Bassa finanza #6: di Alaska, geni della (bassa) finanza e noccioline

La rubrica di Mauro Meggiolaro sul meglio del peggio della bassa finanza mondiale. Causa legale di Alaska Electrical Pension Fund contro 13 banche per manipolazione tasso ...

Di Mauro Meggiolaro

La rubrica di Mauro Meggiolaro sul meglio del peggio della bassa finanza mondiale.


Pensi all’Alaska e ti vengono in mente gli orsi bianchi, Into the Wild e al massimo Sarah Palin. Ora fa parlare di sé anche il fondo pensione dei lavoratori del settore elettrico. Ha denunciato formalmente 13 banche, accusate di aver manipolato l’indice ISDAfix, usato per fissare i prezzi di una serie di transazioni sugli swap, nel grande mare dei derivati. Tra le banche sotto accusa Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC, JPMorgan, Nomura, Royal Bank of Scotland, UBS e Wells Fargo.


Bentley in garage, belle donne, affari in Russia e una fama da “genio della finanza creativa”. In realtà Marco Russo – ora sotto inchiesta – avrebbe accumulato guadagni falsificando Medium Term Notes al computer, con un software di grafica. Si tratta di sofisticati strumenti finanziari negoziati nel circuito Euroclear, la piattaforma interbancaria europea che li ha in custodia. Prodotti ancora poco conosciuti dal grande pubblico, possono essere presi in leasing. Chi li “noleggia” per un periodo di medio termine, pagando interessi del 5,5 per cento, può in seguito presentarli a una banca per ottenere dei finanziamenti. Un applauso ai ragazzi di IRPI (Investigative Reporting Project Italy) che hanno ricostruito il caso e ne hanno scritto su L’Espresso. Su twitter li potete seguire qui: @irpinvestigates


Quando una banca non ti dice cosa fa con i tuoi soldi poi non te la devi prendere se scopri che finanzia strane operazioni in paesi non proprio trasparenti. Dopo BNP Paribas e Standard Chartered tocca ora a Commerzbank, la secondo banca tedesca. Per affari con l’Iran potrebbe pagare sanzioni fino a 500 milioni di euro alle autorità USA. La stessa Commerzbank è stata salvata dal tracollo nel 2008 grazie a una generosa iniezione di capitali pubblici. Lo Stato tedesco è ora il primo azionista della banca con il 17%. E non intende vendere. Al confronto i Monti Bond concessi a Montepaschi sono noccioline.


Axel Weber è l’ex capo della Bundesbank (la banca centrale tedesca). Ora, tanto per cambiare, è passato dall’altra parte della staccionata e guida il Consiglio di Sorveglianza del gigante bancario svizzero UBS. Quando gli viene dato spazio sui giornali, quindi un giorno sì e l’altro pure, Weber non manca di sottolineare che la politica monetaria accomodante di Mario Draghi è pericolosa e puo’ portare a nuove bolle. C’è del vero in quel che dice Axel Weber, ma forse sarebbe bene sottolineare che ora parla per difendere gli interessi di UBS e del sistema bancario (che soffre per i tassi troppo bassi) e non come ex presidente della Bundesbank.

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