ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Spagna – Argentina

È più difficile del previsto trovare la peggiore tra la Spagna del governo socialista di Sánchez e l’Argentina del regime fascista di Milei

Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.

Nella Coppa del Mondo che ha precipitato il calcio nella dimensione dello spettacolo (quattro tempi televisivi, intervalli pubblicitari e musicali) Spagna e Argentina sono la resistenza. O forse, purtroppo, la conferma che lo spettacolo ha divorato anche le classi sociali subalterne. La Spagna, a parte la giovanissima stella Yamal, ha solo gregari: Rodri, Pedri, Olmo, Porro, Oyarzabal lo sono nel senso più alto del termine. L’Argentina del vecchissimo Messi avrebbe invece più stelle. Ma Fernández, Mac Allister, Alvarez, hanno scelto di vivere e giocare da gregari. La Spagna ha trovato la solidarietà di classe nel calcio totale, l’Argentina nel lavoro sporco. Diverse e uguali, non c’è una favorita, i subalterni non hanno mai ricevuto favori.

Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Spagna – Argentina risultato esatto 2-3

Tra una delle migliori delle democrazie dell’Unione europea e una delle peggiori dittature fasciste dell’America Latina non dovrebbe esserci confronto. E infatti l’Argentina si riversa subito nella metà campo della Spagna. Negli indici sociali e dei diritti l’Argentina si fa forte, si fa per dire, del suo rating 4 nell’Ituc Global Rights Index sui diritti dei lavoratori, contro il 3 spagnolo. E dell’ottantasettesimo posto nel Press Freedom Index contro il ventitreesimo degli avversari. Dal punto ambientale l’Argentina può vantare, si fa sempre per dire, il cinquantottesimo posto (su 67) nel Climate Change Performance Index 2026 contro il quattordicesimo spagnolo. Ma il 2-0 con cui l’Argentina chiude il primo tempo è viziato. Se su ogni indicatore disponibile la Spagna è oggettivamente meglio dell’Argentina è solo perché il colonialismo incide e brucia ancora.

La storia coloniale della Spagna in Argentina non si esaurisce infatti con l’indipendenza formale del 1816. Basti pensare a Telefónica che gestisce ancora la quota maggioritaria del mercato telefonico argentino attraverso Movistar. A Iberdrola e Naturgy che ne alimentano l’elettricità. O al fatto che nel 2001, durante una delle più terribili crisi cicliche che l’occidente impone all’Argentina, sono Banco Santander, Bbva e Banco Popular a congelare i conti e trattenere nei loro forzieri i risparmi della classe media argentina.

Per non parlare delle politiche estrattiviste e dei disastri ambientali di compagnie come Repsol. O del controllo che ancora oggi la Spagna esercita sul mercato della soia, uno delle principali cause della deforestazione. L’imperialismo coloniale non è una faccenda del passato, ma il segno distintivo del presente. E così la Spagna trova facilmente il 2-2. Ma va pur detto che da una parte abbiamo il governo socialista di Pedro Sánchez e dall’altra il regime fascista di Javier Milei. E in pieno recupero l’Argentina segna il 3-2 finale.

Risultato finale esatto: Spagna – Argentina 2-3

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