ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Messico – Ecuador
L'attacco (alla libertà di stampa) del Messico contro la difesa (dei privilegi) dell’Ecuador annuncia una sfida assai equilibrata
Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.
Questa notte andrà in onda una delle sfide fin qui più equilibrate della Coppa del Mondo. Il Messico padrone di casa è andato oltre ogni più rosea aspettativa, chiudendo il girone a punteggio pieno dopo aver battuto Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca, segnando sei gol e subendone zero. E adesso continuerà a giocare in casa, dove ai Mondiali ha perso finora solo una volta su dodici partite, sia i sedicesimi che eventualmente gli ottavi. L’entusiasmo è alle stelle. Di fronte invece una squadra che segna pochissimo. L’Ecuador ha fatto solo due gol nel girone – entrambi contro la Germania – che le hanno permesso di passare il turno. Ma con Hincapié (Arsenal), Pacho (Psg) e Caicedo (Chelsea) ha dimostrato fin dalla trionfale fase di qualificazione di avere una delle migliori fasi difensive al mondo.
Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Messico – Ecuador risultato esatto 0-0 (3-4 d.c.r)
Sostenuto dal meraviglioso pubblico dell’Estadio Azteca il Messico parte subito all’attacco. Ma la militarizzazione del Paese, che con la scusa della guerra alla droga protegge i privilegi delle élite e aumenta le disuguaglianze, non basta. Il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa due anni fa ha infatti dichiarato anche lui lo “stato di guerra interna” dopo l’evasione di alcuni boss del narcotraffico dalle prigioni di Guayaquil. E seguendo l’esempio messicano ha approfittato della presunta guerra ai cartelli per militarizzare il Paese e reprimere il dissenso. Il Messico prova allora a trovare un varco con una delle peggiori posizioni nel Press freedom index. Secondo Article 19 nel 2025 sono stati uccisi sette giornalisti, e uno è scomparso nel nulla. Ma l’Ecuador si chiude ancora grazie al Rating 5 nell’Ituc Global rights index: il peggiore della scala, diritti dei lavoratori non garantiti.
Nella ripresa continua lo stallo in campo, che si protrae fino ai tempi supplementari. Anche per la sostanziale parità dei due Paesi sia per il coefficiente Gini sia per il Democracy Index, che ne fanno dei regimi ibridi a livello democratico. Finché, durante i calci di rigore, il conflitto si sposta sugli spalti, non tra i tifosi ma in tribuna autorità. E qui abbiamo un vincitore. Nell’aprile 2024 infatti il presidente dell’Ecuador Noboa ha arrestato l’ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas nell’ambasciata messicana di Quito, proprio poche ore dopo che il Messico gli aveva concesso asilo politico. Una violazione del territorio di uno stato sovrano che portato prima il Messico e poi altri Paesi dell’America Latina a interrompere le relazioni diplomatiche con l’Ecuador. È il rigore decisivo che permette all’Ecuador di passare il turno e qualificarsi agli ottavi di finale.
Risultato esatto: Messico – Ecuador 0-0 (3-4 d.c.r)




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