Vera inclusione dei migranti, tra foto e pallone

Dal gioco del calcio al lavoro del fotografo Marco Pittaluga: in mostra le immagini dei migranti che a Monza sperimentano la buona integrazione.

Di Corrado Fontana
FOA Boccaccio 003, la squadra di calcio e l'inclusione al centro sociale di Monza - foto dal profilo di Facebook

Vengono dall’Ucraina, dalla Nigeria, dal Gambia e dal Ghana. Ma anche dalla Brianza, da Milano e dalla Sicilia. Sono i giocatori della squadra di calcio popolare del centro sociale il Boccaccio di Monza. Diciotto persone, molti migranti, e ora diciotto ritratti che raccontano esempi di accoglienza realizzata e di vera inclusione nel nostro Paese.

A mettere in pratica l’idea è stato il fotografo Marco Pittaluga attraverso il progetto A-Team, in cui sono entrate con forza e semplicità queste storie personali, dimostrando quanto dallo sport possano essere finalizzati i processi d’integrazione.

«Ogni individuo è un giocatore, insieme sono una squadra – spiega Pittaluga –. Ho immortalato i loro sorrisi, le loro speranze. Tutti, in quel campo di calcio, sono uguali. Nessuno è straniero. La squadra è una metafora immediata di quello che forse le persone, gli uomini, dovrebbero essere nella vita di tutti i giorni».

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