8 cose che cambieranno (in meglio) nel sistema bancario e finanziario nel 2016. O no?

Il 2015 si chiude con i media che si occupano, per l’ennesima volta, di un sistema bancario e finanziario che non funziona. Verrebbe da dire “...

Di Andrea Baranes

Il 2015 si chiude con i media che si occupano, per l’ennesima volta, di un sistema bancario e finanziario che non funziona. Verrebbe da dire “come ogni anno”, da troppi anni a questa parte, ci troviamo a discutere dei malfunzionamenti, o dei veri e propri disastri, di banche e mercati. Dalla crisi globale ai continui scandali, alla mancanza di accesso al credito, fino ad arrivare negli ultimi mesi al salvataggio delle quattro banche e alle polemiche che ne sono seguite.
Ma questa è l’ultima volta.
Nel 2016 ci saranno una serie di misure e di normative che abbiamo atteso da tempo, e che finalmente verranno approvate nell’interesse generale. Noi di Non Con I Miei Soldi possiamo anticiparvi le principali:

  1. I top manager delle banche dovranno pagare in prima persona per danni e risultati negativi. Se da anni stipendi milionari e bonus vengono giustificati in base alle “grandi responsabilità” che devono affrontare, è ora che se le assumano per davvero, queste responsabilità.
  2. Approvazione della separazione tra banche commerciali e banche di investimento, una misura presa dopo la crisi del ’29, per evitare che le banche giocassero al casinò con i risparmi dei clienti, e abrogata quindici anni fa sull’onda dell’ideologia neoliberista. Da allora, non solo le banche sono rapidamente diventate “troppo grandi per fallire”, ricattando così i governi, ma i piccoli risparmiatori hanno inconsapevolmente alimentato la speculazione della quale sono anche vittime. Con la completa separazione, le banche che aprono conti correnti non potranno scommettere sui mercati, mentre chi lo fa non potrà usare i risparmi della clientela.
  3. Legato al punto precedente, le risorse raccolte tra cittadini e imprese verranno utilizzate per erogare credito sempre a cittadini e imprese. Grazie alla separazione tra banche commerciali e di investimento e ad altre normative che saranno approvate a inizio 2016, non assisteremo più alla “redistribuzione al contrario della ricchezza” degli ultimi anni: tutti noi alimentiamo il sistema finanziario, ma l’erogazione del credito arriva con il contagocce, la finanza non sostiene l’economia ma è un sistema autoreferenziale che crea e fa scoppiare delle bolle sempre più devastanti. Questo non avverrà più.
  4. Analogamente, verrà finalmente approvata una tassa per le transazioni finanziarie che copra tutti gli strumenti e che permetta di frenare la speculazione e in particolare le operazioni di breve termine. Con il gettito di decine di miliardi che una tale misura potrebbe generare in Europa, verrà sostenuto un piano per l’occupazione.
  5. A inizio 2016 verrà introdotto un principio precauzionale in ambito finanziario, come avviene per qualsiasi settore produttivo: in Europa non si può mettere in commercio un automobile o un giocattolo finché non si dimostra che non è nocivo o pericoloso. In maniera analoga, prima di creare strumenti finanziari, chi intende metterli in commercio dovrà dimostrarne l’utilità sociale e la non pericolosità.
  6. Nuove misure di salvataggio delle banche. Il 2016 vedrà la fine, una volta per tutte, del principio per cui si privatizzano i profitti ma si socializzano le perdite. Se una banca non riesce a stare in piedi e deve intervenire lo Stato per salvarla, allora la banca diventa di proprietà pubblica. L’Italia in pochi anni ha privatizzato il 100% del proprio sistema bancario. I risultati, in termini di costi dei conti correnti e dei servizi, di accesso al credito, di efficienza, sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Nel 2016 cadrà il muro ideologico che impedisce di pensare a una finanza privata e a una pubblica.
  7. La BCE smetterà di inondare i mercati finanziari con il proprio quantitative easing, ovvero 60 miliardi di euro al mese che non fanno altro che gonfiare ulteriormente una rischiosissima bolla finanziaria, mentre poco o nulla arriva all’economia reale. Al contrario, tali risorse, d’accordo con la Banche Europea per gli Investimenti (BEI) e sotto la supervisione e approvazione del Parlamento e delle altre istituzioni europee, verranno utilizzati per un piano di investimenti di lungo periodo nell’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, la ricerca e la formazione, il welfare. Nel 2016 alla finanza pubblica verrà riconosciuto un proprio obiettivo che non sia unicamente quello di fare da stampella a quella privata, quando quest’ultima crolla sotto il peso della propria insostenibilità.
  8. L’intero sistema finanziario si riconvertirà, più in generale, a obiettivi di utilità sociale e di lungo periodo. I sistemi di bonus e di incentivi dei manager saranno legati a orizzonti di anni, e non alla quotazione giornaliera in Borsa. Non più una finanza che ragiona in millesimi di secondo, ma attenta alle ricadute non economiche dell’agire economico e che opera come uno strumento al servizio della società, non come un fine in sé stesso.

Oppure… Se non siete convinti del nostro scoop, e non pensate che il 2016 ci porterà tutto questo, forse possiamo fare qualcosa. Evitare di alimentare questo casinò finanziario con i nostri risparmi, evitare di ritrovarci con il cerino in mano e chiamati a pagare il conto per l’ennesima volta. Possiamo iniziare a informarci e scegliere a quale banca e quale gestore finanziario vogliamo affidare i nostri risparmi, pretendendo la massima trasparenza e informandoci sul loro utilizzo e finalità. Se iniziamo tutti ad informarci e ad agire di conseguenza, forse non cambierà tutto come scritto nell’articolo, ma sicuramente il prossimo futuro inizierà ad essere migliore e diverso da quanto abbiamo vissuto in questi anni.
Photo credit: anlopelope via Foter.com / CC BY-NC

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile