Fondi e Fossile

Svezia, armi nucleari e petrolio più sporco fuori dai fondi pensione pubblici

Il fondo AP4 (35 miliardi di patrimonio) ha disinvestito da 45 aziende che estraggono greggio da sabbie bituminose e producono testate nucleari. Tra loro l'italiana (pubblica) Leonardo

Di Mauro Meggiolaro
Missili con testata nucleare durante una fase di allestimento militare. Di U.S. Navy photo by Photographer's Mate Airman Roland Franklin [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Mentre le casse di previdenza e i fondi pensione negoziali italiani continuano ad essere fin troppo cauti nell’adozione di politiche di investimento che rispettino criteri sociali e ambientali, in Scandinavia si fa sempre più sul serio. E non è solo il solito fondo norvegese a fare notizia. A metà gennaio il fondo pensione pubblico svedese AP4, che ha un patrimonio di circa 35 miliardi di euro (come il totale dei primi dieci fondi negoziali italiani), ha comunicato di aver disinvestito da 45 imprese che producono armi nucleari e da cinque imprese che ottengono più del 20% del fatturato estraendo petrolio dalle sabbie bituminose (il più inquinante in assoluto), per un totale di circa 285 milioni di euro, prontamente reinvestiti in altre azioni a livello globale.

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Fuori Leonardo (Finmeccanica)

«L’esclusione delle sabbie bituminose è un’estensione della nostra policy sulle fonti fossili che, nel 2018, ci ha portato a vendere i titoli di 20 imprese che ricavano più del 20% del proprio fatturato dal carbone», ha spiegato a Valori Tobias Fransson, responsabile Strategia e Sostenibilità di AP4. «Non ci limitiamo però solo ad escludere società. Applichiamo anche strategie low-carbon, per ridurre l’investimento in imprese con emissioni di CO2 o riserve di combustibili fossili elevate».

La diversificazione tra classi di investimento nel portafoglio di AP4. Fonte: http://www.ap4.se/en/management/portfolio/
La diversificazione tra classi di investimento nel portafoglio di AP4. Fonte: AP4

AP4 non rende noti i nomi di tutte le imprese bandite dai fondi perché «il loro numero può variare nel tempo». Fransson non manca però di fare alcuni esempi, tra i quali si trova un nome eccellente dell’industria italiana degli armamenti: Leonardo (ex Finmeccanica), il cui principale azionista è ancora lo Stato italiano, attraverso il ministero dell’Economia e delle Finanze (con il 30,2%). A far compagnia a Leonardo dietro la lavagna ci sono anche colossi come Airbus, Boeing, Lockheed Martin e Raytheon, tutti coinvolti, in base alle analisi di AP4, nella produzione di armi nucleari. Tra gli esclusi del settore “sabbie bituminose” si segnalano invece le imprese canadesi MEG Energy, Athabasca Oil e Canadian Natural Resources.

La distruzione della foresta boreale a causa dell'estrazione di sabbie bituminose © Jiri Rezac/Greenpeace
La distruzione della foresta boreale a causa dell’estrazione di sabbie bituminose © Jiri Rezac/Greenpeace

L’espulsione del colosso minerario brasiliano Vale

Il fondo AP4 fa parte del sistema di “buffer funds” (fondi cuscinetto) della previdenza svedese, che include anche i fondi AP1, AP2, AP3. Dal 2007 i fondi AP si sono dotati di un Council on Ethics (Comitato Etico), che invia regolarmente raccomandazioni ai gestori su come investire le riserve pensionistiche nel rispetto di ambiente e diritti umani.

Nell’ultima delle sue raccomandazioni, il 20 febbraio scorso, il Council on Ethics ha consigliato di vendere tutte le azioni del gigante minerario brasiliano Vale, coinvolto, il 25 gennaio, in una catastrofe ambientale a Brumadinho, in Brasile, con il crollo di una diga di contenimento di materiale ferroso che ha causato almeno 177 morti e l’inquinamento di fiumi e falde in seguito allo sversamento di 12 milioni di metri cubi di detriti.

Le operazioni di soccorso alla diga di Brumadinho

E il titolo crolla in Borsa

Con Vale, i fondi AP avevano già iniziato a dialogare nel 2015, assieme ad altri investitori, chiedendo di intensificare i controlli e gestire in modo più oculato i rifiuti di miniera. Le misure comunque adottate dal colosso minerario in risposta agli investitori si sono rivelate largamente insufficienti e ora è scattata l’esclusione. Il fondo AP1 ha già iniziato a vendere 38,6 milioni di euro in azioni di Vale il 21 febbraio scorso. Gli altri fondi AP seguiranno molto probabilmente nei prossimi giorni.

Andamento di Vale SA in borsa (NYSE, New York Stock Exchange) negli ultimi sei mesi. FONTE: Google.
Andamento di Vale SA in borsa (NYSE, New York Stock Exchange) negli ultimi sei mesi. FONTE: Google.

Alla catastrofe ambientale si è accompagnato anche il crollo in Borsa dei titoli della società: in due soli giorni di contrattazioni (25 e 28 gennaio), il corso delle azioni è sceso del 25%, da 14,86$ a 11,20$, per poi rimbalzare e attestarsi sui 12,50$ attuali (-15,88%, si veda il grafico). Segno che il mancato rispetto di criteri ambientali e sociali può fare molto male ai portafogli di investimento. I fondi previdenziali italiani, intanto, stanno a guardare o reagiscono con estrema lentezza.

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