Il Cnel presenta una proposta di legge sulla finanza etica e sostenibile
Il disegno di legge modifica il Testo unico bancario: almeno il 20% dei crediti all'economia sociale e retribuzioni massime entro cinque volte la media
L’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ha presentato una proposta di legge che modifica l’articolo 111-bis del Testo unico bancario. Il disegno di legge (ddl) vuole aggiornare e rendere davvero applicabile la disciplina degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile. Il testo prende le mosse dalla proposta illustrata da Banca Etica durante una recente audizione presso lo stesso Cnel.
Modificare la legge in vigore sulla finanza etica è urgente. Dal 2016 l’articolo 111-bis riconosce la finanza etica e ne regola il funzionamento, ma in un modo che ne rende l’applicazione assai complessa.
«Con questo disegno di legge vogliamo rendere finalmente concreta e operativa la disciplina della finanza etica e sostenibile, aggiornandola alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale», ha dichiarato Giuseppe Ghisolfi, consigliere del Cnel e relatore del provvedimento. «La proposta chiarisce i requisiti degli operatori e rafforza il legame tra attività bancaria, sostenibilità sociale e ambientale e sostegno all’economia sociale. E introduce criteri più definiti in materia di destinazione del credito, governance e utilizzo degli utili».
Le misure previste dal disegno di legge del Cnel
In sostanza, il disegno di legge presentato dal Cnel considera operatori bancari di finanza etica e sostenibile le banche che, nel valutare i finanziamenti, affiancano al merito creditizio la valutazione della sostenibilità sociale e ambientale. Tra i requisiti c’è la destinazione di almeno il 20% del portafoglio crediti a soggetti dell’economia sociale. Il perimetro dell’economia sociale, inoltre, viene aggiornato e ampliato rispetto alla disciplina originaria. Ora comprende enti del Terzo settore, imprese sociali, cooperative, enti sportivi dilettantistici, enti religiosi civilmente riconosciuti e comunità energetiche territoriali.
Il testo stabilisce inoltre che gli operatori destinino almeno il 70% degli utili annuali al rafforzamento patrimoniale. Conferma un modello di governance democratico e partecipativo, con azionariato diffuso. E introduce un tetto alle retribuzioni: la più alta non può superare di più di cinque volte quella media di lavoratori e collaboratori. Sul piano fiscale, il ddl prevede che il 75% degli utili destinati al rafforzamento patrimoniale non concorra alla formazione del reddito imponibile.
Finanza etica e sostenibile: regole chiare e applicabili
«L’obiettivo è costruire regole chiare, proporzionate e realmente applicabili, capaci di favorire un modello di finanza che coniughi solidità bancaria, responsabilità sociale e capacità di generare impatto positivo sui territori e sulle comunità», spiega ancora Ghisolfi.
«L’articolo 111-bis è stato introdotto dieci anni fa per riconoscere gli operatori bancari di finanza etica e sostenibile. Ma la norma è risultata di difficile applicazione. Per questo Banca Etica ha sollevato la questione alla Commissione banche del Senato e presso il Cnel, che ringraziamo per aver raccolto le nostre preoccupazioni», ha detto il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi. «Ci auguriamo che la normativa vigente venga modificata e resa applicabile già con la prossima legge di bilancio, o comunque entro la fine della legislatura».




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