Aiutaci a smascherare la speculazione finanziaria

Il presidente di Banca Etica lancia un’azione di crowdsourcing: raccogliere le immagine della pubblicità finanziaria attraverso Non con i miei soldi! Un’azione per ...

Il presidente di Banca Etica lancia un’azione di crowdsourcing: raccogliere le immagine della pubblicità finanziaria attraverso Non con i miei soldi!
Un’azione per sorridere (amaramente) di fronte alle iperboliche comunicazioni che parlano alle persone come se la crisi non fosse stata causata dalla finanza, come se non fosse successo nulla, veri e propri esempi di pubblicità “regresso”. Pubblicità che promettono alti rendimenti, che parlano di sicurezza, di guadagni facili, mentre l’economia reale e tutti noi annaspiamo tra recessione e manovre “lacrime e sangue”.
Un modo di collaborare per “smascherare” la finanza e insieme riflettere sul cambiamento che vogliamo.
 
 
 
Potete inviare le immagini a [email protected], le pubblicheremo nel blog e alle più divertenti spediremo una copia del libro “Finanza casinò” di Andrea Baranes.

Togliamo la maschera alla finanza casinò

di Ugo Biggeri – Banca Etica
In  Europa si stanno pagando carissime le distorsioni dei mercati finanziari: non si argina lo strapotere della finanza eppure continuiamo a vedere pubblicità strabilianti del mondo finanziario.

Rendimenti, inviti alle scommesse, promesse di guadagni facili… le istituzioni finanziarie continuano a lanciare i soliti messaggi, come se nulla stesse succedendo.
Del resto in questi mesi (anni) non si è posto alcun freno alle speculazioni e i mercati non hanno certo intrapreso la via dell’autoregolamentazione, anzi, non si vergognano più di di nulla (ricordate i bond della morte?).
Sembra di essere piombati in una crisi dove non ci sono cattivi, anzi. Il problema sembrano essere i pensionati, gli esodati, il sistema di welfare che ha al centro la rete delle cooperative sociali o addirittura il problema, con una regolamentazione internazionale sempre più dura, sembra sia proprio dare credito all’economia reale.
Eppure nel mercato sterminato della finanza globale sono pochi i nomi che contano e non tutti si nascondono.
Quest’estate se andate in vacanza e sbirciate qualche rivista patinata dal vostro vicino di ombrellone o se siete a casa e state navigando in internet non potrete fare a meno di osservare le pubblicità finanziarie. Le vedrete In stazione, alle fermate dell’autobus, nei free press, nei quotidiani, nelle piazze assolate della vostra città.
Messe in fila tutte queste comunicazioni rappresentano un grottesco quadro della situazione attuale: da un lato disoccupazione, tagli ai servizi pubblici, disagio, dall’altro tassi di interesse elevati, inviti a investire senza pensare, messaggi rassicuranti: di noi ti puoi fidare. Dietro le pubblicità finanziarie purtroppo si nascondono ancora derivati, speculazioni sul cibo, sulla terra, sui debiti pubblici dei nostri paesi.
Il fatto che la finanza non stia cambiando rapidamente mi fa venire voglia di impegnarmi ancora un po’ in più, per invitare le persone a farsi le domande giuste, per dire insieme “Non con i nostri soldi!”
Raccogliamo insieme questi messaggi, fotografiamoli, soprattutto quelli più assurdi o involontariamente divertenti. Anche questo è un modo per smascherare la finanza e far cambiare le cose.
Andiamo a vedere la distanza tra il dichiarato e l’agito, è quello che ha fatto www.transparency.org, è quello che possiamo fare quotidianamente informandoci e invitando le persone a fare altrettanto.