Autopubblicarsi con Amazon? Per molti la fama rimarrà solo un sogno

Il gigante dell’ecommerce offre di vendere online i propri manoscritti. Ma ben pochi diventano ricchi. Intanto gli editori indipendenti rischiano l'estinzione

Nicola Borzi
Nicola Borzi
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Da qualche mese (come annunciato da Valori) è entrata nel mercato della distribuzione editoriale per le librerie fisiche anche in Italia, scatenando i timori dei piccoli editori indipendenti che ritengono questo il primo passo verso l’estinzione di massa.

Amazon già (quasi) monopolista dell’ecommerce di libri

Ma non è dal 2019 che Amazon ha “i numeri giusti” per poter spazzare via ogni possibile competitore editoriale: quest’anno, secondo i dati più recenti di eMarketer pubblicati da Buzzfeed, il gigante di Seattle avrà una quota pari al 38% circa dell’intero mercato e-commerce statunitense. Il valore sale al 67% nelle vendite online di libri, musica e video, al 46% del mercato dei computer e dell’elettronica, al 45% in quello dei giocattoli e il 34% delle vendite di mobili. Con oltre 25 miliardi di dollari di entrate la creatura di Jeff Bezos è già il maggior fornitore di servizi cloud al mondo.

Un gigantismo che ha spinto politici e regolatori Usa a invocare interventi antitrust per smantellare la società che pone seri rischi di monopolio, ma Amazon si è difesa affermando di gestire “solo il 4%” di tutte le vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

Ma il leviatano non è solo un rivenditore: vende prodotti propri in molti settori sotto un’ottantina di marche di private label e ha oltre 800 marchi commerciali di proprietà. Quello che pochi sanno, però, è che Amazon è anche un potente editore, in grado di indirizzare le scelte dei lettori e di fare e disfare le fortune degli autori.

Data l’enorme mole di clienti potenziali, molti scrittori credono che l’autopubblicazione di un libro con Amazon sia una opportunità incredibile di guadagni e successo: ma solo una frazione raggiunge veramente vendite e incassi ragguardevoli. Vediamo perché.

USA, pubblicazioni con Amazon quadruplicate in 8 anni

Secondo gli ultimi dati citati dal Wall Street Journal, nel 2017 Amazon ha pubblicato 1.231 titoli negli Stati Uniti, quasi quadruplicati rispetto ai 373 del 2009, anno in cui la società di Bezos è entrata nel settore dell’editoria libraria che negli Usa vale 16 miliardi di dollari l’anno. Con oltre 100 milioni di membri Amazon Prime in tutto il mondo, il pubblico potenziale è enorme, anche perché gli abbonati a questo servizio negli Usa possono scegliere un titolo dal catalogo proprietario Amazon First Reads gratis ogni mese, mentre i clienti “non Prime” pagano 1 dollaro e 99 cent.

Il 2 gennaio di quest’anno, Amazon First Reads ha inviato un’email ai suoi iscritti su sei nuovi titoli di Amazon Publishing. In serata, quei libri erano i primi sei nella lista dei best-seller del negozio Kindle di Amazon.

Uno straordinario strumento di orientamento delle scelte

Il gioco si fa ancora più interessante se si considera il servizio di abbonamento agli e-book Kindle Unlimited che costa 9,99 dollari al mese e consente agli abbonati di selezionare fino a 10 e-book alla volta. L’opzione a giugno 2018 contava 4,6 milioni di abbonati paganti che hanno un tasso di rinnovo del 95%.

L’offerta è così pesante che secondo alcuni analisti Amazon sta facendo dumping ai concorrenti grazie ai suoi titoli a basso prezzo, riducendo i ricavi editoriali nella narrativa per adulti. Il giro d’affari di questo comparto tra il 2013 e il 2017 negli Usa è sceso del 16% a 4,4 miliardi di dollari, secondo l’Associazione degli editori americani, andando in direzione opposta alla crescita della quota di mercato degli e-book Kindle, aumentata del 43% nello stesso periodo fino a oltre un quarto del mercato totale. Alcuni editori come Harlequin, una divisione di HarperCollins Publishers, hanno dovuto chiudere intere collane.

Gli aspiranti autori abbagliati da pochi casi “civetta”

Ma cosa ottengono gli autori autopubblicati? È famoso il caso di Laurie Ann Starkey che negli anni ha ottenuto 1,15 milioni di dollari lordi, vendendo l’89% dei suoi titoli su Kindle Unlimited.

Al Wall Street Journal, un portavoce di Amazon ha dichiarato che migliaia di autori autopubblicati nel 2018 «hanno guadagnato più di 50mila dollari e oltre mille hanno superato i 100mila dollari», ma non ha detto quanti titoli autopubblicati sono stati distribuiti da Amazon lo scorso anno.

Nel 2017, Amazon ha versato 220 milioni di dollari agli autori, grazie alla formula che riconosce il 70% del prezzo di copertina per titoli venduti tra 2,99 e 9,99 dollari e il 35% per i libri che costano di più o di meno di quella fascia. Per autopubblicarsi con Amazon bastano 24 ore, anche con la formula del print on demand che non presenta costi aggiuntivi. Chi aderisce al programma Kindle Select, però, concede ad Amazon i diritti di vendita esclusivi per 90 giorni in cambio di promozioni speciali. L’accordo attribuisce alla società una percentuale di ogni vendita, offre una maggiore esposizione agli autori ma paga ricavi inferiori.

4 o 5 millesimi di dollari per ogni pagina letta

I titoli di Kindle Unlimited sono pagati agli autori in base al numero delle pagine degli e-book effettivamente lette, partendo da 4 o 5 millesimi di dollari per ogni pagina letta. Se il libro viene letto interamente, gli autori ricevono 1,2-1,5 dollari per un testo di 300 pagine venduto online da Amazon a 10 dollari, meno se i lettori non finiscono il libro gli autori guadagnano molto meno. Questa formula ha spinto alcuni autori a ritirare i propri libri dal programma, dopo cali molto forti dei loro introiti.

La formula dell’autopubblicazione in Italia è diffusa sin dal 9 maggio 2008, quando il gruppo L’Espresso, con la collaborazione del gruppo Feltrinelli e della Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco, lanciò il sito ilmiolibro.it per gli autori di manoscritti.

Nei primi cinque anni il servizio pubblicò oltre 25mila titoli con 280mila utenti mensili e 230mila iscritti. A oggi il servizio afferma di aver pagato 2,5 milioni di euro di compensi agli autori, con un milione e mezzo di copie distribuite in Italia, 400mila lettori della community e 500mila recensioni. Un business attorno al quale sono nati anche in Italia dei corsi (a pagamento, ça va sans dire) per “diventare self publisher di successo”.