Solare ed eolico soddisfano tutta la nuova domanda elettrica mondiale

Nel 2025 la crescita record di solare ed eolico ha fermato l’espansione delle fonti fossili: un cambio di paradigma nella transizione energetica globale

© Teamjackson /StockPhoto

Per la prima volta dalla pandemia, la produzione di energia da fonti fossili non cresce. A trainare la transizione sono soprattutto il solare e la Cina, che ha imboccato una trasformazione strutturale.

Secondo una nuova analisi del think tank britannico Ember, nei primi nove mesi del 2025 la crescita del solare e dell’eolico è stata sufficiente a soddisfare l’intera nuova domanda globale di elettricità. Un risultato storico, che segna la prima volta – al di fuori di eventi eccezionali come la crisi finanziaria o la pandemia – in cui la produzione da fonti pulite non solo tiene il passo con la domanda, ma la supera.

Nel dettaglio, la generazione solare è aumentata di 498 terawattora (+31%), superando già la produzione complessiva del 2024, mentre l’eolico ha aggiunto 137 TWh (+7,6%). Insieme, le due fonti hanno generato 635 TWh aggiuntivi, contro un incremento della domanda di 603 TWh (+2,7%). Il nucleare è aumentato di 33 TWh, mentre l’idroelettrico è sceso di 54 TWh. 

Il risultato è un sistema elettrico globale sempre più decarbonizzato: la quota combinata di solare ed eolico è salita dal 15,2% al 17,6% del mix elettrico globale, mentre le fonti fossili sono scese dal 58,7% al 57,1%. Tutte le rinnovabili insieme (solare, eolico, idroelettrico, bioenergia, geotermico) hanno raggiunto il 34,2%, superando per la prima volta il carbone (33,1%). Le fonti a basse emissioni nel complesso rappresentano ormai il 43% dell’elettricità mondiale.

L’anno zero della stagnazione fossile

Ember prevede che nel 2025 la generazione da fonti fossili resterà stabile, segnando una svolta nella storia del settore energetico. Nei primi tre trimestri, la produzione fossile è diminuita dello 0,1% (-17 TWh), grazie soprattutto a Cina e India, dove solare ed eolico hanno compensato integralmente la nuova domanda.

In Cina, la produzione fossile è calata di 52 TWh (-1,1%), confermando un cambiamento strutturale nel mix elettrico nazionale; in India, la riduzione di 34 TWh (-3,3%) riflette una crescita record delle rinnovabili, favorita anche da un clima più mite che ha contenuto i consumi. Questi due mercati, insieme, hanno più che bilanciato i lievi aumenti registrati negli Stati Uniti e nell’Unione europea, sancendo il primo anno di stagnazione fossile dal 2020.

Più della metà della crescita solare mondiale nei primi nove mesi del 2025 è avvenuta in Cina (+280 TWh, +44%), seguita da Stati Uniti (+71 TWh, +30%) e Unione europea (+52 TWh, +20%). Anche l’eolico ha visto la Cina come principale motore (+102 TWh, +14%), mentre l’Europa ha registrato un lieve calo. L’idroelettrico, invece, è diminuito quasi ovunque per condizioni meteorologiche sfavorevoli, con la sola India come eccezione.

«La crescita record del solare e la stagnazione delle fossili nel 2025 dimostrano che l’energia pulita è ormai la forza trainante del settore elettrico», ha spiegato Nicolas Fulghum, Senior Data Analyst di Ember. «Storicamente, la produzione da fonti fossili è sempre cresciuta. Ora sembra entrare in una fase di stagnazione e declino controllato. La Cina ha imboccato una nuova direzione: soddisfare la crescita della domanda senza dipendere più dal carbone o dal gas».

L’inizio di una nuova fase

Tra tutte le fonti, anche tenendo conto del calo dell’idroelettrico, il solare emerge come protagonista assoluto del 2025: la sua crescita è stata più che tripla rispetto a qualsiasi altra tecnologia. L’energia fotovoltaica non solo è diventata la principale risorsa aggiuntiva del sistema elettrico globale, ma rappresenta ormai la spina dorsale della transizione energetica.

Dietro questi numeri c’è anche un fattore climatico. Dopo un 2024 segnato da ondate di calore estreme che avevano fatto impennare i consumi, il 2025 ha visto condizioni più miti. La domanda elettrica è cresciuta solo del 2,7%, contro il +4,9% dell’anno precedente, contribuendo a stabilizzare il sistema e a rendere più evidente il contributo delle rinnovabili.

Dunque il 2025 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il sistema energetico mondiale ha imboccato la via del declino strutturale dei combustibili fossili. Dopo decenni in cui carbone, gas e petrolio hanno rappresentato il motore della crescita elettrica, l’espansione delle rinnovabili – trainata dal solare – segna l’inizio di una nuova era.

La sfida, come sottolinea Ember, sarà ora quella di rendere costante e sostenibile questo trend: mantenere la crescita delle rinnovabili su ritmi sufficienti a far calare in modo stabile la produzione fossile. Il traguardo della decarbonizzazione completa del settore elettrico appare più vicino. Ma per raggiungerlo serviranno politiche coerenti, investimenti nelle reti e un’accelerazione tecnologica che non consenta alle fonti fossili di riconquistare terreno.

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