Onu, sì al piano di Sviluppo sostenibile

I responsabili dei 193 Paesi delle Nazioni Unite hanno adottato all’unanimità, venerdì, il Programma per lo Sviluppo sostenibile da implementare entro il 2030. «Ci incamminiamo assieme ...

Di Andrea Barolini
I 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDG) dell'Onu

I responsabili dei 193 Paesi delle Nazioni Unite hanno adottato all’unanimità, venerdì, il Programma per lo Sviluppo sostenibile da implementare entro il 2030. «Ci incamminiamo assieme su una via che dovrà coniugare in futuro il proseguimento dello sviluppo mondiale e al contempo la cooperazione tra nazioni», si legge nella Dichiarazione adottata dagli Stati.

Onu sviluppo sostenibile
©Onu

Il programma si basa su 17 obiettivi globali, concepiti come la prosecuzione ideale degli Obiettivi del millennio, approvati nel 2000 per essere portati a termine quest’anno (in realtà solo parte degli impegni è stata rispettata). I nuovi target sono stati declinati in 169 obiettivi specifici. Il primo è «eliminare la povertà in tutte le sue forme», partendo dall’assunto che 800 milioni di persone vivono ancora con meno di 1, 25 dollari al giorno. Quindi, tra i punti chiave del programma figurano temi come la salute, l’accesso all’educazione, la riduzione delle disuguaglianze e la promozione delle donne, oltreché la lotta ai cambiamenti climatici. «Si tratta di una promessa fatta dai dirigenti degli Stati alla popolazione del mondo intero. Una visione universale, integrata e che punta alla trasformazione, per ottenere un mondo migliore», ha commentato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. «Con esso – ha aggiunto – puntiamo a mettere fine alla povertà in tutte le sue forme. Ma dovremo agire, tutti e ovunque.

L’approvazione del programma ha preceduto di poco il discorso di papa Francesco all’assemblea. Secondo il pontefice, il progetto rappresenta «un importante segnale di speranza». Resta tuttavia aperta la questione dei costi, che sono stati stimati in cifre altissime: dalla reale disponibilità dei governi a finanziare la transizione dipenderà dunque, con ogni probabilità, la riuscita del programma.

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile