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Bitcoin, il ritorno della bolla o il nuovo bene-rifugio?

Il valore del bitcoin ha registrato un nuovo record, quindi una nuova fase altalenante. Eppure il colosso BlackRock (e non solo) crede nella criptovaluta

Andrea Di Stefano e Mauro Meggiolaro
Il valore del bitcoin è soggetto sin dalla sua nascita a bolle ed enormi fluttuazioni © Velishchuk/iStockPhoto
Andrea Di Stefano e Mauro Meggiolaro
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Il 2021 si è aperto con il ritorno della bolla Bitcoin: prezzi alle stelle, record abbattuti a raffica e la percezione che fosse tornata in scena la Vegas-coin, come è stato definito il mercato da montagne russe per le criptovalute. In una decina di sedute il prezzo è passato da 22.000 $ a 42.000 $ per portarsi nuovamente intorno ai 30-34.000 $. Fluttuazioni a cui la moneta virtuale ci ha abituato negli ultimi quattro anni, soprattutto da quando sono stati autorizzati i derivati sui bitcoin, il 18 dicembre 2017, che hanno fatto crescere a dismisura i volumi scambiati nelle tante piattaforme di trading. Secondo Crypto Parrot, il volume medio giornaliero di scambi a 30 giorni di Bitcoin è di 39,1 miliardi di dollari, più alto rispetto al volume di trading quotidiano medio cumulativo a 30 giorni per Apple, Amazon, Microsoft, Alphabet-Google e Facebook (messi assieme), che è di 37,68 miliardi di dollari. Ovviamente in un mercato così aleatorio non possono mancare i rischi di operazioni sospette, ben al di là della “bisca”. Come abbiamo raccontato più volte su Valori.it sono molte le inchieste giudiziarie in corso.

Molte le inchieste giudiziarie in corso sul bitcoin

La più clamorosa riguarda la piattaforma Bitfinex e la sua parente Ifinex. Il 5 febbraio Bitfinex ha annunciato il rimborso totale della linea di credito da 750 milioni di dollari che era stata concessa da Tether ed era al centro dell’indagine aperta nell’aprile dello scorso anno dal New York Attorney General che ha portato poi anche all’arresto in Polonia del presidente di Crypto Capital. Secondo gli investigatori la piattaforma non era in grado di onorare i suoi impegni e l’operazione si configurava come una manipolazione del mercato perché la cryptovaluta non aveva la copertura liquida di danaro 1 a 1 come dichiarato. In sostanza le affermazioni sulla garanzia in dollari corrispondente all’emissione della crypto non sarebbero state veritiere. Il rimborso della linea di credito nelle intenzioni di Bifinex dovrebbe mettere fine al procedimento giudiziario ma difficilmente l’Attorney General di New York sarà disponibile a chiudere il caso che da due anni tiene i riflettori puntati su alcuni attori del mondo dei Bitcoin.

D’altra parte un altro giallo investe il mondo delle cripto e porta direttamente al gruppo di assalitori di Capitol Hill. Secondo il Wall Street Journal l’Fbi ha aperto un indagine su una misteriosa donazione effettuata da un programmatore francese poco prima di suicidarsi. Nel dicembre del 2020 Laurent Bachelier avrebbe donato 13,5 bitcoin (circa 250.000 $) a Nicholas Fuentes, uno dei protagonisti dell’attacco al Parlamento Statunitense dello scorso 6 gennaio. Bachelier avrebbe donato altri bitcoin anche al sito anti immigrazione VDARE.com. Un sistema, quindi, profondamente opaco e pieno di buchi regolamentari come più volte evidenziato dalle autorità di controllo di quasi tutti i principali paesi.

I 13,5 bitcoin finiti a uno dei protagonisti dell’assalto al Congresso

Lo scontro, con una forte componente “ideologica” tra sovranità monetaria statale (o confederale) e cryptovalute assume sempre di più il connotato di una vera e propria guerra. Il governo Modi ha presentato un piano che prevede il pieno corso legale solo per la rupia digitale emessa dalla Banca Centrale Indiana e mette al bando ogni valuta digitale privata mentre negli Stati Uniti c’è grande attesa sulle scelte che farà il nuovo capo della Sec, Gary Gensler, uno dei massimi esperti di blockchain e fintech, docente della M.I.T. Sloan School fo Management. I nodi sul tavolo del regolatore sono moltissimi: dalla sollecitazione del pubblico risparmio mediante l’emissione di crypto, alle modalità di regolazione dei flussi di danaro (ovviamente super esposti al rischio di riciclaggio), dalla trasparenza degli operatori ai confini stessi delle valute digitali. E sullo sfondo c’è il per ora congelato progetto di Libra, più piattaforma di pagamento che miner di crypto.

Sarebbe, comunque, estremamente riduttivo confinare il fenomeno delle criptovalute a una serie di episodi di criminalità finanziaria. Oppure all’attività, sempre più fuori controllo, di una comunità globale di minatori,  che sognano di rivoluzionare i mercati finanziari operando nel buio delle loro cantine, illuminate solo dagli schermi dei computer.

BlackRock: la criptovaluta potrebbe sostituire l’oro come bene-rifugio

I mercati delle cripto stanno infatti cominciando ad attirare l’attenzione dei big di Wall Street, che intravedono interessanti opportunità di diversificazione dei rischi finanziari. Lo stesso Larry Fink, amministratore delegato di Blackrock, la più grande società di investimenti al mondo, con oltre 7.200 miliardi di euro gestiti, ha dichiarato lo scorso dicembre che il mercato dei bitcoin potrebbe diventare globale e rendere meno rilevante il dollaro americano come valuta di riserva. «Le criptovalute sono qui per rimanere. Il bitcoin è un meccanismo durevole che potrebbe sostituire l’oro come riserva di valore e copertura contro la svalutazione delle valute tradizionali», ha aggiunto Rick Rieder, responsabile degli investimenti obbligazionari globali di Blackrock. Con il non trascurabile vantaggio che è molto più facile mantenere un portafoglio digitale rispetto a un caveau pieno di lingotti d’oro. Se il bitcoin dovesse in futuro competere veramente con l’oro come valuta alternativa, il suo prezzo potrebbe salire fino a 146.000 $, ha calcolato la banca d’affari JPMorgan.

Una meta che non sembra così impossibile da raggiungere. Una ricerca pubblicata a dicembre dalla società di consulenza finanziaria indipendente deVere Group ha dimostrato che più di due terzi dei suoi clienti millennial preferirebbe i Bitcoin all’oro come valuta rifugio. I Bitcoin potrebbero quindi imporsi come il nuovo oro per la generazione dei 20-30enni di oggi, destinati ad ereditare le ricchezze dei baby-boomer nei prossimi vent’anni.

Nato con la promessa di rivoluzionare il sistema monetario globale, il bitcoin potrebbe presto consolidarsi, riducendo progressivamente la volatilità dei prezzi e i rischi legati ad attività criminali. E accontentandosi di un ruolo più circoscritto, rispetto alle ambizioni iniziali, ma comunque importante: sostituire l’oro come asset rifugio e valuta alternativa.