Il conto della crisi climatica raccontato da chi legge Valori

In 312 avete partecipato alla nostra rilevazione. Sei su dieci dicono di aver speso per il clima almeno 500 euro nell’ultimo anno

L'immagine è stata realizzata dalla redazione di Valori.it utilizzando Midjourney

Questo articolo fa parte del dossier Quanto ci costa la crisi climatica?

L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale. E ha reso evidente che la crisi climatica non è un costo rimandato al futuro: la paghiamo già, in bolletta, al supermercato, nei premi assicurativi, nelle risorse pubbliche per ricostruire dopo alluvioni e frane. Quantificarla non è semplice, e le stime divergono.

Con il dossier Quanto ci costa la crisi climatica? proviamo comunque a fare i conti, guardando a chi paga: le famiglie, le imprese, lo Stato e chi ci legge.

Gli articoli del dossier

«Ho subito l’allagamento di garage e cantina, con 95 cm di acqua», scrive un utente. «Sono agricoltore e quindi tutti i cali di produzione delle colture possono essere considerati “spese” in quanto mancate entrate», scrive un altro. «Ho installato schermature solari per ridurre l’insolazione (facciata interamente esposta a sud)», è il commento di un terzo. E poi macchine danneggiate dalle alluvioni, acquisto di ventilatori e sistemi di aria condizionata, persino chi si trasferisce per fuggire dal caldo. Soprattutto, bollette più care per tenere le temperature di casa entro limiti sopportabili.

Sono un riassunto delle risposte che avete dato al nostro questionario sui costi della crisi climatica. Un questionario che, ovviamente, non ha nessun valore statistico. Ma che ci permette di conoscere l’esperienza delle lettrici e dei lettori di Valori.it. E apre un oblò sulle difficoltà economiche che già oggi in molti affrontano a causa del riscaldamento globale. Un dato spicca su tutti. Quasi un terzo del campione stima la sua spesa climatica tra i 500 e i 2mila euro negli ultimi dodici mesi. Il 23% al di sotto dei 500, e il 20% tra i 2mila e i 5mila. Un altro 12% supera i 5mila euro, e sei persone dichiarano più di 15mila euro. Il 15%, invece, non sa stimarla. In tutto, sei persone su dieci dicono di aver speso almeno 500 euro. Cifre importanti, e destinate a crescere.

Sondaggio sui costi della crisi climatica: il profilo di chi ha risposto

Le oltre 300 persone che hanno compilato il questionario sono in grande maggioranza lettrici di Valori.it, in forma abitudinaria o saltuaria (72%). Più di una su quattro, però, non ci aveva mai letto prima o quasi. Non è un campione rappresentativo della popolazione italiana. Il Nord, le aree periferiche e i proprietari di casa sono sovrarappresentati. La gran parte, il 71%, viene dal Nord Italia. La metà vive in un appartamento di proprietà, un altro 33% in una casa indipendente di proprietà, mentre il 13% è in affitto. La maggioranza relativa, il 33%, viene da un piccolo paese o una zona rurale. Gli abitanti di cittadine o capoluoghi di provincia sono il 31%, mentre il 32% viene da una grande città – soprattutto dalle periferie.

Abbiamo chiesto agli intervistati se, nel loro nucleo familiare, è presente una persona (o un animale) potenzialmente particolarmente esposta agli effetti negativi della crisi climatica. Il 27% ha risposto di avere un animale domestico, il 15% di avere nel proprio nucleo familiare una persona anziana sopra i 75 anni, il 12% una persona con patologie sensibili al clima, il 4% un bambino sotto i sei anni.

Climatizzazione e schermature solari, le spese più frequenti

Ciò che unisce in molti, in ogni caso, è l’aver dovuto affrontare spese nuove legate al clima. Il 46% ha investito in climatizzazione della propria casa nel corso degli ultimi dodici mesi. Il 39% afferma lo stesso in relazione alle schermature solari, il 22% in lavori straordinari per affrontare meglio il clima che cambia. Il 26%, poi, ha dovuto spendere per riparare a danni provocati da eventi meteorologici. Il quanto varia molto in base alla tipologia. Chi ha speso in climatizzazione, ad esempio, quantifica l’esborso soprattutto nella fascia 200-800 euro (31%). Con però una minoranza significativa (28%) sotto i 200, e una quasi uguale (26%) che invece si situa nella fascia 800-2.500 euro. E il 15% ha speso più di 2.500 euro.

Tra chi ha speso in schermature solari la spesa media è più bassa: quattro su dieci sono rimasti sotto i 200 euro, mentre la fascia più selezionata tra chi ha speso in interventi strutturali sugli edifici è quella oltre i 2.500 euro, indicata da due persone su tre. Chi ha dovuto riparare danni da eventi meteo, invece, se l’è cavata nella maggior parte dei casi con meno di 500 euro. Ma dodici persone hanno speso più di 2mila euro, e tre oltre 10mila. Il 12,5% del campione ha avuto danni anche a beni mobili: in più della metà dei casi all’auto o alla moto.

Bollette, assicurazioni, salute e viaggi: le spese nascoste

Le spese che affrontiamo in relazione alla crisi climatica non sono solo quelle che vengono subito in mente. Non c’è bisogno di un’alluvione che devasta il garage o della grandine che danneggia il raccolto. Basta un’estate eccezionalmente calda come quella appena conclusa, e la bolletta della luce aumenta. Rispetto all’estate precedente, il 42% del campione dichiara di aver visto la propria salire «leggermente», e il 27% «sensibilmente». Il 21% ha affrontato spese condominiali straordinarie legate al clima (il 30% tra chi vive in condominio), con la quota più comune tra i 200 e gli 800 euro.

Anche le assicurazioni lievitano col caldo – e con gli eventi meteorologici estremi, ovviamente. Il 38% di coloro che, nel campione, hanno una polizza sulla casa hanno visto il premio salire «leggermente», e il 20% «sensibilmente». Solo una minoranza ha stipulato una nuova assicurazione o ha chiesto risarcimenti. Tra chi li ha chiesti, poi, solo il 26% ha ricevuto integralmente quanto aveva provato ad ottenere. Il 45% ha ricevuto solo una parte, per franchigie o esclusioni, e a uno su sei il risarcimento è stato negato. Va detto che quattro persone su dieci, nel campione, non hanno alcuna polizza sulla casa. E cinque hanno rinunciato a una nuova copertura perché troppo costosa.

Un altro set di quesiti era relativo alle spese sanitarie. Il 27% del campione spiega di aver sofferto di problemi di salute, negli ultimi mesi, riconducibili a riscaldamento globale o inquinamento – o che ad averne sofferto è un familiare. Tra loro, quasi la metà ha dovuto affrontare spese tra i 100 e i 500 euro. La quota sale nelle famiglie in cui vive una persona con patologie sensibili al caldo o all’inquinamento: qui quasi la metà (44%) delle 38 famiglie tra chi ha risposto ha avuto spese sanitarie legate al clima, contro il 19% delle famiglie senza persone particolarmente esposte. Un 11% di coloro che hanno risposto, infine, dice di aver cancellato o modificato piani di viaggio per ragioni legate al clima, con una spesa in maggioranza nella fascia fino a 200 euro.

Rimborsi e bonus fiscali: per metà del campione quasi nulla

Abbiamo chiesto anche quanta parte di queste spese sia stata recuperata, tra rimborsi assicurativi, bonus fiscali e sussidi. La risposta più frequente, per più di metà del campione (52%), è «praticamente nulla». Un altro 21% parla di «una piccola parte». Solo cinque persone su 312 dicono di averne recuperata una buona parte. È la versione domestica di un dato nazionale: secondo il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), circa il 95% dei danni da eventi estremi in Italia non è assicurato, e il conto ricade su famiglie, imprese e finanza pubblica. Un lettore lo racconta così: un temporale «con grandine e vento ha praticamente devastato il tetto dell’edificio (30mila euro di danni e l’assicurazione ne ha rimborsati 6mila)».

In affitto si spende meno. Ma non per scelta

Incrociando le risposte emergono anche alcune differenze. Tra chi vive in affitto in un condominio, la metà dichiara una spesa climatica sotto i 500 euro, contro circa un proprietario su cinque. Non significa che il clima pesi meno. Chi è in affitto, spesso, non può decidere di investire sulla casa: «Se avessi casa di proprietà probabilmente avrei fatto altri interventi spendendo di più, ma essendo in affitto non dipende da me», scrive una delle persone che hanno risposto. E c’è chi racconta spese che, in famiglia, qualcuno non può proprio permettersi: «Uno dei figli – il più fragile economicamente – avrebbe bisogno di zanzariere e climatizzatore (a cui non può assolutamente far fronte)». 

Le spese che non avreste chiamato «climatiche»

All’ultima domanda molti hanno indicato voci che, all’inizio, non avrebbero attribuito al clima. Il prezzo di frutta e verdura, «troppo alto, a fronte poi di una qualità quasi sempre scadente». Le zanzare, che in alcune zone ormai restano sei mesi l’anno, da maggio a ottobre. L’acqua per l’orto e il giardino, irrigati più spesso e più a lungo. Il carburante, perché c’è chi usa «più la macchina per spostamenti anche relativamente brevi per evitare il caldo eccessivo». Sono gli stessi meccanismi che gli economisti chiamano climateflation.

Stimare il costo del riscaldamento globale nelle nostre vite è difficile. Non sempre è chiara la linea che divide un’alluvione che sarebbe avvenuta comunque, e una riconducibile al clima che cambia. Non sempre è possibile sapere se e quanto avremmo usato il condizionatore, in un mondo dove abbiamo smesso di modificare la composizione dell’atmosfera. Ma sondaggi come questo, pur senza valore statistico, ci iniziano a restituire un pezzo di realtà. La crisi climatica non sarà un costo per il futuro. Lo è già, per la gran parte delle persone, nel presente.

Grandine e alluvioni, gli episodi più citati da chi ha risposto

Abbiamo concluso il questionario chiedendovi se c’è stato, nella vostra vita, un episodio specifico che vi ha fatto realizzare che il clima stava, letteralmente, chiedendo il conto. Ci avete risposto in oltre 200. «Una passeggiata nel quartiere: mi sono sentita male per un improvviso malessere da pressione bassa», è una risposta. «L’ansia che creano le continue ondate di caldo di quest’estate, vivo ogni giorno consultando le app meteo compulsivamente». «Il caldo estremo che rende più difficile gestire la mia sclerosi multipla», un’altra ancora. 

L’episodio citato più spesso è la grandine: ne parla circa una risposta su cinque. Poi alluvioni, trombe d’aria, temporali sempre più violenti. «Non credevo che sarei stato così avvinto dalla paura come quando ho visto l’acqua progressivamente salire dal garage e dal piazzale condominiale», scrive un lettore. Un’altra persona racconta che le piogge «hanno fatto franare la strada per raggiungere la casa in collina. Questo evento ha cambiato le abitudini della mia famiglia e siamo tornati a vivere in città».

E poi ci sono i costi che non si misurano in euro. «Più che a una spesa mi viene in mente una limitazione – scrive qualcuno –. Nei 3 mesi estivi cerco di limitare ogni attività non indispensabile per non espormi al caldo». C’è chi parla del tempo perso a riparare i danni, «tempo che devi tagliare agli altri aspetti della vita quotidiana». E chi del «costo psicologico di sapere che lascio un sistema sbagliato alle fondamenta in eredità ai miei figli».

I dati del questionario

Il questionario online è stato aperto dal 4 giugno al 18 settembre 2026, diffuso da Valori.it.
Hanno risposto 312 persone, in maggioranza lettrici e lettori di Valori.it.
Il campione NON è rappresentativo della popolazione italiana: Nord e proprietari di casa sono sovrarappresentati.
I risultati non hanno valore statistico e non possono essere estesi alla popolazione.
Le spese sono stime dichiarate da chi ha risposto, raccolte per fasce.

Come abbiamo reso anonimi i dati:

  • Eliminati: identificativi della piattaforma, data e ora esatte (sostituite dal mese), indirizzi email,
    disponibilità a essere ricontattati e tutte le risposte aperte (testo libero).
  • Aggregate in categorie più ampie: area di residenza, tipo di luogo, abitazione, composizione del nucleo familiare.
  • Dove una combinazione di queste caratteristiche riguardava meno di tre persone, uno o più campi
    sono stati sostituiti con «Non pubblicato».
  • Sette persone hanno compilato il questionario più volte (15 risposte): sono segnalate nella colonna
    compilazione_ripetuta e mantenute, coerentemente con gli articoli pubblicati.

Scarica i dati e le istruzioni per usarli.

Nessun commento finora.

Lascia il tuo commento.

Effettua il login, o crea un nuovo account per commentare.

Login Non hai un account? Registrati