ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Messico – Sudafrica

Nella partita inaugurale dei Mondiali 2026, ValoriBet mette di fronte il Paese che uccide i giornalisti e quello più diseguale del torneo

Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.

Non potevamo che cominciare questo viaggio nelle peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026 con la partita inaugurale che si gioca giovedì 11 giugno all’Estadio Azteca di Città del Messico alle ore 21 italiane. Da una parte i padroni di casa del Messico, che ogni volta sembrano in grado di farcela e poi non ce la fanno mai. In Messico le stelle sono il vecchio portiere Guillermo Ochoa, ritornato in nazionale a furor di popolo a 41 anni, e il giovane Gilberto Mora, 18 anni. Poi c’è poco altro, tipo Johann Vàsquez del Genoa. Il Sudafrica può invece contare sul trequartista Relebohile Mofokeng, che gioca nella Msl americana. Ma è troppo poco e difficilmente passerà il turno in un girone che vede anche Corea del Sud e Repubblica Ceca. Però la partita inaugurale riserva sempre sorprese, quindi chissà.

Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Messico – Sudafrica risultato esatto 2-2

Il Messico segna il primo gol della Coppa del Mondo 2026 sugli indici finanziari. È il quarantaduesimo paradiso fiscale del mondo secondo il Corporate Tax Haven Index. Grazie soprattutto al sistema delle maquiladoras (le industrie schiaviste di confine), dei regimi speciali per le multinazionali nordamericane e degli accordi del T-Mec. Il gol del pareggio il Sudafrica lo segna dal punto di vista ambientale. Con 6,56 tonnellate di CO2 pro capite è il quart’ultimo Paese peggiore del Mondiale dopo Qatar, Algeria e Arabia Saudita. Eskom, la utility pubblica che gestisce l’85% dell’elettricità sudafricana, continua a tenere in vita una flotta di centrali a carbone vecchie di mezzo secolo, con i celebri load-shedding (i blackout programmati) diventati la cifra dell’apartheid energetico post-1994.

Finisce in parità anche il secondo tempo, giocato sul terreno del sociale. Questa volta segna per primo il Sudafrica con il dato più drammatico della Coppa del Mondo 2026: un coefficiente di Gini di 63,0. Il più alto al mondo. Trent’anni dopo la fine dell’apartheid, il Sudafrica è ancora il Paese più diseguale del Pianeta, con una concentrazione della ricchezza in mano alla minoranza bianca che non è mai stata scalfita. Il Messico risponde con la sua presidente e con… i giornalisti. Non solo Claudia Sheinbaum, erede di López Obrador, continua la militarizzazione del territorio senza mettere in discussione il modello estrattivista che la rende possibile, ma con il centoventiduesimo posto su 180 nel Press freedom index di Reporters sans frontières, il Messico è uno dei Paesi più pericolosi al mondo per chi fa il mestiere del giornalista.

Messico – Sudafrica, risultato esatto: 2-2

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