Unes e NaturaSì, ecco il perché del nostro patto col “diavolo”

Le catene di supermercati Unes e NaturaSì hanno stretto un patto con Amazon. Scelta controversa che, per loro, offre più potenzialità positive che rischi

Di Corrado Fontana

 

Le abbiamo intervistate, per capire come si stanno trasformando per intercettare gli webshoppers di casa nostra.

“Se non puoi batterli, tanto vale allearsi con loro” dice un vecchio adagio. Ma vale anche se “loro” è sinonimo di un controverso gigante economico, spauracchio di gran parte della distribuzione organizzata e del retail italiano?

Per Unes e NaturaSì, catene di negozi della GDO a caccia di un posto al sole nell’e-commerce, la risposta è evidentemente affermativa. Entrambi hanno infatti stretto un accordo con Amazon. Una scelta da indagare bene, soprattutto in un momento in cui vendere i propri prodotti sul noto canale di vendite ha creato non poche critiche ad Altromercato, noto marchio del commercio equo.

Unes, l’online primo negozio per fatturato

«Fare una partnership con Amazon significa partire già da un punto avanzato rispetto alla fiducia e alla confidenza dei clienti con un certo “ecosistema”», spiega Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati.

Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati

«Finora il bilancio dell’esperienza è assolutamente positivo, sia per i risultati raggiunti sia per la permeazione all’interno dell’azienda di logiche e approcci che non erano assolutamente nel nostro DNA. Per noi l’e-commerce rappresenta il primo negozio per fatturato e mostra trend di crescita molto più alti di quelli del mercato tradizionale».

Quale tipo di clientela e di acquisti intercetta il vostro commercio elettronico?

«Di sicuro c’è una prevalenza dei giovani, che hanno poco tempo ma alta capacità di spesa. Sono clienti molto attenti a quello che mangiano. Il biologico, quindi, ha un peso maggiore rispetto ai negozi tradizionali. Per ora abbiamo lavorato su ortofrutta e carne, privilegiando prodotti confezionati dal fornitore e a peso imposto. Questo serve a semplificare, non solo il trasporto,  ma anche il processo di acquisto del cliente online e quello del picker (cioè il lavoratore che allestisce gli ordini da spedire, ndr) nelle attività di preparazione della merce. Questi prodotti sono specifici per l’online».

Il marketplace U2 di Unes su Amazon Prime Now

Quale impatto ha avuto lo sviluppo dei servizi di vendita online sull’organizzazione aziendale e sulle risorse umane? 

«L’implementazione è stata affidata ad un responsabile digital con esperienza. Una risorsa assunta anche per portare un nuovo punto di vista all’interno dell’azienda, nelle nuove logiche di interazione con il cliente e del digital marketing.

Ora la gestione dell’online è stata affidata a figure già esistenti in Unes, per semplificare i processi di coordinamento e “abituare” le persone a ponderare le decisioni anche in funzione dell’online. Le attività più operative sono invece affidate a un operatore logistico».

U2 Supermercato Torino 1

NaturaSì, con Amazon un test. Ma vogliamo far da soli

«Si tratta di una iniziativa test che ha coinvolto solo la città di Milano all’interno del programma di Amazon Prime Now: abbiamo scelto di aderire a questa proposta perché Milano è una piazza particolarmente significativa per noi, ma dove è piuttosto complicato fornire il servizio.

«Amazon voleva avere una gamma di prodotti biologici nella vetrina e noi abbiamo deciso di fare una prova in questo senso».

Così Roberto Zanoni, direttore generale di NaturaSì, racconta la collaborazione con Amazon, in cui la centralità dei circa 256 negozi (tra diretti, partecipati e in franchising) del gruppo non è mai messa in dubbio.

Roberto Zanoni, direttore generale di NaturaSì

La merce venduta tramite commercio elettronico e in negozio ha infatti lo stesso prezzo, e i punti vendita sono coinvolti ricevendo parte del ricavato dell’online, diventando luogo di ritiro spesa e integrando il proprio magazzino grazie all’online, che così ne alleggerisce gli stock.

NaturaSì su Amazon Prime Now – screenshot dal marketplace online

Il test vi sembra positivo? Si espanderà?

«Difficilmente a livello nazionale, proprio perché noi puntiamo ad incrementare il nostro servizio di vendita online. Tuttavia sta funzionando piuttosto bene, tant’è che sta crescendo mese per mese il suo fatturato».

Cosa ha comportato per voi l’investimento sul commercio online?

«È ancora un’esperienza piuttosto marginale. Sul food è da poco che comincia ad essere significativo avere una spesa online. Anche i test che erano stati fatti nel passato, ad esempio da Esselunga, avevano evidenziato delle negatività dal punto di vista economico, mentre negli ultimi anni c’è stato un cambio di tendenza.

I consumatori sono passati dall’acquisto online di viaggi, di libri e cd a interessarsi all’idea della spesa di prodotto alimentare.

Il nostro negozio online rappresenta più o meno un punto vendita dei 256 che abbiamo. Comunque è un processo in crescita anche significativa: del 33% nei primi tre mesi dell’anno scorso, pur rimanendo marginale sul piano del fatturato assoluto».

negozio NaturaSi Thiene – interni

Il commercio online rischia quindi di diventare fattore di vita o di morte per l’attività commerciale?

«Ci sono intere catene  in crisi. Ma per quanto riguarda il food, il mio pensiero è che questa evoluzione non stravolgerà la situazione attuale. Non scompariranno i negozi di prossimità. Rimane la necessità di voler scegliere il prodotto, di un rapporto con il produttore e dialogo tra rivenditore e consumatore.

«Non credo che nel food ci sia una rivoluzione in atto, né che ci sarà un processo di sostituzione tra la vendita online e il negozio fisico».

Avete programmato investimenti sul commercio online?

«Dobbiamo riconfigurare la nostra struttura IT: prevediamo di investire circa un milione di euro nei prossimi due anni. Il nostro bilancio consolidato come gruppo Ecor è di 380 milioni di euro, e l’investimento di un milione per la piattaforma di Information Technology è piuttosto significativo».

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