Trump esclude un collettivo italiano dalla finanza globale

Il Dipartimento di Stato statunitense ha sanzionato il collettivo digitale italiano Autistici/Inventati. Tra le conseguenze, la chiusura del conto corrente

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio © Dipartimento di Stato/Flickr

In breve

  • Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha inserito il collettivo italiano Autistici/Inventati nelle liste Ofac come organizzazione terrorista di estrema sinistra.
  • La designazione espone chi ha rapporti con A/I a sanzioni secondarie: per questo Banca Etica valuta la chiusura del conto corrente del collettivo.
  • È la prima volta che gli Stati Yniti sanzionano un fornitore di servizi digitali per l’uso che ne fanno terzi, dopo i casi di Francesca Albanese e della Cpi.

Autistici/Inventati, spesso abbreviato con A/I, per lo Stato italiano è una piccola realtà del terzo settore, composta da soli volontari e con sede nella provincia di Pisa. Ma per gli Stati Uniti è, da qualche giorno, un’organizzazione sanzionata al pari di chi fornisce armi ad Al Qaeda. La notizia, ripresa dalla stampa di tutto il mondo, riguarda la designazione di A/I come Specially Designated Global Terrorist. L’atto con cui Washington accusa il collettivo toscano di aver fornito servizi digitali a gruppi che gli Stati Uniti considerano terroristi. 

Si tratta di una decisione che si inserisce nella lotta alle realtà di sinistra avviata dal governo di Donald Trump, e che segna un precedente. Già con le sanzioni alla relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese e ai giudici della Corte penale internazionale la Casa Bianca si era mostrata pronta a usare ritorsioni economiche contro stranieri percepiti come ostili. Con Autistici/Inventati si accusa per la prima volta anche chi, ad organizzazioni politiche di sinistra, si limita a dare blog e indirizzi email.

Autistici/Inventati fornisce hosting ed email ad attivisti e movimenti

Autistici/Inventati è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2001 dall’unione di due diversi collettivi, autistici.org ed inventati.org. Si occupa di fornire servizi digitali – come indirizzi email ed hosting per siti web – ad attivisti, sindacati e movimenti in Italia e nel resto del mondo. L’ambiente in cui il gruppo si forma è quello del movimento no-global di inizio millennio, e da quel mondo A/I deriva la sua missione. Il collettivo si presenta come «antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, contrario al capitalismo e all’autoritarismo». 

Il Dipartimento di Stato, l’equivalente statunitense del Ministero degli esteri, e il Dipartimento del Tesoro accusano Austici/Inventati di aver fornito blog, hosting, email cifrate, piattaforme di streaming, chat e videoconferenze a «cellule Antifa violente» ed entità già sanzionate come il Partito Curdo dei Lavoratori (Pkk). Il Pkk è un partito di sinistra della minoranza curda in Turchia, che recentemente ha abbandonato le armi dopo decenni di guerriglia. «Antifa» è una generica etichetta usata da diversi gruppi antifascisti in tutto l’Occidente, ma il governo Trump da tempo sostiene l’esistenza di un’organizzazione con tale nome dedita al terrorismo. A/I è stato inserito nelle cosiddette liste Ofac, che comportano una serie di sanzioni economiche. In sostanza, gli Stati Uniti considerano A/I responsabile dell’uso che gli utenti fanno dei loro servizi. Una novità assoluta nella giurisprudenza americana e non solo. 

Le conseguenze delle sanzioni, tra siti offline e conti correnti

Autistici/Inventati non è accusata di alcun reato né dalla magistratura statunitense né da quella di altri Paesi, ed essendo una realtà italiana non dovrebbe in teoria subire conseguenze legali per la decisione di Trump. In pratica, però, la centralità statunitense sul web e sulla finanza globale fa sì che la designazione sia un grande problema per il collettivo.

Innanzitutto, a seguito della notizia il sito web autistici.org è finito offline. Secondo l’associazione, la colpa è del Public Interest Registry, la non profit che gestisce l’uso dei domini .org. Un’organizzazione che ha voce in capitolo su un’enorme quantità di siti web in tutto il mondo, ma che ha la propria sede negli Stati Uniti. Ancora più grave, poi, è la situazione finanziaria. 

Le banche italiane rischiano sanzioni se collaborano con A/I

Secondo quanto riferito da Autistici/Inventati, Banca Etica avrebbe comunicato l’intenzione di chiudere il rapporto bancario che la lega al collettivo. Banca Etica è un istituto di credito di diritto italiano, e si distingue dalle banche tradizionali per operare secondi i principi della finanza etica. Avendo sede fuori dagli Stati Uniti, Banca Etica non sarebbe obbligata ad ubbidire alle direttive del Tesoro statunitense. Ma collaborare con organizzazioni inserite nelle liste Ofac può portare alle cosiddette sanzioni secondarie, citate dallo stesso governo degli Stati Uniti.

In pratica, il governo Trump potrebbe per ritorsione escludere la banca che fornisce a A/I il suo conto corrente dai circuiti Visa e Mastercard, di fatto monopolisti globali delle transazioni finanziarie, così come dagli intermediari che permettono operazioni fuori dall’area euro. Di fatto, qualcosa di molto simile alla morte di una banca.

La posizione di Banca Etica: inaccettabile colpire chi ha idee diverse da Trump

Autistici/Inventati, sul suo sito web, parla di tensione tra due esigenze: «Da una parte i principi e le posizioni pubbliche [di Banca Etica], dall’altra gli obblighi, i rischi e le valutazioni di compliance connessi alla gestione di un rapporto con un soggetto inserito nelle liste Ofac». Il presidente di Banca Etica Aldo Soldi dice a Valori.it di «condannare con forza l’utilizzo dell’inserimento nelle liste Ofac per finalità politiche» e che «chiede ancora una volta e con maggior forza che le istituzioni politiche europee e nazionali contrastino l’abuso di tali strumenti». Per Soldi, «è necessario mitigare l’attuale dominio delle infrastrutture finanziarie digitali globali da parte dei grandi operatori statunitensi».

Il problema non riguarda solo A/I. «Banca Etica continuerà a fare la sua parte per favorire una mobilitazione internazionale e istituzionale», dichiara Soldi. «Dobbiamo porre fine a questa pratica inaccettabile di colpire chi ha idee politiche diverse rispetto all’attuale amministrazione statunitense equiparandoli a terroristi ed escludendoli di fatto dal sistema finanziario».

Il potere di Washington, attraverso la finanza

Non è la prima volta che gli Stati Uniti e l’amministrazione Trump usano la minaccia di sanzioni secondarie per tagliare fuori dai circuiti della finanza persone e realtà non gradite. Provvedimenti simili a quello che ha colpito A/I hanno riguardato quest’anno i giudici della Corte penale internazionale che si sono occupati dei crimini israeliani a Gaza e la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, l’italiana Francesca Albanese. Quest’ultima aveva esplorato con Banca Etica la possibilità di avere un conto protetto dalle ritorsioni statunitensi. Ma anche in quel caso ci si era scontrati con la minaccia proveniente d’oltreoceano e l’assenza di garanzie da parte di Italia ed Unione Europea.

Il controllo di fatto della finanza globale dà a Washington un enorme potere su cittadini ed organizzazioni straniere. Per mitigarlo, servirebbe l’azione dei Paesi dove risiedono le persone colpite. Nel breve termine, garantendo copertura economica e diplomatica alle realtà coinvolte in sanzioni motivate politicamente. Nel medio, creando infrastrutture – come l’euro digitale – che permettano di bypassare direttamente le grandi multinazionali statunitensi. Ma, da Roma come da Bruxelles, per ora tutto tace.


Nota: Banca Etica è tra i soggetti che sostengono economicamente Fondazione Finanza Etica, editore di Valori.it.

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