Nasce CooperJob, ricerca lavoro senza intermediari

Presentata ieri a Milano CooperJob, agenzia per il lavoro che promette di cambiare alcune delle regole del gioco. E lo fa pensando a una platea ...

Di Corrado Fontana
Lavoro, operaio specializzato, imbianchino. CC0 Public Domain da Pixabay.com
schermata web tv CooperJob

Presentata ieri a Milano CooperJob, agenzia per il lavoro che promette di cambiare alcune delle regole del gioco.

E lo fa pensando a una platea in cui protagonisti sono, almeno in questa prima fase, migliaia di persone con un profilo personale e professionale spesso fragile. A lanciarla il Gruppo Cooperativo CGM, appoggiandosi ad una fitta rete di imprese sociali presenti sul territorio italiano, cercando di realizzare la prima public company italiana (cioè partecipata da un azionariato aperto e diffuso), pur in assenza di specifiche norme.

In effetti gli elementi di novità che CooperJob immette in un panorama a dir poco drammatico, come è quello della ricerca di occupazione in Italia, sono interessanti, e si rifanno a una logica di disintermediazione tramite l’apertura dell’accesso alla propria banca dati.

Open Data by default” è infatti il mantra ricordato dal direttore dell’agenzia Marco De Stefani, permettendo perciò a imprese e candidati di consultare liberamente tutte le offerte e tutti i profili (a poco più di una settimana dalla partenza circa 30 aziende e 10 mila persone registrate) disponibili sulla piattaforma Internet. Non solo. Di mettersi direttamente e senza vincolo in contatto tra loro, anche senza passare da CooperJob che li ospita. E per presentarsi, con un videocurriculum o il racconto delle proprie necessità e istanze mirate al mondo del lavoro, anche una sorta di web tv tramite un canale YouTube dedicato.

L’incontro tra domanda e offerta di lavoro è insomma garantito. E visto che i profili dei candidati già iscritti – contattati uno per uno dall’agenzia per chiederne interesse e disponibilità – pescano innanzitutto tra i soci delle imprese CGM, l’opportunità privilegia soggetti che normalmente non hanno grande facilità di strumenti e profili in grado di penetrare il mercato del lavoro, senza contare che la base dei soci CGM coinvolge circa 400 mila persone, potenziali partecipanti ai servizi CooperJob.

All’agenzia – che non guadagna direttamente da questo processo – resta naturalmente la prospettiva di offrire servizi e stabilire collaborazioni con le imprese coinvolte, in vista di un progetto più ambizioso – solo accennato ieri – quello di creare una Borsa Valori Sociale, che incorpori le regole delle spa quotate ma riguardi specificamente le imprese del Terzo settore e dintorni.

 

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