Tutto lascia intendere che RedBird stia per vendere il Milan

La nuova struttura societaria del Milan rilancia l’ipotesi che RedBird abbia esaurito il suo compito, e sia in procinto di liberarsi del club

Il Milan senza calcio © robin bos/Flickr

Nuovo acquisto per il Milan. Non si tratta però del centrale di difesa o dell’esterno destro, ruoli inseguiti per tutta l’estate prima di ripiegare sull’usato (poco) garantito. Si tratta invece di James Fontanella-Khan, giornalista del Financial Times che assumerà il ruolo di chief corporate affairs officer nella società. Ennesimo uomo di finanza senza alcuna esperienza nel calcio, e probabilmente senza alcun interesse per il calcio, che entra in società. E che non si occuperà della squadra ma del nuovo stadio di San Siro e dell’ipotesi Nba a Milano. A dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che gli interessi di RedBird nel Milan sono solo finanziari. Mentre squadra e tifosi sono trattati come fastidiose appendici.

Il trend di sostituire persone che si occupano di calcio con persone che si occupano di finanza, e trasformare definitivamente un (ex) glorioso club di calcio in un asset finanziario, risale all’estate 2022, quando il fondo di private equity RedBird acquista il Milan dal fondo Elliott. Dopo un solo anno, nell’estate 2023, vengono licenziati Maldini e Massara. Il club naviga a vista, prova a ripartire, fino a che a giugno 2026 (oltre ad Allegri) vengono licenziati anche Tare e Moncada, che avevano sostituito Maldini e Massara. Così oggi il nuovo organigramma del Milan prevede solo persone che provengono dal mondo della finanza.

RedBird odia il calcio: in società solo uomini di finanza

Sono David Castelblanco (ex Goldman Sachs), Massimo Calvelli (ex ceo Atp), Hendrik Almstadt (viene dal golf) e Bobby Gardiner (esperto di dati). E dulcis in fundo Fontanella-Khan. Quasi nessuno di loro si è mai occupato di calcio, tranne Almstadt e Gardiner e con esiti non proprio buoni. E i risultati si vedono. Nell’estate appena trascorsa il Milan ha strapagato alcuni calciatori come Ramos, 75 milioni, e Moreira, 50. Entrambi i giocatori hanno come agente Jorge Mendes, il procuratore che da anni regola gli affari calcistici di RedBird, come abbiamo raccontato su Valori.

Sempre con l’aiuto di Mendes la società ne ha svenduti altri, come Leao regalato al Galatasaray per poco più di 35 milioni. E non è riuscita però a piazzare gli esuberi. Alcuni li ha ceduti in prestito secco, come Gimenez e Fofana, messi fuori rosa pur di convincerli a partire. Altri ha dovuto reintegrarli con tante scuse, come Tomori. Il risultato è che dal lato sportivo la rosa è stata indebolita. E da quello economico, dove il club ha investito 155 milioni e ne ha incassati 38, il saldo finale è negativo di 117 milioni.

RedBird verso la vendita del Milan, l’ipotesi si fa concreta

Come abbiamo raccontato, lo scopo del player trading non è più neppure quello di chiudere il bilancio in attivo. L’importante è muovere soldi, esattamente come fanno i fondi proprietari dei club. Per questo gli interessi di RedBird non guardano al campo di calcio, ma altrove. In primis allo stadio. Come previsto, il nuovo San Siro si sta configurando sempre più come una enorme operazione speculativa. Se è vero che, come ha scritto il Corriere della Sera, sulla spianata di 98mila metri quadri dove sorgeva il vecchio stadio saranno costruiti «nove edifici di altezze variabili, dai 5 ai 17 piani, più quattro stabili più bassi».

Poi tutte le attività finanziarie correlate, come la media company, lo sbarco della Nba a Milano, e adesso voci di un possibile investimento di RedBird nel calcio saudita. Anche perché i nuovi introiti del pallone arrivano dai ricavi commerciali e sono completamente slegati dalle prestazioni sportive. La ristrutturazione di RedBird ci racconta quindi due cose. La prima è una conferma: il core business della gestione del Milan da parte di RedBird è la preparazione per la speculazione edilizia su San Siro.

La seconda un’ipotesi, che è sempre più concreta: non appena saranno terminate le procedure per avviare l’iter di costruzione del nuovo stadio e ci sarà la certezza che vedrà la luce, RedBird avrà esaurito il suo compito. E a quel punto potrà rivendere il club, il cui valore patrimoniale sarà nel frattempo aumentato, a un nuovo fondo. Ovviamente a un prezzo maggiore rispetto all’acquisto. Un nuovo fondo il cui core business sarà a quel punto l’edificazione dello stadio e degli edifici che lo circondano. Poi arriverà qualcun altro. Intanto però ci sarebbero anche una squadra, e dei tifosi, danni collaterali della gestione finanziaria del club

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