La “Fortezza” di Smederevo contro l’inquinamento siderurgico

Nel silenzio della politica, in Serbia sono gli attivisti a lottare per proteggere i cittadini dall'inquinamento dell'acciaieria di Smederevo

Andrea Mercurio
L'acciaieria di Smederevo, in Serbia © Lošmi/Wikimedia Commons
Andrea Mercurio
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Smederevo è una città serba sulle rive del Danubio, a circa 70 chilometri da Belgrado, con una storia importante, specie medievale. Ma se per caso ne parlate con un qualunque cittadino serbo, vi sentirete subito chiedere: «Ma l’acciaieria? E l’inquinamento?». È il triste destino di una città dove, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa 220 persone ogni anno muoiono prematuramente a causa dello smog.

Il motivo principale è la presenza, alla periferia della città, di una delle più grandi e importanti acciaierie della Serbia. Purtroppo anche una delle più inquinanti. L’impianto appartiene dal 2016 all’azienda cinese Hbis, è composto da due altiforni (di cui uno inattivo dal 2019) e vi lavorano 5mila persone, addette soprattutto alla produzione di laminati, sia a freddo che a caldo. L’acciaieria emette però diverse sostanze inquinanti e tossiche per l’uomo e per l’ambiente, tra cui piombo, cadmio, arsenico, nichel, anidride solforosa e biossido di azoto.

Radinac, una delle frazioni di Smederevo, nel 2022 ha riscontrato livelli d’inquinamento superiori ai limiti di legge per 148 giorni, un record per la Serbia. Oltre all’acciaieria, concorrono rendere l’aria irrespirabile il riscaldamento domestico e il traffico automobilistico.

L’attivismo dal basso per proteggere i cittadini di Smederevo dall’inquinamento

A farsi carico di questa grave situazione, come spesso accade, non sono le istituzioni, rimaste anche in questo caso completamente immobili, ma le associazioni nate nella società civile. L’esempio di tale attivismo è qui rappresentato da Pokret Tvrđava (Movimento Fortezza). Nato nel 2018, è formato da giovani under 30 intenzionati a dare una risposta ai problemi ambientali accumulatisi a Smederevo. «I cittadini segnalano problemi di inquinamento atmosferico da anni, ma la questione è diventata più percettibile a partire dal 2010», ci racconta Nikola Krstić, uno dei coordinatori. 

Oggi il lavoro dell’associazione consiste nel monitorare le condizioni ambientali, sviluppare un’efficace comunicazione con i cittadini e cooperare con istituzioni e partner internazionali. Così facendo, spiega lo stesso Krstić, «le azioni più efficaci hanno combinato pressione pubblica, visibilità mediatica e impegno istituzionale. Serve affrontare la questione sia attraverso l’attivismo civico, sia con i canali formali». In questo modo il movimento lo scorso anno ha ottenuto che Hbis fosse almeno sanzionata per inquinamento ambientale.

L’acciaieria di Smederevo ha un ruolo importante nell’economia serba

A frenare l’azione delle istituzioni riguardo ai problemi ambientali di Smederevo è soprattutto il gran numero di lavoratori che dipendono da quell’acciaieria: ben 20mila se si considera l’intero indotto. Conta molto il ruolo della Cina e dell’Unione europea. Con quest’ultima la Serbia, pur non essendo Paese membro, ha stretti rapporti economici.

Lo scorso 14 aprile Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico preliminare su una serie di norme che limitano i volumi di importazione di acciaio dai Paesi extra europei e, contestualmente, applicano un dazio doganale del 50% (anziché dell’attuale 25%) sulle importazioni che superano tale quota. Una norma che va a colpire in modo specifico la Serbia e l’acciaieria di Smederevo, che esporta oltre l’80% della sua produzione nei Paesi europei. Si tratta di una scelta politica che ovviamente è positiva dal punto di vista ambientale, ma preoccupa il governo serbo per i riflessi sull’occupazione.

Manca la volontà politica di agire contro l’inquinamento a Smederevo

«L’acciaieria gioca un ruolo significativo nell’economia locale, ma è possibile ridurne significativamente l’impatto ambientale solo se si garantiscono investimenti seri, sorveglianza e applicazione degli standard», commenta Krstić.

Ciò che manca a Smederevo, come in altre località con problemi simili, è la volontà politica di agire sul tema dell’inquinanmento. Al contrario, il governo di Belgrado e il presidente Aleksandar Vučić cercano di scoraggiare il movimento Pokret Tvrđava e i suoi membri. Solo nell’ultimo anno sono state imposte multe da 1,5 milioni di dinari (12.700 euro), oltre ad arresti con accuse per reati di ordine pubblico e pene fino a otto anni di carcere.

Tra le tante difficoltà, tuttavia, si osservano anche i risultati ottenuti dal movimento in questi anni, soprattutto in tema di comunicazione e trasparenza dei dati. Tutti piccoli passi per salvaguardare la salute dei propri concittadini e tornare a parlare di Smederevo solo per la bellezza del suo fiume o per la sua storia.

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