con i Giochi. E livello di costi questa sproporzione è ancora più evidente: alla legacy è destinato l’87% dei fondi. Per ogni euro speso in infrastrutture essenziali ne sono spesi 6,6 in non meglio identificati progetti di eredità.

Ma soprattutto l’ultima edizione di Open Olympics 2026 ci dice quello che non ci viene detto: non sappiamo ancora quale sarà il reale impatto economico, sociale e ambientale. Manca l’impronta di CO2 per singola opera, per adesso vediamo solo montagne deturpate e boschi di larici secolari abbattuti. Manca la trasparenza economica, visto che nessuno pubblica più nulla. Non sappiamo chi sta mettendo i soldi, quanti e con quali ritorni previsti. Manca anche la trasparenza su appalti e subappalti: sono visibili i nomi, ma non i valori economici. Ma soprattutto mancano i diritti del lavoro, i diritti umani, la dignità umana, se a gennaio 2026 si può morire di freddo, di stenti e di fatica. Manca tutto, se si muore per Milano Cortina 2026.

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