5 storie di capitalismo selvaggio da raccontare a Capodanno

Cinque storie di capitalismo selvaggio raccontate nel podcast Unchained, per portare a tavola a Capodanno esempi assurdi ma reali di finanza e potere

Vladimir Lenin, uno famoso per alcune opinioni forti sul capitalismo ©wjarosz/iStockPhoto

Il cenone di Capodanno, si sa, è un rituale a volte ripetitivo. Quest’anno, però, Valori.it vi aiuta a portare temi nuovi alla tavola delle festività. Nel corso dell’anno nel podcast Unchained – storie di ordinario capitalismo selvaggio abbiamo raccolto aneddoti che sembrano assurdi, ma sono assolutamente reali. Riproponiamo in questo articolo i cinque migliori. Così che possiate stupire i vostri commensali, mettere a tacere lo zio che racconta sempre le stesse storie e, perché no, inserire un po’ di finanza etica nella conversazione.

1. Quella volta che il presidente dell’Argentina è diventato un fuffaguru

Fuffaguru è un termine nato sui social. Indica la crasi tra le parole «fuffa» e «guru», e viene usato per riferirsi a quegli influencer – quasi sempre giovani uomini conservatori – che vendono online metodi o prodotti finanziari discutibili con la promessa di rendere velocemente ricchi i loro clienti. La notizia, però, è che anche Javier Milei, il presidente ultraliberista dell’Argentina, ha iniziato a comportarsi come uno di loro. Finendo inguaiuato in una brutta storia di criptovalute.

2. Quella volta che hanno venduto iceberg nel deserto

Malik V. Rasmussen è un giovane ingegnere groenlandese. Un paio d’anni fa ha fatto parlare di sé per via della sua startup. Artic Ice. Assieme ai suoi soci, gira tra le acque gelide dell’isola per recuperare iceberg, farne cubetti di ghiaccio e spedirli fino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lì clienti facoltosi hanno la possibilità di usarli per i loro cocktail esclusivi. Un business curioso e apprezzato da molti in Groenlandia, ma con un enorme impatto climatico.

3. Quella volta che i miliardari si sono fatti la loro città-Stato in un’isola tropicale

In Honduras c’è un’isola, Roatán, che un tempo era un rifugio per pirati e oggi è un paradiso per turisti. Da alcuni anni un gruppo di ultra-ricchi vi ha costruito una città élitaria quasi indipendente dalla legge locale. Si paga in Bitcoin, si ubbidisce a una polizia privata, si sperimentano cure per la longevità vietate altrove e, ovviamente, si pagano pochissime tasse. Si chiama Prospera.

4. Quella volta che anche le guerre sono diventate neoliberiste

A Kiev non è raro che, all’ingresso delle discoteche, il buttafuori vi chieda una donazione per un battaglione dell’esercito ucraino. Si tratta di uno dei sintomi di un fenomeno che il giornalista Davide Maria de Luca chiama «guerra del tardo capitalismo». Nelle sue parole, «un conflitto che piacerebbe al Fondo Monetario Internazionale».

5. Quella volta che un’AI ha cercato di diventare nostra amica

Negli Stati Uniti e in Canada da un paio di mesi è possibile preordinare Friend. Si tratta di un ciondolo tecnologico. Al suo interno contiene un microfono e il collegamento ad un’intelligenza artificiale che lavora in cloud. L’idea è indossarlo tutto il giorno e renderlo, nelle intenzioni del ventenne che lo ha creato, il nostro miglior amico.

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