Una tassa del 3% sui patrimoni dei miliardari può evitare 30 milioni di morti

Secondo The Lancet, le politiche di redistribuzione della ricchezza potrebbero compensare i tagli agli aiuti allo sviluppo e salvare milioni di vite

Tax the rich © Fiore Power/Flickr

In breve

  • Uno studio pubblicato su The Lancet stima che una tassa patrimoniale del 3% sui miliardari potrebbe evitare 30 milioni di morti entro il 2030.
  • I tagli ai fondi per la cooperazione allo sviluppo, tra cui il -13,8% Ue nel 2025, causeranno da soli 8 milioni di morti, 1,4 milioni tra i bambini.
  • Lo studio, coordinato dal Barcelona Institute for Global Health, dimostra che redistribuire ricchezza è più efficace che tagliare aiuti: non solo etico, ma economicamente necessario.

“Tax the rich”. Oltre che un bellissimo slogan è anche un’ottima idea. Lo racconta uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Lancet, intitolato “Politiche di ridistribuzione della ricchezza per mitigare l’impatto del taglio ai fondi per l’assistenza allo sviluppo: una valutazione retrospettiva e un’analisi previsionale fino al 2030”.

I risultati sono previsionali, in quanto si basano su modelli matematici e implicano simulazioni di tassazioni a livello nazionale che non è detto siano implementate. Ma non lasciano spazio ai dubbi. Secondo The Lancet, una tassa patrimoniale del 3% sui miliardari potrebbe evitare almeno 30 milioni di morti entro il 2030. In particolare tra i bambini.

Otto milioni di morti aggiuntivi a causa dei tagli agli aiuti

Lo studio di Lancet parte da due dati di fatto. Il primo è il costante calo dei finanziamenti globali all’assistenza umanitaria e allo sviluppo. Il secondo è la crescente concentrazione globale della ricchezza nelle mani di pochissimi. Come abbiamo scritto su Valori, la lista Forbes del 2026 racconta non solo la concentrazione di ricchezza nelle mani di un numero sempre più esiguo di persone, ma anche il fatto che nella maggior parte dei casi questa ricchezza sia ereditata e non guadagnata. È l’eredità il processo di accumulazione primaria di capitale, anche nel tardo capitalismo.

Bene, partendo da questi presupposti Lancet si chiede se l’attuazione di politiche di ridistribuzione della ricchezza – ovvero una tassa sulla ricchezza ereditata di questi miliardari – possa mitigare l’impatto sanitario dell’attuale crisi. Una crisi dovuta ai costanti tagli alla sanità e alla cooperazione internazionale. Basti pensare che anche l’Unione europea nel 2025 ha tagliato del 13,8% il budget per gli aiuti pubblici allo sviluppo. E la maggioranza Ursula intende continuare così in futuro. Una crisi drammatica che a causa di questi tagli, secondo i calcoli Lancet, porterà entro il 2030 a circa 8 milioni di morti certe. Di queste morti certe, 1,4 milioni riguardano bambini sotto i 5 anni.

The Lancet conferma: la tassa sui miliardari è urgente

La metodologia logico-matematica della previsione di Lancet è piuttosto complessa. Si tratta di «un’analisi integrata che ha combinato una valutazione retrospettiva dell’impatto e una previsione futura, utilizzando dati relativi a 59 Paesi a basso reddito e a reddito medio-basso». Dapprima stimando l’associazione tra tagli allo sviluppo e aumento della mortalità. E poi simulando come dieci politiche nazionali di ridistribuzione della ricchezza potrebbero incidere su questa associazione. Se il lavoro, coordinato dal Barcelona institute for global health, è complesso, la risposta è invece molto chiara. Con una tassa patrimoniale pari ad appena il 3% della ricchezza dei miliardari non solo si riuscirebbero a evitare i circa 8 milioni di morti certi dovuti ai tagli, ma se ne potrebbero prevenire molti altri. Una cifra intorno ai 30 milioni, appunto.

«Viviamo in un mondo estremamente diseguale, in cui un numero ristretto di individui e imprese accumula ricchezza a un ritmo e a una scala senza precedenti, mentre milioni di persone vulnerabili continuano a morire per mancanza di accesso a interventi umanitari di base, spesso a basso costo», ha detto a Euronews Davide Rasella, professore che ha ideato e coordinato lo studio. «I nostri risultati mostrano che l’attuazione anche di politiche relativamente modeste di redistribuzione della ricchezza, come quelle proposte in recenti accordi internazionali, potrebbe letteralmente salvare decine di milioni di vite nei prossimi anni». “Tax the rich” non è solo un bello slogan. È una necessità. Altrimenti si passerà a “Eat the rich”, perché quando non avremo più nulla da mangiare ci toccherà mangiare i ricchi.

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