Da Bei e Banca Etica altri 30 milioni per inclusione dei rifugiati, imprese femminili e territori
Dopo aver erogato i primi 30 milioni, l’accordo entra nella seconda fase. Si stima che le risorse attivino investimenti per oltre 165 milioni di euro
Altri 30 milioni di euro per finanziare l’accoglienza e l’inserimento lavorativo delle persone rifugiate, le imprese guidate da donne e le attività produttive nelle aree economicamente più svantaggiate. Il 12 ottobre, a Napoli, la Banca europea per gli investimenti (Bei) e Banca Etica hanno sottoscritto il secondo finanziamento previsto dall’accordo avviato nel 2024, dopo aver interamente erogato le risorse della prima fase.
L’intesa mette a disposizione di Banca Etica 60 milioni di euro che, secondo le stime dei due istituti, dovrebbero contribuire ad attivare investimenti complessivi per oltre 165 milioni di euro. Le risorse sono suddivise in due contratti da 30 milioni ciascuno, riferiti ai periodi 2024–2026 e 2026–2028. La banca le utilizza per concedere credito agevolato alle imprese e alle organizzazioni beneficiarie.
Per il biennio 2026-2028 almeno il 30% dei fondi è destinato ai servizi per rifugiati e richiedenti asilo, dall’accoglienza alla formazione e all’inserimento lavorativo. Almeno un altro 30% va alle micro, piccole e medie imprese guidate da donne, almeno un ulteriore 30% alle piccole e medie imprese nelle regioni destinatarie delle politiche europee di coesione. La quota restante, fino al 10%, può finanziare altre piccole e medie imprese con finalità sociali e ambientali.
I progetti finanziati nel primo biennio, dall’accoglienza alle imprese del Sud
Nel primo biennio i 30 milioni sono stati distribuiti attraverso 78 operazioni. Di queste, 12 operazioni (per un totale di 9,125 milioni di euro) hanno sostenuto servizi e progetti per persone rifugiate e migranti, 30 (9,035 milioni) l’imprenditoria femminile e 33 (9,440 milioni) le imprese nelle regioni di coesione e nel Mezzogiorno. Altri 2,4 milioni hanno finanziato tre interventi nella quota residuale. Le risorse hanno raggiunto organizzazioni e imprese in tutta Italia, comprese cooperative sociali, attività artigiane, aziende agricole e imprese del riciclo.
In Campania e nel Napoletano hanno finanziato servizi di accoglienza e assistenza, inserimento lavorativo di persone svantaggiate e cooperative costituite da lavoratori che hanno rilevato aziende in crisi. Tra i beneficiari figura Arci Mediterraneo, l’impresa sociale che ha ospitato la firma del nuovo contratto, che – attraverso il Sistema di accoglienza e integrazione – offre accoglienza, formazione, tirocini e servizi di orientamento alle persone migranti e rifugiate.




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